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Ricordi…

Ricordo che un giorno, avevo 4 anni, piena estate, sfuggi dall’attenzione dei miei e uscii di casa e vidi un bel corteo e iniziai a ridere e a scherzare… era un corteo funebre ed io tutto entusiasmante “che bello, auguri!!!! auguriiii”  porto ancora adesso i segni di questa brutta figura…

Ricordo che un giorno, avevo appena imparato ad andare in bici dopo una passeggiata con un mio amico, vicino di casa, mi lascio solo sulla strada e non riuscivo ad attraversarla per via delle molto macchine che passavano, era la via principale, stavo per piangere, ero totalmente bloccato… poi passò una persona anziana e mi aiutò a tornare dai miei… se non fosse stata per lei adesso starei ancora li ad aspettare!

Buona serata!!!! 😀

Raffaele

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Per non dimenticare…

Ero ancora un innocente bambino quando è successo. La guerra. Per la prima volta i miei occhi hanno vissuto, sfiorato il vento della sofferenza. Non ricordo molto, solo l’essenziale. Chiedevo a mio padre che razza di film stavano vedendo. Stava andando a giocare a calcio. “Strano modo di giocare a palla in quel film” pensai… Ancora oggi non mi rendo conto di quanto il male nutre di una malsana e pittoresca fantasia. Si appropria di anime non sue e se le porta via, via da un mondo che ancora oggi ha perso il suo senso logico e innaturale che sia. Tastare anche se distante migliaia di chilometri speranze accartocciate con i loro palazzi. La gente cattiva si era arrabbiata. Non capivo il perchè. Faccio fatico a capirlo ancora  ora. Ero un innocente bambino e per la prima volta una favola non aveva un lieto fine…

 

 

Dimettete la vostra alterigia
sorelle di opulenza
gemelle di dominanza,
cessate di torreggiare
nel lutto e nel compianto
dopo il crollo e la voragine,
dopo lo scempio.
Vi ha una fede sanguinosa
in un attimo
ridotte a niente.
Sia umile e dolente,
non sia furibondo
lo strazio dell’ecatombe.

Si sono mescolati
in quella frenesia di morte
dell’estremo affronto i sangui,
l’arabo, l’ebreo,
il cristiano, l’indio.
E ora vi richiamerà
qualcuno ai vostri fasti.
Risorgete, risorgete,
non più torri, ma steli,
gigli di preghiera.
Avvenga per desiderio
di pace. Di pace vera.

Poesia di Mario Luzi