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E’ un gran bel giro! – Sportivamente parlando…

Che bel giro di Italia edizione che Mauro Vegni e il suo staff anno disegnato per l’edizione numero 101. Per la prima volta un grande giro partirà da un altro continente, partirà da Israele e nella fattispecie da Gerusalemme Ovest con una crono individuale di 10 chilometri, tre tappe in terra santa e poi l’approdo in Sicilia. Sarà un giro fatto e cucito per gli scalatori, con solo 45 chilometri in tutto di cronometro e chissà se parteciperà il vincitore a sorpresa dell’anno scorso Tom Dumoulin, con la speranza di vedere partecipare il nostro Vincenzo Nibali che si concentrerà sulle classiche di primavera e sul mondiale austriaco. Al termine della presentazione la grande chicca: un video brevissimo di Chris Froom, vincitore l’anno scorso per la quarta volta del Tour e pure della Vuelta per la prima volta, che annunciava la sua partecipazione alla prossima corsa Rosa. E tenterà di vincere Giro e Tour nello stesso anno cercando un impresa riuscita per ultimo al nostro Pantani nel 1998. Sarà un giro di grandi nomi e di grandi firme, dove le battaglie di certo non mancheranno. Sarebbe fantastico vedere duellare tra le strade del nostro bel paese Froome, Nibali e il tenace Aru e forse Quintana. Ma è presto ancora, per fare calcoli… Ho seguito ieri la presentazione del Giro su Rai due e spero vivamente fra 6 mesi di guardarla dalla tv… ahimè il giro non sfiorerà nemmeno la mia Puglia, pazienza… non si può volere tutto… E’ un giro in cui ogni tappa sarà davvero difficile e sicuramente non si dovrà aspettare la scalata del Monte Zoncolan, 10 chilometri con pendenze massime del 22%, il colpo di grazia per chi vorrà trionfare a questo Giro potrebbe essere nella 19esima tappa in cui i corridori passeranno sul Colle delle Finestre, la Cima Coppi di questa corsa che si concluderà finalmente con la passerella finale a Roma il 27 Maggio. Finalmente!!!! Sarà fantastico vedere la carovana rosa attraversare le bellezze della nostra capitale che spero sarà pronta per questo evento… un pò stile Parigi per il Tour de France…

Non vedo l’ora!

W il Giro che appassiona ogni anno milioni di Italiani sia per le strade che davanti alla televisione come me… che vinca il migliore!

Ciauuuu 😀

Raffaele

Made in Italy

“I campioni siamo noi”. Così nella giornata di ieri il titolone della Gazzetta dello Sport puntualmente comprata appena svegliato. Il tennis e il ciclismo al centro di un bellissimo decoro stile natalizio della giornata di sabato. Il “Made in Italy” non passa mai di moda, anche in tempi di crisi. La sagacia, l’umiltà di questi atleti che hanno rispolverato l’orgoglio della nostra nazione. Certo questi trionfi sportivi non cancelleranno problemi sociali ed economici della nostra Italia però è bello ogni tanto sorridere e lasciare dietro l’angolo dubbi e perplessità che ristagnano ogni giorno sul nostro paese. La voglia di rinascere, di non darsi mai per vinti. Vincere per non passare mai di moda. Vincere per continuare a respirare il sacro profumo della libertà.

foto tratta dal web
foto tratta dal web

La Vinci e la Pennetta hanno rispolverato il cielo azzurro d’America. Battere rispettivamente la numero 1 del mondo Serena Williams e la numero 2 Simona Halep. “Nulla è impossibile”. Si sogna ad occhi aperti. Entrare nell’ Arthur Ashestadium e scrivere la storia del tennis mondiale. Quel mondo ora che ci guarda con simpatia e ammirazione. A quel nuovo mondo noi diciamo semplicemente “Thankyou”. Bellissima finale, due amiche che si conoscono dalla tenera età di 8 anni che hanno dato spettacolo e incantato un pubblico molto esigente come quello americano. Per un po’ ci ricorderemo di FlushingMeadows, New York, la grande Mela, la Little Italy in festa…piccoli e grandi, esperti di tennis o solo simpatizzanti tutto colpiti al cuore da grandi scosse di emozioni e sentimenti meravigliosi. Vinci e Pennetta, ci hanno regalato un piccolo scherzetto nel tramonto di un estate che non poteva finire meglio di così… orgoglio Pugliese!!!

