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Diamoci un taglio

Diamoci un taglio a tutte quelle mie illusioni che come una fatina rende magico e misteriosi i miei increspati pensieri che in autunno iniziano a perire insieme alle sue foglie verdi;

diamoci un taglio a tutta quella massa uniforme ed vaporosa di pigrizia che cementifica ogni mia azione ma che tende a mutilare ogni gesto benevolo verso una vita, la mia, troppo buona… una madre comunque paziente e generosa;

diamoci un taglio a tutte quelle volte che ho tentato un salto nel buio ma di cui ho desistito perchè il vuoto intorno a me immobilizzava riflessi di un cielo sereno che mi attendeva nonostante le mie debolezze nei suoi brillanti colori argentati;

diamoci un taglio a tutti quei individui che hanno approfittato della gentilezza del mio cuore che per ora non è assolutamente in affitto;

diamoci un taglio a tutte quelle volte che ho provato miriadi di vestiti e maschere per sopperire alla mia frenesia di apparire come nei film o nei romanzi… mi tengo stretto la mia imperfezione e il mio mondo incasinato;

diamoci un taglio a tutte quelle volte in cui la fantasia mi permetteva di scrivere belle poesie, piccoli saggi o addirittura una prima introduzione di una raccolta di mie opere ma il pessimismo che sorvola indiscreto sui tetti del mio pensiero ha denutrito e sviscerato la potenza del mio agire rimandando tutto ciò in un tempo eternamente futuribile…

Diamoci un taglio 😉

Buona Vita 🙂

Raffaele

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Buon lunedi!!!

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Un altro weekend è passato in compagnia della mia nuova allegra brigata di amici. Tra serate trascorse nei pub a una bel sabato a gustare i vari sapori del vino. Tranquilli non ci siamo ubriacati, c’era solo una manifestazione di degustazioni ad un paese vicino al nostro dei vari tipi di vino, appunto. Io non ho partecipato per  il semplice fatto che preferisco la birra. O per lo meno sono selettivo in fatto di gusti, meglio il vino bianco, semmai. Eppure, a proposito di gusti, questo fine settimana mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. “Avrei potuto far di più, perché non l’ho fatto?” questo è il dilemma appeso all’ingresso dei miei pensieri che apre le porte ai nuovi giorni avvenire. Eppure, sostanzialmente mi sono divertito, un po’ timido e schivo, ma credo che sia normale quando conosci nuove persone. Piano piano sto conoscendo tutti, con la solita educazione e senza strafare nell’imporre la mia robusta personalità. Eppure, mi sento spiazzato, non mi sento appagato, sensazione strana. Non posso permettermi di accelerare il tempo e chiedere prestiti al mio destino. Devo solo avere pazienza. Non posso sentirmi già collaudato all’interno di un gruppo che appena conosco. Sono sempre frettoloso e la mia vita la imposto come uno schema ben definito, avendo la presunzione di coordinare i vari eventi che si susseguiranno nell’avvenire. “Il futuro è una chimera, una fortezza che non posso permettermi di assalire e forzare, meglio vivere ad agio, il presente e godere ogni scampolo di felicità che ti donano i miei nuovi amici… sentenzia la mia coscienza. Le cose più belle, arriveranno in maniera del tutto inaspettata. Come la notizia, data da mio padre durante il pranzo della domenica, dell’imminente raccolte delle olive nella nostra campagna!  -.-“ ahi “nun ce coddha” “non ci va” sentenziano ogni fibra dei miei muscoli. Ma mi toccherà, per forza, amen! La metterò sul personale, dando un aiuto a mio padre, magari dietro una quotidiana paghetta. Che scaltro e insensibile opportunista che sono diventato!

Confuso(a) e felice!

Buon lunedi!!!!!