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Miracolo in atto!

foto tratta dal web
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Miracolo in atto, miracolo in evoluzione! Apparentemente potrebbe sembrare un titolo di copertina di una rivista di matrice cattolica. Ma è il titolo che do, oggi, alla mia giornata. 24 Agosto 2015, mi alzo e vado a correre. Così, giusto per dare un aroma diverso all’inizio della settimana. Necessità morale, la coscienza che corrode il mio pensiero. Correre non solo per smaltire un po’ di pancetta, ma per disintossicarmi da scorie, emozioni avide e pallide. Respirare aria nuova. Nuova musica che circola, libera da impurità, nel mio sangue ancora un po’ acido. Ho deciso di iniziare a correre, per non rimanere, li in palato, mentre nuovi pianeti ruotavano intorno a me, senza essere coinvolto dalla loro gravità di situazioni complicate.

Avete presente la famosa metafora di vita del leone e della gazzella? Si dai, quella che inizia con “La mattina, una gazzella si alza e corre. Sa che deve correre più del Leone, altrimenti verrà mangiata da lui…” Più o meno, perdonate la mio memoria di un novantenne, dovrebbe essere così.

Alzarsi la mattina, per non venir attaccato dall’ipocrisia che la vita mi fa piovere dal cielo, camminare più veloce dei miei nemici pronti a calpestarmi senza pietà. Non rimanere incollato al letto o tra le quattro mura della mia casa. Percepire sulla pelle un fresco venticello che entra dalla finestra. Che sia asfalto, sabbia, terra, qualunque tipo di percorso che la vita mi offrirà io vorrò lasciare una forte impronta. Forti come le mie ginocchia che sostengono un robusto corpo. Forte come la mia volontà, si superare ostacoli… voltarsi indietro mai! “La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare!”

“E poco importa se con il tempo che inesorabilmente passa in fretta gocce di sudore come le mie lacrime tracciano piccole e indelebili rughe sul vergine volto…”

Superare ogni limite imposto dalla natura, orizzonti da amare e farli miei ospitando il mio cuore che batte all’unisono con il riflesso e le meraviglie dell’alba.

Apologia di un pigro cronico.

foto tratta dal web
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Se ho scelto di fare il portiere, a calcio, sin da piccolino era perché non mi andava di faticare e fare innumerevoli giri di campo, come i miei amici! Sin da piccolino ho scelto strade facili. Ora è arrivato di complicarmi un po’ la vita prendendo strade di cui non conosco il loro fine. Dissestate o no, è arrivato il momento di iniziare a camminare, a correre e non fermarmi mai più. Sono stato in letargo per molto tempo. Piacevole sorpresa, la mattina presto, cullandomi tra gli odori e i suoni della natura.

Contemplare un nuovo programma di allenamento, spero di avere costanza e un po’ di pazienza.Non mollare la sfida subito, almeno ci provo… Certo dalle mie parti si usa dire “Uomo di pancia… uomo di sostanza!” Ma questo è un altro discorso! 😀

Avete mai visto un tricheco correre? Ahahahah 😀

Ringrazio la mia eterna amica Rory, il mio “dolce fiorellino tra le rocce del mio essere” che mi fa da “crocerossina” cercando di alleviare i miei dolori emotivi stagionali di un perfetto asociale e le ammaccature di un pensiero ancora troppo pesante per volare. Grazie!

 

Se vi scrivo, significa che sono sopravvissuto alla prima giornata di allenamento! Ahahahah

Certo ora, dovrò cambiare il mio regime di alimentazione. Mangio troppe schifezze. Non riesco a farne a meno di robe fritte e robe gassate e tanti dolci. Iniziare a controllarmi per non vanificare tutta la mia buona volontà di correre un po’…

Che fate… venite con me?

 

“Corri Forrest, corri!!!!”