foto tratta dal web
foto tratta dal web

E poi non ci dimentichiamo di Fabio Aru, il nostro scalatore sardo che conquista la Vuelta di Spagna di ciclismo ed entra nell’olimpo dei grandi campioni. Ancora una bandiera italiana che sventola trionfante sopra tutti quasi a sfiorare il paradiso. Il 12 Settembre festa nazionale dello sport? Non ci dimentichiamo anche dei nostri azzurri di basket,che battendo Israele, hanno raggiunto i quarti ai campionati Europei. Ma adesso non caliamo il sipario su questi trionfi, continuiamo ancora recitare un ruolo da protagonisti nella scena mondiale dello sport. A volte, per noi italiani, la coperta o per meglio dire la memoria è sempre corta. Non caliamo il sipario, noi calciofili per tradizione, su queste discipline, è una ricchezza da non vanificare assolutamente. Non vestiamoci a festa solo in questi momenti, anche se magici. Facciamo si che cercare di primeggiare o provarci almeno non sia un episodio o un eccezione, ma una pura realtà. Investiamo su di noi. Abbiamo troppa paura di darci fiducia. Non spegniamo le luci sul tennis, ciclismo e altri sport che noi brutalmente definiamo minori. E come soffocare e uccidere queste indimenticabili giornate.

Scusa e grazie Vincenzo!

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Scusa Vincenzo, se nel giorno del tuo trionfo al Tour de France, venerdì di due settimane fa, io non ero incollato alla televisione a seguire il tuo trionfo, il tuo show sulle Alpi. Ho preferito passare il pomeriggio tra le braccia di morfeo, chiuso in camera con l’aria condizionata, non pensando minimante alle tue fatiche e al tuo coraggio odierno.  Scusami, perché nel giorno, nel momento, forse il più importante di quest’anno, non sono stato al tuo fianco, come milioni di spettatori ad ammirare le tue gesta. Fatica, grinta, determinazione e infine gioia sul traguardo di La Toussuire per cancellare in parte un giro di Francia non andato secondo le più rosee aspettative. Grazie perché tra cadute, forature, sfortune varie, squadra (forse non all’altezza) hai dimostrato che l’orgoglio nascosto in qualche angolo del cuore serve a fortificare l’anima e nutrire speranze di quanti, come me, credevano in una tua rinascita. “Io ci sono!” hai tuonato dalle Alpi. I francesi, i nostri beneamati cugini, si esaltano ogni volta al tuo passaggio, ti rispettano per il campione che sei. Qualcuno, e ci metto pure io in ballo, dopo due settimane di Tour in chiaro-scuro (a parte la tappa del pavè) credeva che un tuo ritiro era un atto dovuto, una stagione da dimenticare e riporla in soffitta. Non hai abdicato ai tuoi sogni, il destino ti ha concesso una possibilità di riscatto e tu l’hai sfruttata in pieno. Grazie per questa bellissimo esempio. Non mollare, anche perché dopo una salita c’è sempre una discesa (perdonami per questa metafora da quattro soldi ). “Impossible is nothing.”

Sei l’orgoglio di noi tutti italiano, il bell’esempio, il ragazzo italiano che rende felice una intera nazione che tanto ha amato e ama, con dovute proporzioni questo sport.

Conservo ancora la “Gazzetta del Sport” che celebra il tuo successo dell’anno scorso. Edizione speciale, perché il quotidiano sportivo si tingeva di giallo, come la maglia che hai orgogliosamente portato fino ai Campi Elisi. Dai su, Vincenzo, l’anno prossimo, ti prometto, se parteciperai al Tour, non mi perderò neanche una tappa, neanche un secondo delle tua avventura tra le terre francesi…

Sorriso sulle labbra anche se fuori il tempo è cattivo, se la pioggia sporca la nostra pelle e il sole è troppo timido per fare la nostra conoscenza quotidiana. Grazie per il Tour de France del 2014, sono convinto che l’anno prossimo lotterai per quella maglia, che ti ha definitivamente consacrato tra gli dei del ciclismo.

Sono convinto che continuerai a scrivere imprese memorabili per questo eroico sport. Hai ancora 5/6 anni di buon livello agonistico… un pensierino per i mondiali di ciclismo quest’anno?

