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Vittoria

Ho assistito con molto entusiasmo e con uno spirito da curiosone alla partita delle nostre ragazze della squadra calcio del nostro territorio che hanno battuto 15-0 le loro rivali. Incontro valido per la prima giornata del campionato di terza serie. Partita disputata alle ore 15 presso il campo sportivo del mio paese. E’ la prima volta che vedo le donne giocare e non credo che sarà la prima e l’ultima volta… sono tornato a casa felice perchè ho vissuto un bel pomeriggio. Tifo sano e partita all’insegna della correttezza tra le giocatrici. Ho parlato un pò con le persone. Tifosi locali ma anche quelli ospiti che incoraggiavano le proprie beniamine che hanno perso solo nel risultato. Per me oggi ha vinto lo Sport e il Calcio. Quella disciplina che amo ma che vorrei tanto avesse anche una valenza per la parte femminile ignorata dai media e che non vuole proprio conoscere il diritto sacrosanto di una ragazza di inseguire il suo sogno giocando a pallone. Perchè vedere giocare le donne a calcio è ancora una sorpresa, qualcosa di insolito. Ma dovrebbe essere la normalità. Dovrebbe essere normale che a certi livelli a queste campionesse gli si riconosca certi diritti che ancora latitano come il professionismo e tutti i suoi benefici sportivi e di carattere sociale che ahimè stanno ancora conservati in qualche angolo buio del nostro presente e influenzato Sport. Perchè dare un futuro al calcio femminile in Italia non deve essere un sacrifico o un impegno gravoso. Non deve essere un peso o una sofferenza. Perchè le ragazze come gli uomini compiono gli stessi sacrifici, vivono delle stesse emozioni, vivono la sconfitta o il successo allo stesso modo. Si nutrono della stessa felicità. In Italia siamo Uguali ma ancora non c’è ne accorgiamo… Ho ascoltato storie di ragazze che come tutti tra studio e lavoro dedicano anima e corpo al loro sogno di giocare a calcio… Un sogno che non può essere stroncato dal superficialismo che viviamo nel seno della nostra civiltà. Vedere la felicità delle atlete mi ha riempito il cuore…

Siamo tutti Uguali, ma ancora non c’è ne siamo resi conto…

Raffaele

E’ sempre primavera per i nostri ragazzi :)

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

Oggi con l’anticipo Udinese-Juventus del girone B scatta il Campionato Primavera di calcio 2016/2017. Un anno calcistico per quanto riguarda le nostre giovani speranze con tante novità dal punto di vista strutturale del campionato stesso. Abolito il criterio di vicinanza geografica a favore di un ranking relativo ai risultati delle singole squadre negli ultimi 5 anni così da comporre sempre tre gironi da 14 squadre ma non più formati secondo la spartizione Nord-Sud. Questo può comportare più vantaggi, gironi più equilibrati con maggiore lotta per le posizioni al vertice, però con questa nuova formula quest’anno i derby di Genova, Roma e Milano non si disputeranno. Ed è un peccato. Solo Torino e Juventus inserite nello stesso gruppo (B) avranno piacere nell’affrontarsi nel “derby della Mole”. Per quanto riguarda l’accesso alla “Final 8” per la conquista dello scudetto tutto è rimasto invariato.
Ma la grande e vera novità riguarderà il prossimo anno con la formazione di una vera propria serie A denominata “Primavera 1” composta da 16 squadre, e una serie B “Primavera 2” con due gironi da 13 squadre ciascuno. Ovviamente con promozioni e retrocessioni. Un gran bel passo in avanti compiuto dalla Lega Calcio e dalle società di serie A e serie B e in generale da parte del movimento calcistico giovanili. Cercare di trovare una formula giusta per permette poi al singolo giovane di essere competitivo e già pronto per il grande calcio professionistico dei “Grandi”. Anche se ritengo che sia opportuno abbassare la soglia d’età per il campionato primavera (magari 17/18 anni). Trovare quindi un modo per rendere più spettacolare questo campionato dei nostri ragazzi che sperano quanto prima di giocare nei mitici stadi di Serie A. Grazie anche ad un impegno televisivo sempre più importante per rendere visibile la Primavera a chi come me negli ultimi anni ha seguito questo genere di manifestazione sportiva.
Un pò di nostalgia per i bei tempi giovanili in campo sportivo. Seguo per quanto mi è possibile la Primavera in tv con un grande sorriso nella speranza che ogni singolo “Campioncino” trovi la strada della sua felicità e che non sia solo fatto di contratti milionari ma di quella innocenza, caduta da un cielo stellato, avuta sin dai primi calci ad un pallone…

Raffaele