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Metà

foto tratta dal web
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Questo sono io appena sveglio… yeah!!! 😀

 

Cosa mi succede di così tanto malinconico da lasciare a metà tutte le cose che stavo facendo con serietà e marcata professionalità? Sarà il cambio di stagione: la primavera? Che mi provoca forse torpore nei miei pensieri? Il passato appena passato che si mimetizza nei  rimasugli del presente poco per me indicativo. Un alone di sonno e di impotenza, non stanchezza… tendo ad sottolineare, mi percuote e sacrifica all’altare la mente e il corpo. E l’anima? Eh… risulta dispersa tra gli specchi del mio divenire uomo e adulto, dispersa tra parole di carta bruciata e scolorita. La vita ora mi appare come un grande sogno in cui cimentarsi con cautela e un pizzico di ipocrisia. Libri lasciati a metà, compiti per casa non eseguiti o lasciati… a metà, incontri e appuntamenti sociali lasciati a metà, la mia fede orfana di innocenti virtù soffocata a metà, sete di speranza per un esistenza migliore lasciata a metà? Il mio mondo è diviso a metà: nord-sud, est-ovest. Il bicchiere come lo vedo: mezzo pieno o mezzo vuoto? E’ primavera ma sono ancora rimasto nel mio letargo contemplativo: “Oh per carità basta riflettere sulla mia precarietà morale e disinvolta da quei pochi concetti filosofici ammaestrati… a metà!”

La mattina diviene già, per me ma non solo, la notte di un andare lento e spensierato, una corsa al buio contro metodi poco ortodossi di stare al passo con i tempi… mentre i miei occhi vedono luce vergine e si ripuliscono dalla polvere proveniente dal sarcofago in cui dimoro.

Il sangue continua sempre a circolare con molta cautela nel mio impavido e paffuto corpo, il cuore elabora ancora stagnanti emozioni, la mia mente produce chicchi grossolani di pensieri nevralgici.

E’ meglio lasciare le cose a metà consci di aver comunque iniziato un’opera o non iniziarla proprio mettendo a “soqquadro” la mia buona intenzione di rispondere a stimoli più che altro esterni?

Scusate, ma il mio squillante sbadiglio mi riporta alla mia metodica realtà. Buongiorno o buona serata… come meglio preferite!

Amaro21

“Dio perdona tutto!”

foto tratta dal web
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Ho letto un interessante articolo sull’Avvenire di sabato 24 Gennaio. Il pezzo prende spunto da una dall’omelia che Papa Francesco ha fatto venerdì 23 durante la messa celebrata a Santa Marta. Omelia incentrata sul sacramento della riconciliazione. Visto la mia attuale situazione “traballante” dal punto di vista della fede, vorrei affrontare il tema della penitenza, offrendovi delle mie personali opinioni.Per il Papa il sacramento della confessione è quel sacramento che ci unisce con Dio, dopo un breve e intenso periodo di tribolazione interiore nell’animo, aggiungo io.Il peccato è essenzialmente una grande disobbedienza al Signore, tramite la parola che trancia importanti ferite, o con i gesti anche del cuore e della mente.“Prima di tutto, Dio perdona sempre”, ha ribadito Francesco “non si stanca di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono”. Personalmente, non soffro o non mi vergogno di enunciare i miei peccati di fronte a un prete, ma la ripetitività dei miei peccati, è questo che mi turba, oltre che la consapevolezza attiva mentre sto per compiere un offensivo gesto. Con la confessione noi promettiamo a Lui, di non commettere più determinati peccati, promettendo anche una possibile ri- purificazione non solo dell’anima ma anche del nostro agire da Cristiani per bene. La penitenza è l’atteggiamento di chi vuole ritornare in comunione con Dio, “conversione”, ritornare ad abbracciare il suo immenso Amore. Molte volte mi è difficile accettare i miei peccati, anche quelli un tantino “gravi” anche se non credo che ci sia un classificazione idonea a proposito di ciò. A volte faccio fatica a varcare le porte della sacrestia e inginocchiare di fronte alla Croce. Siamo essere umani, è la nostre indole e non debolezza compiere “errori” l’importante è accettare le nostre debolezze e chiedere umilmente perdono. Il fatto stesso di attuare questa azione, implica un live cambiamento del nostro cuore dove si annidano le nostre miserie.Cristo nonostante i nostri peccati, ha sofferto, è morto per sconfiggere il male. Siamo noi che c’è lo creiamo, o permettiamo di scorrere dentro le nostre vene.“Dio perdona tutto. Se tu vai pentito, perdona tutto, non ti lascia parlare! Tu incominci a chiedere perdono e lui ti fa sentire quella gioia del perdono prima che tu abbia finito di dire tutto.” Si, ha proprio ragione Francesco, ogni volta uscito dal confessionale, vengono “colpito”, “investito”, da una nuova gioia, una nuove luce, da guardare sempre con gli stessi occhi ma da un’altra e migliore prospettiva.

 

“Io posso parlare del vostro bene, ma non del vostro male. Poiché il cattivo non è che il buono torturato dalla sua fame e la sua sete.” Kahlil Gibran, Il Profeta.

Perfetto

Sempre più spesso sai, mi sta succedendo di osservare la mia vita dall’esterno. La osservo e percepisco una tacita serenità, un’armonia del tutto particolare, ma che comunque, c’è.

E’ il perfetto incastro di due copri che sanno amarsi senza proferire nemmeno una parola, sanno parlare con gli occhi.

Se il perfetto completamento di ogni curva, in ogni insinuazione, in ogni, battito, in ogni respiro, sei tu

anime fuoco