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“Improvvisazioni creative”. Si sta facendo notte…

foto tratta dal web
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“Si sta facendo notte”… anzi lo è già! Mezzanotte passata. Radio accesa. Frequenze dirottate su Virgin. Canzoni rock per non cedere tra le braccia di Morfeo. Voglia di dormire pari a zero, o quasi. Questa mattina sveglia ore 12… shhhhh non lo dite ai miei! Scherzo! Colpa della sveglia! Non l’ho sentita, dovrei alzare il suo volume o mettere una melodia che mi schiodi dal letto il prima possibile! Magari potrei mettere il canto del gallo, avete presente? Che ne dite? Giusto per iniziare la giornata con un bel mal di testa. Ma non starò sveglio a lungo, sono un dormiglione dopo tutto che si crede un fenomeno da baraccone se rimane sveglio dopo le 2. Dormire è il mio hobby preferito. Finisco di scrivere questo post per il mio adorato blog e poi direzione camera da letto ben rinfrescata dal climatizzatore con temperature glaciali.

Non sono uscito nemmeno oggi. Sono due settimane che sono rinchiuso nella mia casetta. A parte portare a spasso il mio cane, così per sgranchirmi le gambe e “respirare aria diversa” dalle mie quattro mura. Un po’ per mia volontà, un po’ per sfortuna nel non trovare nessuno dei miei amici libero per stasera. Neanche per un giro in piazza. Peccato… proprio oggi che l’etichetta di “asociale cronico” l’avevo staccata e buttata via. In tv di questi tempi latita una programmazione ricca e decente. Ho dovuto ripiegare vedendomi una partita di Coppa Italia del mio Lecce. Prima nel pomeriggio, ho finito di leggermi i quotidiani che poco hanno a che fare con la quotidianità. Perdonate il mio gioco di parole. Compro due giornali, di cui uno sportivo, il sabato e li finisco di leggerli dopo tre giorni. Leggo tutto, ma proprio tutto, pure gli inserti pubblicitari! Ahahah! Poi verso le 19 ho “respirato aria nuova” e poi mi sono preparato la cena. Cotoletta con tanta insalata. Sono a dieta! Solo quando sono di luna buona e non storta. Credevo di uscire… pazienza! Visto la mia momentanea assenza dei miei genitori, mi sono abbuffato e concesso il dessert  con un bel gelato di marca al gusto tartufo con scaglie di cioccolato. Un bicchiere strapieno… ma non stavo a dieta?! Ah… mi sono dimenticato. Non posso ricordarmi tutto. Uffa!!! E vabbè domani passeggiata più lunga del solito! Anche se per smaltire la mia “panza” servirebbe la maratona di New York!

Francamente, mi ritrovo ora… (l’una di notte) a divertirmi per il buon sapore che mi suscita il pensierodi scrivere. Spero almeno che questo brano abbia una logica e non risulti avaro di emozione. Anzi no, credo che a volte non serve una logica per comporre qualunque cosa: dalla poesia ad semplice o articolato saggio. Improvviso, come fa un buon attore quando non si ricorda, nel ben mezzo di uno spettacolo, la sua propria battuta. Le potrei definire, nel mio stato attuale, “Improvvisazioni creative”. Inizio a scrivere, solo per la voglia espressa dalla mia mente. Scrivere senza sapere e conoscere il fine, scrivere anche solo per far passare il tempo, scrivere per sentire il suono della tastiera, scrivere per alimentare e aggiornare la mia fantasia.Mhè, per oggi, basta così… se no chi si sveglia domani mattina, devo e dovrò fare un mucchio di cose, anche se solo il pensiero mi fa già appisolare… Ciau!!!!!

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Un addio di foglie morenti

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Oggi non ci sei. Ne ora, ne mai. I colori dell’arcobaleno sviliti dentro un addio di foglie morenti. Visualizzi ma non rispondi. Nessun segnale da decifrare, da capire. Attese finte che diventano banali. La luna cerca un tuo sguardo per capire il perché di questa fuga. Scendi dal paradiso e illuminami, con quel  poco di luce c’è. Il cuore si fa leggero. Bulimia di baci. Mi mancano. La mia pelle è nuda, ore a ricomporla. Sono un puzzle di pezzi inermi, un rimpasto senza sapore, l’odio senza rancore. L’odore rinchiuso all’interno di una mimosa… vola via in un incontro serale senza fisso menu. Senza spine, solo un filo di trucco. Mentire, scrivere una lettera e riconoscere il mio groviglio di illusioni. Cortese in un inchino, succube di modelli romantici sotto vuoto. La verde e arrugginita panchina non parla più il nostro ingombro peso d’amor. La felicità è un passo più lungo della gamba su un percorso di fango e sassi e mi ritrovo a perdere facilmente il ritmo. Ora senza luce vivo, di nascosto mi nutrirò di destini fragili. Dipendente di pittoresche emozioni a cui non posso resistere. Farò pena agli ottimisti che squarciano il sole con il cuore altrui. Oh mio assolato cuore, che ormai dopo di te nulla vive… la mia eternità piange e piangerà tra le pagine di un futuro ironico e disonesto… Cosa vuoi sapere ancora di me? Tentazioni, capire quali parti dell’anima rimangono confuse. Bere gratuitamente dalle fonti della tua bellezza senza capire le dovute conseguenze, rischiare di soffocare. Che si fa ora a mezz’ora da una lacrima?

