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Dove sei finita? parte seconda

foto tratta dal web

 

Tra i libri di scuola sembravi un’opera mitologica. Una eroina che ci ha salvati da ogni forma barbara e corrosiva della dittatura, da graffi umilianti a questa docile e indifesa nostra umanità. Sembravi essere scultorea e invincibile e ogni goccia del tuo principio fondatore diventava un oceano in cui spiaggiarsi dolcemente mentre accarezzavamo con cura le onde melodiche del tuo credo. Sembravi essere premurosa ai dolori di questo tempo azzoppato dalla troppa voglia di scalare pensieri ancora impervi, perchè la bellezza del bene comune è avere un ventaglio di opinioni da baciare delicatamente con quell’aroma da caffè appena svegli e sorseggiare anche le diversità adagiate come marmellata su questi pensieri croccanti ma troppo friabili…

ma ultimamente abbiamo bisogno di digiunare, di avere la mente occupata da spiragli di venti gelidi e polverosi… troppo zucchero ci ha fatto male

perchè ahimè il rischio è forte ed è quello di strapparci di dosso questo vessillo di libertà e vedere solo gli stessi tramonti autunnali come un colpa netto allo stomaco all’improvviso…

senza fiato…

abbiamo ancora tanta fame…

Raffaele

“Ti va di giocare?”

foto tratta dal web

 

Un piccolo pensiero, una piccola riflessione mi è apparsa dopo aver ricevuto un invito “classico” dei miei amici di fare una partitella di calcetto questa sera… ammesso che non piova… è da quando che ho sei anni che gioco a calcio… gioco… e passati tanti anni, passata l’infanzia e l’adolescenza ancora sento usare sempre lo stesso verbo… forse il più semplice, il più esplicito, il più usato in queste circostanze all’interno del gruppetto amichevole. Infatti non sento mai usare questo genere di espressioni :” Raffaele vorresti impegnarti per un evento sportivo questa sera ai campetti?” oppure “Vorresti renderti disponibile per disputare questa sera la partita?” ecc… ma solo e sempre:” Raffaele vuoi GIOCARE questa sera?” E’ incredibile questo verbo, in queste circostanze è intramontabile, non invecchia mai, arriverò anche a 50 anni fin quando riuscirò a parare ma sentirò sempre udire questo meraviglioso verbo. Giocare, un pò quando ero bambino e si giocava per strada o in qualche piccolo pezzo di prato, ovunque c’era un pallone era sempre festa per me e per i miei “friends”… giocare, giocare, giocare… in fin dei conti non si smette mai di essere, con il cuore, bambini e cerco per quanto posso di conservare l’innocenza e la spensieratezza di quando, per la prima volta, decisi che stare in porta era il mio sogno…

E la vita in fin dei conti è un meraviglioso gioco anche se a volte facciamo fatica a capire le sue regole… ma questo è un’altra riflessione da approfondire più in là… 😀

Buona Vita! 🙂

Raffaele

Frasi che faccio mie! :)

Due sono le frasi che mi hanno “fatto da sfondo” in questo ultimo periodo,molto riflessivo, passata a leggere un bel libro (“Non ti muovere” di M. Mazzantini) e scrivere poesie aspettando l’alba… prima di andare a correre! 😀

 

 

« Mamma diceva sempre: “La vita è uguale a una scatola di cioccolatini… non sai mai quello che ti capita!” »  Forrest Gump

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

“L’essere umano desidera ciò che è grande e illimitato e tende a raggiungere cose sempre più grandi di quelle che ha. Questo è positivo e non è un male in se stesso. Lo diviene però se egli rifiuta la sua debolezza e intende questi obiettivi come dei diritti, arrivando a pretendere di raggiungerli invece che perseguirli con umiltà”     Nunzio Galantino, segretario generale della Cei

 

Buon weekend Amiciiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😀