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Pezzi di puzzle

“Dinosauri estinti solo nella odierna Storia. Pezzi di puzzle sparsi in ordine armonico nel salotto. Costume sporco di sabbia. Divertirsi con sincerità. L’attesa del plurale. Colla tra le dita. Colorare i muri di casa, una fiamma d’amore tra il gioco e l’educazione. Impararsi a conoscere per competenze. Emancipazione della Felicità per privarsi di qualunque tipologia di senso convenzionale nel solco di una lacrima cristallina… perchè in fondo i dinosauri sono ancora tra noi…”

Ritornare ad essere bambini anche solo per un semplice gesto d’amore, non costa nulla in fondo…

Buona Vita!

Raffaele

(foto tratta dal web)

Noi bambini…

foto tratta dal web

 

Siamo bambini e ancora non capiamo cosa vuol dire “andare in paradiso”, non comprendiamo le lacrime azzurre d’amore di una croce, ci hanno raccontato sempre i nostri nonni che questo mondo è un arcobaleno di diversi colori e ampie sfumature, solo che con il tempo ci siamo un po’ annoiati e abbiamo distrutto un po’ di essi, solo che con il tempo abbiamo venduto a dei sconosciuti qualche sprazzo di luce senza ricevere nulla in cambio, neppure una caramella. Le persone che si vestono di nero, i minuti di silenzio, i lunghi cortei accanto a una scatola di legno, la gente con il viso cupo e che piange, piange, piange… ma perché? Noi siamo abituati a essere allegri e sempre spensierati… che cosa succede? Spiegatecelo…

Raffaele

Ricordi

Ricordo che quando ero bambino la notte della vigilia dell’Epifania facevo davvero fatica a dormire temendo che la Befana non passasse a lasciarmi i dolci nella calza, ero molto birbantello e non avevo la coscienza a posto… la mattina sveglia prestissimo, alle 6 già in piedi e dritti vicino al camino a fare la mia colazione a base di cioccolata…

Ricordo che quando ero ragazzo al termine della lezione di nuoto era doveroso fermarsi al bar con mio padre che mi comprava una stecca di cioccolata bianca, sempre e solo bianca! Per sopperire a due ore di uno sport da me non molto digerito… a quel tempo per via del fatto che dovetti per un anno rinunciare a calcio per imparare a nuotare… e le prime lezioni nella vasca piccola con i bambini più piccoli, con l’acqua che mi arrivava praticamente alle ginocchia e bastava una piccola spinta per arrivare a fondo vasca…

Ricordo che in piscina con la tavoletta mi divertivo, assistito da una buona forza della gambe a fare slalom tra i vari ragazzi leggermente più lenti di me quasi fosse una gara di formula uno…

Ricordo le numerose panciate a termine di ogni tuffo, che restava quello mio preferito la “candela”!

Buona Epifania!!!

Raffaele

Ricordi…

Ricordo che un giorno, avevo 4 anni, piena estate, sfuggi dall’attenzione dei miei e uscii di casa e vidi un bel corteo e iniziai a ridere e a scherzare… era un corteo funebre ed io tutto entusiasmante “che bello, auguri!!!! auguriiii”  porto ancora adesso i segni di questa brutta figura…

Ricordo che un giorno, avevo appena imparato ad andare in bici dopo una passeggiata con un mio amico, vicino di casa, mi lascio solo sulla strada e non riuscivo ad attraversarla per via delle molto macchine che passavano, era la via principale, stavo per piangere, ero totalmente bloccato… poi passò una persona anziana e mi aiutò a tornare dai miei… se non fosse stata per lei adesso starei ancora li ad aspettare!

Buona serata!!!! 😀

Raffaele

Per non dimenticare…

Ero ancora un innocente bambino quando è successo. La guerra. Per la prima volta i miei occhi hanno vissuto, sfiorato il vento della sofferenza. Non ricordo molto, solo l’essenziale. Chiedevo a mio padre che razza di film stavano vedendo. Stava andando a giocare a calcio. “Strano modo di giocare a palla in quel film” pensai… Ancora oggi non mi rendo conto di quanto il male nutre di una malsana e pittoresca fantasia. Si appropria di anime non sue e se le porta via, via da un mondo che ancora oggi ha perso il suo senso logico e innaturale che sia. Tastare anche se distante migliaia di chilometri speranze accartocciate con i loro palazzi. La gente cattiva si era arrabbiata. Non capivo il perchè. Faccio fatico a capirlo ancora  ora. Ero un innocente bambino e per la prima volta una favola non aveva un lieto fine…

 

 

Dimettete la vostra alterigia
sorelle di opulenza
gemelle di dominanza,
cessate di torreggiare
nel lutto e nel compianto
dopo il crollo e la voragine,
dopo lo scempio.
Vi ha una fede sanguinosa
in un attimo
ridotte a niente.
Sia umile e dolente,
non sia furibondo
lo strazio dell’ecatombe.

Si sono mescolati
in quella frenesia di morte
dell’estremo affronto i sangui,
l’arabo, l’ebreo,
il cristiano, l’indio.
E ora vi richiamerà
qualcuno ai vostri fasti.
Risorgete, risorgete,
non più torri, ma steli,
gigli di preghiera.
Avvenga per desiderio
di pace. Di pace vera.

Poesia di Mario Luzi