Sempre e comunque Forza Vincenzo, orgoglioso di essere meridionale come te!

Ragione di vita

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Primo appuntamento con la mia rubrica della domenica “ I love this game”.

Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni nel ruolo di portiere. “ Pagliuca” era il mio soprannome dato dai miei cugini, lui, Gianluca Pagliuca di cui avevo la sua maglietta, è stato portiere dell’Inter negli anni ’90.

Poi nel corso della mia vita ho praticato qualsiasi tipo di disciplina: dal basket (nel ruolo di ala\ centro), nel volley (come libero), nel nuoto (il mio stile preferito era il dorso) e  nell’atletica e poi con varie attività che il Centro Sportivo Italiano (C.S.I.) offriva ai bambini delle elementari. Ricordo che nei primi anni delle scuole superiori io e il mio amico Simone, appena finita scuola, andavamo con le nostre mountain-bike sulle strade di campagna del nostro piccolo paese e facevamo le “volate”. Io ero Lombardi il famoso gregario di Cipollini e Simone era il mio capitano. Oppure a volte ci capitava che ci sfidavamo a vicenda, uno contro uno… e perdevo sempre! Sempre d’estate tornei infiniti di calcetto e partite interminabili di basket nei campetti dietro la nostra scuola  elementare… Ah che bei ricordi!!!

Sin da piccolo ho avuto, e ho tuttora, la fortuna di vivere all’interno di un contesto familiare, in cui lo sport non mancava mai, come il vino a pranzo. Mio padre ex calciatore dilettante, mi accompagnava sempre agli allenamenti. Insieme a mia madre venivano a vedermi e a tifare per me nelle partite di campionato.

Insieme a miei vediamo ogni tipo di eventi sportivi alla tv. Per mio padre solo calcio e formula 1. Io e mia madre un po’ di tutto: dai motori (Formula 1 e Motogp), ai campionati mondiali e europei di atletica leggera, dal pattinaggio artistico allo sci (sto seguendo sempre di più lo sci di fondo), il ciclismo con il Giro d’Italia e il Tour de France e le “classiche”, il nuoto e i tuffi e qualche volta il tennis. Sul rugby ci devo lavorare su. Insomma ovunque c’è sport… io ci sono!!!

Nelle sfide a Trivial, le domande di sport e tempo libero erano di mia competenza J

Ma non sono un fanatico, solo che lo sport fa parte della mia vita, la mia pelle ha assorbito per bene ogni valore morale ed etico che ogni sport ti insegna. Seguo il rugby anche per questa ragione. Adesso alleno i ragazzi delle medie a calcetto, chissà se un giorno diventerò un allenatore di calcio, sarebbe un sogno che si avvera.

Però, però, c’è un però! Ahahahah, l’unica contro-indicazione nel seguire la maggior parte delle discipline sportive è quello di tifare per squadre o atleti e ogni domenica è colma di sentimenti contrastanti, c’è chi vince e c’è chi perde.

Come nella vita anche nello sport mi affeziono troppo facilmente. Esempio:

  • Nel calcio tifo per l’Inter, Chelsea e per il Lecce;
  • Nel basket tifo per la Fortitudo Bologna e Brindisi;
  • Nella pallavolo tifo Piacenza sia nel maschile che in quello femminile;
  • Nel rugby oltre che per l’Italia, sono letteralmente innamorato per la Nuova Zelanda… gli “All blacks” e la loro Haka;
  • Nella formula 1 ovviamente per la Ferrari, e nelle moto per Valentino Rossi e Marc Marquez;
  • Nel tennis tifo per Rafael Nadal
  • Nel ciclismo per Nibali, vincitore dell’ultimo Tour de France…
  • ecce.ecc.ecc. 😀

 

Ogni maledetta domenica! Eh lo so, dovrei darmi una calmata, ma non ci riesco, amo troppo lo sport, anche se quello italiano, un po’ per la crisi, un po’ per arretratezza delle nostre ideologie è stanco e malato.

Questo mio primo post di questa nuova rubrica domenicale era giusto per “rompere il ghiaccio”, i prossimi post saranno incentrati su tematiche quotidiane che più mi colpiscono e mi incuriosiscono. Temi, riflessioni, appunti di un appassionato a 360 gradi… spero che vi piaccia questa mia idea.

Vi Auguro una Buona Domenica!

Raffaele