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Era un giorno… – poesia istantanea

foto tratta dal web

Era un giorno uggioso del mio compleanno. Anima assorta nei suoi dubbi pindarici per il tempo opacizzato e consumato in una buona osteria. E contare scrupolosamente le candeline che non si vogliono accendere e a fuori di soffiarci su mi gira la testa, gira il mondo gira con tutti i suoi avanzi di una cena appena denutrita perchè gli anni sono pochi e il cielo risulta essere lo stesso da trenta anni passati a contare chicchi di grano che ancora pregano lacrime di primavera per continuare a insinuarsi sul palco vittorioso delle mie goliardie. Era un giorno uggioso del mio compleanno. Nascere ogni giorno e capire dal primo vagito che uomo diventerò e se lo sarò, dai principi coriacei, prima di aver capito che fanciulli nel cuore per sempre si resterà. Perchè ho passato troppo tempo a darmi spiegazioni su come compiere i primi passi che ho dimenticato pure come si respirano i sogni di carta abrasiva in una afosa domenica di Agosto…

Mi fermo qui…

Amaro

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Abbi cura di me…

“Senti San Lorenzo, le chiedo scusa per il disturbo, ma come mai non mi calcoli più? E dove sono finite le tue stelle cadenti, sono due anni che non le vedo, manco usassi il telescopio. E i desideri, i miei, dove li hai nascosti o buttati in qualche parte dell’oceano?”

Quest’anno mi sono sentito avido e impassibile a questa tradizione della lacrime del Santo. Non ci credo e non voglio avere, per il momento, l’innocenza di un fanciullo per credere e sperare in questa notte dove i sogni diventano realtà. Tradizioni e leggende si uniscono per una irripetibile serata del mese di Agosto che ci accompagna alla fine dell’estate. “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono composte le stelle”. E’ una delle più citazioni che amo particolarmente.

A volte, per via del mio decadentismo cronico, mi sento una stella senza orbita, che vaga nel cosmo in cerca di qualche pianeta che si faccia carico della sua imponente mole e accetti la sua gravità emotiva. Ci sono momenti, fasi in qui mi sento un dio, fasi in cui mi sento il nulla eterno. “Up e down” da stabilizzare al più presto. Lo ammetto, sono invidioso delle luci delle altre stelle e questo mi blocca, mi destabilizza. Lascia che la mia anima si pietrifichi e rimane inetta alle avversità del tempo che fu. Ci sono momenti in cui vivo la vita o tutta d’un fiato oppure a piccole e inesorabili sorsi. Ricaricare la mia luce e rimodulare la gravità è ancora possibile. Mi fido di me e della mia parte di attore. Ruoli drammatici o comici poco importa. Serve stabilità, serve controllo e sangue freddo in certe situazioni. Dormire, andare in letargo per giorni è solo un modo per nascondere le mie cicatrici del passato. Abbi cura di me Raffaele…

Raffaele

Agosto 2015

Natura

foto blog Lascia vivere il pensiero

Avere la forza,

il coraggio di crescere…

nonostante tutto intorno sia bruciato o disseminato nella polvere,

nonostante c’è poca luce e tutto intorno sembra esserci un deserto d’anime…

Raffaele

Irripetibili

foto tratta dal web

 

 

Siamo nuvole indescrivibili, siamo dottori irripetibili, siamo esseri troppo simili per pronunciarsi tra le vittime di questo amore.

Siamo foglie nel vento, siamo formiche in perenne movimento, siamo un artistico ornamento troppo ricamato per questo amore tra le macerie sacrificato.

Siamo vasi da riempire, un messaggio in bottiglia nel mare del divenire, siamo un’onda che ci porta troppo lontani da questo cuore screpolato per questo amore nelle sue battute troppo fermo e disorientato…

Siamo un testo intraducibile, un disco antico in vinile, siamo la luce che sul finire della sua energia per questo amore che si intravede nell’operosità di questa mia attonita foschia.

Siamo le frequenze di una radio clandestina, siamo la prima brina di una fredda stagione, siamo il brivido di una melodica e schiva canzone di questo amore che cerca riparo tra le ali di una gravida ribellione.

Raffaele

La mia scrittura

La mia scrittura è volitiva, emblematica, piena di sfumature come il mio pensiero, ricca di pioggia e grandine, riserva gocce di sole e intarsi di cielo sereno.

A volte vengo rapito da una emozione. Prendo il mio block-notes e inizio a scrivere a volte senza un motivo, lasciandomi trasportare dalla meraviglia della poesia. Solo alla fine scopro il profumo del manufatto… un pò come mettere la macchina in moto e partire… senza una destinazione… anche perchè programmare un viaggio in ogni piccolo particolare, calcolando ogni secondo, ogni chilometro di via può creare in me una fitta nebbia che intrappola la minuta fantasia… un pò come baciare una ragazza appena incontrata o indossare un vestito senza guardare le giuste misure o indossare un paio di scarpe troppo piccole… imparare a sopportare il dolore di una vita ancora fuori rotta  non può che farmi bene…

E il giudizio della critica mi importa fino ad un certo punto. Certo vorrei che quella felicità o quelle viscere di solitudine arrivino nel cuore di chi ha il coraggio di assaporare i miei scritti…

A volte “entro ed esco” da una composizione. Mi alieno, scompaio dietro una metafora o un ossimoro. Sono una contraddizione. Sono una ribellione… cerco di dare risposte…

Sono stufo di chi lancia un problema, evidenzia le ferite dell’anima di questa umanità, che ha il coraggio di lanciare un sasso in questo mare di ovvietà ma poi risulta fragile nell’andare a coglierlo in profondità. E chi scrive ha il compito tramite le proprie opere di avere la presunzione, sana nel cercare risposte… E non sempre ci riesco… Vorrei raccontare storie ma la mia fantasia a volte non si presenta alle porte dell’alba, seducendomi solo mentre la sera mi sistema il letto…

Ci provo a scrivere ed essere una buona creazione di questo universo 😛

Raffaele