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Allora, da dove incominciamo :D

Volevo fare due post divisi ma forse è meglio farne uno e sintetico dei miei due pensieri che ho voglia di annunciarvi.

Punto prima.

Figata!

Uso il gergo giovanile per indicare il piacere che ho provato questa mattina a giocare a Basket con i miei ragazzi dell’Oratorio. E’ stato emozionante riprendere in mano la palla a spicchi dopo ben oltre 14 anni, palleggiare e provare e fare qualche “terzo tempo”. La meccanica di tiro è discreta e nella partitella ho fatto un bel pò di punti specie nelle penetrazioni. Ogni tanto prendevo qualche roboante “tabellata” o “mattonata” con dei tiri senza un perchè ma l’importante è che mi sono divertito e ritornato, in qualche attimo, adolescente.

Da riprovare, da rifare…

L’estate, la mia, grazie anche al periodo vissuto in famiglia con le mie sorelle e la mia nipotina non poteva non iniziare meglio di così 😛

Punto secondo.

Pensiero Politico.

Ahia!

La Sinistra ha vinto nei Ballottaggi di ieri alle elezioni comunali. Ok, perfetto. Letta è giusto che festeggi ma fino ad un certo punto.

L’affluenza è stata ai minimi termini con l’autogol dell’elettorato del Centro Destra che ha mancato il suo appoggio ai candidati delle principali città italiane nei suoi momenti cruciali.

Il Centro Sinistra ha vinto, con merito, quando dall’altra parte non c’è stata, non si è verificata una alleanza solida ed efficace (vedi Verona per esempio).

Il Pd dovrebbe preoccuparsi per la disfatta (annunciata ormai da tempo) dei 5 Stelle… praticamente inesistenti, complice il delicato momento che vedono “Conte e Co.” coinvolti complice la Scissione interna causata e padroneggiata da Di Maio.

In sintesi, caro Letta più che all’ex Premier in vista delle elezioni Politiche della prossima Primavera non è meglio strizzare l’occhio un più… al Centro?

Oddio… li la situazione è un pò imbarazzante con Toti, Calenda e Renzi che di certo non sono buoni compagni di banco. Letta dovrebbe sperare in ulteriore “erosione sentimentale” tra Meloni, Salvini e il Cavaliere, perchè caro Enrico arrivare, minino, al 40% facendo l’elemosina tra i reduci pentastellati e il magma centrista è una impresa ardua. Non ti invidio.

Prepariamoci, insomma, a un inverno bello denso di colpi di scena… oh… ammesso che il Governo superi l’estate!

Perdonatemi per questo pensiero politico un pò scherzoso ma non ho la cultura per affrontare temi complessi e articolati, sono solo un giovane che ogni tanto si perde nei labirinti dei suoi perchè.

Buon inizio di settimana a tutti!

Raffaele

Sogni incapibili

Sogni incapibili, a volte li faccio, e che a volte ricordo. Raramente. A parte quelli di mio nonno che ora è lassù nel cielo a vedere che combina il suo nipotino. Questa notte ho fatto un sogno strano. Si dice che un sogno, se ben fatto e ben costruito nella sua trama può portare un giusto insegnamento o indicare al sognatore una strada. A me no di certo. Stanotte ho sognato che diventavo come per magia l’allenatore di una squadra di basket della Seria A italiana, quella di Reggio Emilia, dopo che qualche osservatore mi ha scrutato mentre allenavo nei campetti di periferie un un gruppo di ragazzi adolescenti. Ora il punto è uno: io non ho mai allenato una squadra di basket, benchè mi piace, sono appassionato e seguo qualche partita alla tv, ma adesso intraprendere ad dirigere una squadra di basket che non esiste nemmeno nel mio paese. Si, ho giocato da piccolino a pallacanestro alle scuole medie anche se con scarsissimi risultati e a casa mia mio padre mi mise un bel canestro ma non ho mai allenato e non conosco molto bene i fondamentali di questo sport. Tifo Fortitudo Bologna e addirittura i miei genitori al compleanno dei miei 18 anni mi regalarono la maglietta della squadra campione di italia, più una autografata dal capitano. Un ricordo che porterò sempre nel mio cuore. Ma che c’entra questo sogno che ho fatto proprio non capisco… forse è un modo ingarbugliato per dirmi di non smettere di allenare i miei ragazzi di calcetto? Che forse con tenacia e determinazione potrò ambiare a grossi traguardi, addirittura allenando a grandi livelli professionistici? 

