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Mi ha colpito

Mi ha colpito colpito molto il Vangelo di questa Domenica.

Dal Vangelo secondo Marco (12, 38-44)

“… una vedova povera, vi gettò (nel tesoro del Tempio) due monetine, che fanno un soldo… Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”.

Per me questi versi e questo episodio che Gesù va notare ai suoi discepoli rappresentano un elemento di riflessione per il mio lungo percorso di fede.

Mi rendo conto che dono a Dio il superfluo, gli scarti più insignificanti del mio essere e non regalo tutta la mia povertà e le mie fragilità che meglio segnano in maniera perentoria i tratti essenziali della mia anima.

A volte nelle mie preghiere concludo dicendo “Perdonami, ma non sono degno di essere Cristiano…” non sono degno di ricevere il Suo Amore, non sono degno di ricevere la sua Misericordia quando il mio cuore si intinge di ipocrisia e smaschera tramonti privi di sapore.

Non sento ancora di avere quella ricchezza che contraddistingue quella vedova. Sono ricoperto di abiti cangianti e lucenti e il mio pensiero non si veste di quella lacrime che rendono pura e vergine quella donna.

Mi sento come quel giovane ricco che davanti a Gesù, nonostante l’iniziale entusiasmo, si illude di poter abbandonare le sue ingenti ricchezze materiali.

A volte ho paura di accostarmi all’Eucarestia perchè credo di non meritarmi e lasciarmi riscaldare da quel calore che mi rende testimone di quella Sua Fiducia tanto assaporata quando mi smarrivo davanti alla mia ingombrante felicità.

Che questo passo del Vangelo diventi uno stimolo per una nuova conversione che parte dai gesti più umili che dovrò compiere alla luce del sole durante e fino il mio ultimo giorno di Vita.

Buona e serena Domenica a tutti… Derby permettendo 😛

Raffaele

“Dio perdona tutto!”

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Ho letto un interessante articolo sull’Avvenire di sabato 24 Gennaio. Il pezzo prende spunto da una dall’omelia che Papa Francesco ha fatto venerdì 23 durante la messa celebrata a Santa Marta. Omelia incentrata sul sacramento della riconciliazione. Visto la mia attuale situazione “traballante” dal punto di vista della fede, vorrei affrontare il tema della penitenza, offrendovi delle mie personali opinioni.Per il Papa il sacramento della confessione è quel sacramento che ci unisce con Dio, dopo un breve e intenso periodo di tribolazione interiore nell’animo, aggiungo io.Il peccato è essenzialmente una grande disobbedienza al Signore, tramite la parola che trancia importanti ferite, o con i gesti anche del cuore e della mente.“Prima di tutto, Dio perdona sempre”, ha ribadito Francesco “non si stanca di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono”. Personalmente, non soffro o non mi vergogno di enunciare i miei peccati di fronte a un prete, ma la ripetitività dei miei peccati, è questo che mi turba, oltre che la consapevolezza attiva mentre sto per compiere un offensivo gesto. Con la confessione noi promettiamo a Lui, di non commettere più determinati peccati, promettendo anche una possibile ri- purificazione non solo dell’anima ma anche del nostro agire da Cristiani per bene. La penitenza è l’atteggiamento di chi vuole ritornare in comunione con Dio, “conversione”, ritornare ad abbracciare il suo immenso Amore. Molte volte mi è difficile accettare i miei peccati, anche quelli un tantino “gravi” anche se non credo che ci sia un classificazione idonea a proposito di ciò. A volte faccio fatica a varcare le porte della sacrestia e inginocchiare di fronte alla Croce. Siamo essere umani, è la nostre indole e non debolezza compiere “errori” l’importante è accettare le nostre debolezze e chiedere umilmente perdono. Il fatto stesso di attuare questa azione, implica un live cambiamento del nostro cuore dove si annidano le nostre miserie.Cristo nonostante i nostri peccati, ha sofferto, è morto per sconfiggere il male. Siamo noi che c’è lo creiamo, o permettiamo di scorrere dentro le nostre vene.“Dio perdona tutto. Se tu vai pentito, perdona tutto, non ti lascia parlare! Tu incominci a chiedere perdono e lui ti fa sentire quella gioia del perdono prima che tu abbia finito di dire tutto.” Si, ha proprio ragione Francesco, ogni volta uscito dal confessionale, vengono “colpito”, “investito”, da una nuova gioia, una nuove luce, da guardare sempre con gli stessi occhi ma da un’altra e migliore prospettiva.

 

“Io posso parlare del vostro bene, ma non del vostro male. Poiché il cattivo non è che il buono torturato dalla sua fame e la sua sete.” Kahlil Gibran, Il Profeta.