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colori

 

Ognuno di noi ha le sue sfumature. Il suo modo di vivere la propria Vita consacrandola ogni giorno o con un sorriso con una dolce sorpresa… e poco importa il tipo di tonalità… siamo tutti figli di una unica alba. Non esiste un colore predominante. Un arcobaleno lo si manifesta dopo un violento temporale, dopo le lacrime assidue del nostro cielo e i nostri occhi devono essere pronti a condividere ogni frammento che ci viene gelosamente donato… i colori ci appartengono solo nella misura con cui capiamo che noi stessi non siamo di nostra esclusiva appartenenza ma siamo una educata emozione del destino…

Raffaele

Ciao!

foto tratta dal web

 

Ciao! Di che colore sei oggi?

Sarebbe bello usare questa espressione tra di noi. Perchè ogni essere umano, ogni creatura ha delle sua tonalità. Siamo un complesso melodico di sfumature, di intrighi. Siamo l’armonia di colori lucenti o intrisi di melanconia. Basta un abbraccio, una carezza, un bacio e il nostro mondo si colora con tutta quella originalità che il nostro pensiero che si specchia sin dal mattino può produrre…

Oggi sono incavolato nero!

Oggi mi sento vivace e splendente come una rosa rossa!

Oggi mi sento poetico come un cielo blu!

E via così…

sarebbe bello che in un mondo pervaso di pessimismo e ogni sorta di cattiveria e maldicenze elargite con troppa eleganza parlare a colori…

E tu… di che colore sei?

Raffaele

Me…

E poi mi ritrovo a pensare a silenzi incustoditi in balia di chissà quale naufragio interiore. Stupito del mio carattere ma… basta cambiare una lettera all’aggettivo per sentirsi… stupido dentro. Non parto, non ora almeno. Preferisco restare muto e fermo nella mia loquace e retta solitudine. Ed è proprio quando si è in compagnia che ci si sente soli. Soli con le spalle al muro e a volte non capisci il perché, il perché di tutto, il perché del niente, dell’irrimediabile, un perché inconscio e idiota senza un valido scopo. Il vento latita e non prova a smussarmi angoli della mia mente in cerca di risposte a volte mai cercate per il semplice fatto che sono nato pigro. Il mio posto nel mondo c’è ma resta immobile, granitico sul suo posto, come se provare a cambiare posizione fosse un ingiuria al tempo che di certo non può più aspettarmi.

Mi avvicino ai trent’anni, un buon traguardo. Un terzo di vita, se tutto andrà bene e se Qualcuno lassù non mi rivoglia indietro, l’ho conseguito. L’anno prossimo spegnerò 28 candeline e ogni candelina racconterà una storia a sé. Sento ancora l’eco dell’infanzia dentro me. Uno schiaffo forte sulla guancia destra, giusto il tempo per stordirmi un po’ e ad ammorbidire la pelle di un viso che ne ha passati di tutti i colori. Predominato dai instancabili brufoli, ai baci dei nonni e di mia madre, e a quello di qualche occasionaria ragazza. I miei occhi spenti e vagamente gioiosi hanno filmato una vita sulle note di un classico di avventura. Non ai livelli di Indiana Jones, certo, ma movimentata senz’altro. A volte, i miei occhi ho dovuti chiuderli per non far vedere al mondo ciò che non sarei mai diventato. Produttrici efferate di lacrime perenni, lacrime tossiche che puntualmente ho provato a berle. Mi fanno schifo il loro sapore, non sanno di niente. Ho lacrimato assiduamente solo quando il mio mondo non girava nel mio verso preferito, quando non riuscivo a cogliere la palla al balzo per momenti particolari… ma quando intorno a me la sofferenza nidificava ho chiuso i rubinetti e o fatto finta di nulla, le ho preservate a destinazioni future con maggiore incidenza di prosperità.

Un opportunista, un manipolatore di pensieri, un falsario di sentimenti, un illusionista di buone occasioni, un mendicante di poesie senza un lieto fine, un buon a nulla… ecco cosa sono, ecco cosa dovrebbero scrivere sulla mia carta di identità alla voce “mestiere”.