Mhààà…. già non mi capisco da solo… se poi ci si mettono i miei sogni! 😛

Raffaele

Caro Basket…

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Pubblico, la bellissima lettera di addio al basket giocato di uno dei più grandi giocatori, insieme a Micheal Jordan della pallacanestro mondiale: Kobe Bryant! Bellissima, unica, essenziale, intima e confidenziale. Lo sport è vita!

Caro basket,
dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre
e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum
ho saputo che una cosa era reale:
mi ero innamorato di te.
Un amore così profondo che ti ho dato tutto
dalla mia mente al mio corpo
dal mio spirito alla mia anima.
Da bambino di 6 anni
profondamente innamorato di te
non ho mai visto la fine del tunnel.
Vedevo solo me stesso
correre fuori da uno.
E quindi ho corso.
Ho corso su e giù per ogni parquet
dietro ad ogni palla persa per te.
Hai chiesto il mio impegno
ti ho dato il mio cuore
perché c’era tanto altro dietro.
Ho giocato nonostante il sudore e il dolore
non per vincere una sfida
ma perché TU mi avevi chiamato.
Ho fatto tutto per TE
perché è quello che fai
quando qualcuno ti fa sentire vivo
come tu mi hai fatto sentire.
Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker
e per questo ti amerò per sempre.
Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.
Questa stagione è tutto quello che mi resta.
Il mio cuore può sopportare la battaglia
la mia mente può gestire la fatica
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.
E va bene.
Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia
così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme.
I momenti buoni e quelli meno buoni.
Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.
Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…
Ti amerò per sempre,
Kobe

Ragione di vita

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Primo appuntamento con la mia rubrica della domenica “ I love this game”.

Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni nel ruolo di portiere. “ Pagliuca” era il mio soprannome dato dai miei cugini, lui, Gianluca Pagliuca di cui avevo la sua maglietta, è stato portiere dell’Inter negli anni ’90.

Poi nel corso della mia vita ho praticato qualsiasi tipo di disciplina: dal basket (nel ruolo di ala\ centro), nel volley (come libero), nel nuoto (il mio stile preferito era il dorso) e  nell’atletica e poi con varie attività che il Centro Sportivo Italiano (C.S.I.) offriva ai bambini delle elementari. Ricordo che nei primi anni delle scuole superiori io e il mio amico Simone, appena finita scuola, andavamo con le nostre mountain-bike sulle strade di campagna del nostro piccolo paese e facevamo le “volate”. Io ero Lombardi il famoso gregario di Cipollini e Simone era il mio capitano. Oppure a volte ci capitava che ci sfidavamo a vicenda, uno contro uno… e perdevo sempre! Sempre d’estate tornei infiniti di calcetto e partite interminabili di basket nei campetti dietro la nostra scuola  elementare… Ah che bei ricordi!!!

Sin da piccolo ho avuto, e ho tuttora, la fortuna di vivere all’interno di un contesto familiare, in cui lo sport non mancava mai, come il vino a pranzo. Mio padre ex calciatore dilettante, mi accompagnava sempre agli allenamenti. Insieme a mia madre venivano a vedermi e a tifare per me nelle partite di campionato.

Insieme a miei vediamo ogni tipo di eventi sportivi alla tv. Per mio padre solo calcio e formula 1. Io e mia madre un po’ di tutto: dai motori (Formula 1 e Motogp), ai campionati mondiali e europei di atletica leggera, dal pattinaggio artistico allo sci (sto seguendo sempre di più lo sci di fondo), il ciclismo con il Giro d’Italia e il Tour de France e le “classiche”, il nuoto e i tuffi e qualche volta il tennis. Sul rugby ci devo lavorare su. Insomma ovunque c’è sport… io ci sono!!!

Nelle sfide a Trivial, le domande di sport e tempo libero erano di mia competenza J

Ma non sono un fanatico, solo che lo sport fa parte della mia vita, la mia pelle ha assorbito per bene ogni valore morale ed etico che ogni sport ti insegna. Seguo il rugby anche per questa ragione. Adesso alleno i ragazzi delle medie a calcetto, chissà se un giorno diventerò un allenatore di calcio, sarebbe un sogno che si avvera.

Però, però, c’è un però! Ahahahah, l’unica contro-indicazione nel seguire la maggior parte delle discipline sportive è quello di tifare per squadre o atleti e ogni domenica è colma di sentimenti contrastanti, c’è chi vince e c’è chi perde.