Il mio rapporto con la campagna ai tempi di Internet….

campagna
Sono le 21.41 del 20 Agosto, l’ispirazione chiama, io rispondo, sono all’interno della mia stanza da letto, scrivo usando il mio notebook appoggiato sulle ginocchia, ventilatore a velocità 3, bottiglietta d’acqua sulla scrivania… sudo ancor prima di incominciare questa bella “fatica”, colonna sonora per questo componimento le canzoni celestiali di Allevi. Avrei voglia di una sigaretta più che altro per concedermi un piccolo sfizio, ma non me la sento… se mi becca il mio babbo! Aspetto con ansia le 23 perché poi gioca la mia squadra del cuore… l’Inter (vi prego evitate battute sulla’argomento, soffro già di mio).
Vi racconterò, da come avete potuto veder dal titolo, del mio rapporto a volte idilliaco con la terra, la campagna, in chiave a tratti ironica, con spunti di riflessioni e pensieri vari.
Partiamo! Prendo il mio vecchio e impolverato vocabolario, sfoglio le sue pagine divenute gialle, e cerco il termine “Campagna”… trovo la definizione che mi interessa… ecco ci sono, c’è scritto: “ Distesa di terra fuori dall’abitato più o meno coltivata”. Per quanto mi riguarda è solo una distesa di rotture di scatole!
Attenzione io non critico le mille sfaccettature e l’operato di Madre Natura, ma il mio rapporto che ho instaurato con essa da un po’ di anni a questa parte… meglio puntualizzare, non si sa mai!
Il papà di mia madre avevo una piccolo podere con una casetta, una vigna e due alberi di ulivo e nulla più; quando ero un fanciullo ci passavo l’estate a ridere e scherzare con i miei cugini. Il papà di mio padre, invece, non aveva nessuna terra, non ha avuto questa fortuna. Quindi questa benedetta campagna da me tanto lodata e di proprietà, adesso, dei miei genitori da dove è saltata fuori???? Ve lo spiego subito: “C’era una volta, aspè sono più preciso, 10 anni fa, un vecchio contadino, lontano\ lontanisssssssimo parente della mia mamma ha lasciato in eredità, sul punto di morte, una dei suoi fondi come regalo. Dalle nostre parte si dice “Se vuoi campare 100 anni fatti gli affari tuoi!” e il bello che lui ha vissuto fino a 96 anni! Io fino a 16 anni non ero a conoscenza della sua esistenza, non so come mai ha conosciuto il mio papà con cui instaurò un buon rapporto di amicizia. Mi ricordo, da quelle poche volte che l’ho visto venire a casa mia, che aveva un aspetto buffo con due occhiali a tappo di bottiglia… insomma era una talpa umana, certo l’età non lo aiutava, non vedeva una mazza, però a scrutare e individuare a chi dannare l’esistenza (me) per i futuri anni avvenire ci vedeva benissimo!!!! Mi faceva tanto tenerezza però, lo devo ammettere… non era mai andato da un dottore, li detestava, aveva una sua filosofia (portavano sfiga diceva) e il suo unico mezzo di locomozione era una antica bicicletta… pioggia, vento, qualsiasi intemperie lui non la lasciava mai.
Quindi una volta avuto in dono, questo fazzoletto di terra, per mio padre gli si sono aperte le porte del paradiso. Ha sempre sognato di avere un campo su cui cimentarsi da dilettante allo sbaraglio. Fa l’elettricista, come hobby (lo dice vantandosi) fa il contadino! Vi do alcune informazioni, la nostra, asp… mi correggo, la sua campagna… è lunga 100 metri e larga 10, si trova all’uscita, in periferia del mio paese. Ci sono 7 alberi d’oliva, 1 pozzo e una piccola costruzione dove “il contadino” custodisce gli attrezzi del mestiere. E’partito da zero, non conosceva niente di agricoltura mio padre, ma grazie all’aiuto dei suoi coetanei è riuscito ad avere un discreto orticello: pomodori, melanzane, fagiolini, cocomeri (caroselli), insalata mista e zucchine. Ormai è diventata una seconda casa per lui, si rilassa stando all’aria aperta e scherz spesso con “Uccio” il suo “vicino”.

… continua! 🙂