Avvisoooooooooo :D

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Avviso ai naviganti del mio blog e ai miei amici cari. “Lascia vivere il pensiero…” si arricchisce di due nuove pagine. Sta crescendo sempre più, questo mio “dolce luogo di ristoro per l’anima”. “o saremo ancora noi” è uno spazio in cui faccio un questionario su me stesso, facendomi della domande a 360 gradi, dove voi ovviamente potete farmele alcune (sempre rispettando una certa discrezionalità :P), così, giusto per conoscerci sempre più e curiosare sui miei “orizzonti emotivi”. Questa sarà una pagina in evoluzione che cambierà con il tempo, cambieranno anche le domande… insomma un piccolo “diario segreto” aperto a voi, cari amici. Con l’altra pagina Parole e musica” ogni due\tre settimane proporrò pezzi musicali che io amo in assoluto accompagnato dal testo che molto spesso come il primo brano che ho messo di Ligabue è accompagnato da una sua poesia. Potete ovviamente in entrambe le pagine nuove, colorare di commenti e opinioni, mi fa solo piacere! ok?

Buon martedì!!!! 😀

Cara Inter

Il video postato si riferisce alla festa del Centenario della mia Inter a San Siro. Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, recita una bellissima poesia dedicata a Lei.

“Se ti scrivo solo adesso… un motivo ci sarà…”

Cara mia dolce e indimenticabile Internazionale Football Club o più semplicemente Inter, fino a due ore fa nella mio cuore circolava l’idea di scriverti una lettera di addio. Stanco e illuso dagli ultimi quattro anni non da protagonisti, mangiando i resti di una cena del grande calcio che, per il momento non ci vede dignitosi ospiti. Dove è finita la mia Inter che mi faceva vivere momenti gloriosi e irripetibili, che mi faceva vivere mille sofferenze per poi regalarmi grandi emozioni? La storia, è fatta di cicli. Certo. Ma francamente non vedo un orizzonte sereno per te, chissà cosa pensa ora l’avvocato Prisco. Investimenti sbagliati, mancanza di una seria programmazione, scelta poco azzeccata di allenatori e giocatori. L’Inter del “Triplete” è solo un ricordo, e sono passati solo 5 anni, non un secolo. In questo periodo hai subito dolorose agonie, una classifica e risultati poco consoni al tuo prestigio ed per ora le ferite ti fanno ancora male. Ferita aperta come quella, per noi interisti, l’addio di Moratti, la fine di era, il cerchio che si chiude.

Ho sempre amato ed amerò la tua maglia e i tuoi colori: nero e azzurro. Ho sempre amato la sua storia e i giocatori: Virgilio Fossati, Giuseppe Meazza, Giacinto Facchetti… unici e indimenticabili. 107 anni e sei sempre più bella, giovane e orgogliosa. Sorrisi, lacrime di gioia versate per te. La mia fede l’ho ereditata da mio padre che ha vissuto i tuoi momenti magici degli anni 60. La grande Inter del “Mago” Helenio Herrera, quella de “Sarti, Burgnich, Facchetti…”. Non ho ti mai lasciata sola, nella “buona e nella cattiva sorte”.

C’ero, ero presente quando alzassi al cielo la Coppa Uefa nella notte di Parigi del 1998. C’ero ed ero presente nelle disfatte nei derby contro i nostri cugini del Milan, c’ero nelle notte sfortunate della Champions. C’ero ed ero presente alla festa del primo scudetto targato Mancini dopo 17 anni di attesa, c’ero ed ero presente con il cuore alla notte del Bernabeu. C’ero e ci sarò sempre nel corso della tua glorioso vita. Non posso voltarti le spalle in questo periodo difficile, un vero tifoso non si comporta da codardo. Non posso oscurare una stella nata nel lontano 1908 e che non smetterà mai di brillare, lassù nel firmamento.

“La sofferenza fa parte del DNA di un tifoso interista.” Certo il mio cuore ne soffre, non puoi fare un’eccezione!  Qualificazione alla Champions League quest’anno no eh??? 😀

 

“…Con i colori

 del cielo e della notte

infinito amore

eterna

squadra

mia!”