Come nella vita anche nello sport mi affeziono troppo facilmente. Esempio:

  • Nel calcio tifo per l’Inter, Chelsea e per il Lecce;
  • Nel basket tifo per la Fortitudo Bologna e Brindisi;
  • Nella pallavolo tifo Piacenza sia nel maschile che in quello femminile;
  • Nel rugby oltre che per l’Italia, sono letteralmente innamorato per la Nuova Zelanda… gli “All blacks” e la loro Haka;
  • Nella formula 1 ovviamente per la Ferrari, e nelle moto per Valentino Rossi e Marc Marquez;
  • Nel tennis tifo per Rafael Nadal
  • Nel ciclismo per Nibali, vincitore dell’ultimo Tour de France…
  • ecce.ecc.ecc. 😀

 

Ogni maledetta domenica! Eh lo so, dovrei darmi una calmata, ma non ci riesco, amo troppo lo sport, anche se quello italiano, un po’ per la crisi, un po’ per arretratezza delle nostre ideologie è stanco e malato.

Questo mio primo post di questa nuova rubrica domenicale era giusto per “rompere il ghiaccio”, i prossimi post saranno incentrati su tematiche quotidiane che più mi colpiscono e mi incuriosiscono. Temi, riflessioni, appunti di un appassionato a 360 gradi… spero che vi piaccia questa mia idea.

Vi Auguro una Buona Domenica!

Raffaele

Il canestro più bello!

foto tratta dal web
foto tratta dal web

La storia di “Vita vissuta” che vi racconto questa settimana riguarda quello della giovane Lauren Hill che con il suo coraggio e la sua tenacia ha commosso gli Stati Uniti e non solo. Ne avrete sentito parlare sicuramente nei tg di tutto il mondo.
Lauren è una ragazza semplice e come tutti noi coltivi dei piccoli sogni nel cassetto sin dalla fanciullezza. Gioca a basket, lo ama con tutta se stessa il suo ruolo è quello di guardia, brava tecnicamente e ottima tiratrice.
Frequenta la “Mount Saint Josep University” nello Stato del Ohio. Dopo un mese e mezzo che è entrata nel college e aver iniziato la preparazione atletica con la propria squadra di pallacanestro , un fulmine a ciel sereno squarcia il destino di Lauren… gli viene diagnosticato un tumore maligno inoperabile al cervello. I medici gli danno poche speranze, al massimo un anno di vita, “Non dovrebbe superare il Natale” sentenziano. Lauren non si abbatte, non si piega a metà dallo sconforto, continua vuole continuare a giocare per amore del suo sport, donando anima e corpo.
“Non ho mai pensato di sedermi e non vivere più la mia vita. Ho detto ai miei che volevo indossare la maglia di gioco sotto i vestiti perché mi faceva sentire più forte” ha detto la ragazza mostrando una forza incredibile.
Il campionato studentesco, la “NCAA” doveva iniziare il 22 Novembre ma per consentire a Lauren di far avverare il suo Sogno…. “Voglio giocare una partita” la lega ha anticipato la “regular season” al 2 Novembre. La partita è contro le ragazze di “Hiram College”.

 

Il giorno tanto aspettato, desiderato, arriva. L’incontro si disputa in un stra-colmo palazzetto, ci sono tutti: dai familiari, dagli amici, ai tifosi della squadra, tutti per Lei. Il Sogno si avvera!
Dagli spalti si intravede un piccolo cartellone di una fan che recita:” GO LAUREN! YOU ROCK!!!” “TU SEI ROCCIA!!!” forte contro ogni intemperia, ostacoli di questa esistenza, il cielo è sempre più blu. Pietrificare il male e donare un ultimo sorriso alla sua tenera esistenza.
Lauren gioca (il possibile consentito) con il suo numero 22 e segna due canestri: il primo a inizio match che viene accolto da un boato e una standing ovation e il secondo allo scadere che fissa il punteggio 66 a 55… Lauren e le sue compagne hanno vinto!!!
“Il primo canestro mi ha reso davvero felice – così a fine partita – perché ho realizzato al primo tentativo. Ma il secondo è stato ancora più dolce, perché l’ho fatto con la mano destra quella con cui ho ormai perso la forza”.
Purtroppo la malattia la porterà via ma il dolore, il dolore di “cerchio” chiuso troppo presto, in anticipo, è accantonato in qualche angolo buio di una stanza quasi a dire “Aspetta non è arrivato ancora il tuo momento!”
FORZA LAUREN!!!

“Eh la Vita
è un po’ così
con le sue impetuose sfaccettature
e le veloci e tenui andature…”

Buona serata!!!