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Sono qui

Sono qui. Seduto sul divano vicino a mia madre accanto al fuoco che mi riscalda nella forte umidità della stanza vicino alla cucina dove ora vi scrivo. Fra poco mi dovrò preparare: devo andare in chiesa per la Messa delle Ceneri. Oggi ho deciso che inizierà il mio nuovo anno. Un vero cambiamento nello spirito dopo i 47 giorni dal Capodanno che mi ha visto fare una lunga lista di nuovi propositi. Oggi per noi cristiani inizia un cammino di penitenza ma anche e sopra tutto il periodo della purificazione dell’anima, un lungo cammino di conversione, un lungo cammino di riflessione. Un deserto che ci vedrà fare e mi vedrà fare i conti con i miei peccati. Ho deciso che questo percorso di fede dovrà essere all’insegna della povertà. Resettare tutta quella parte di me eccessiva e ingombra, pesante e effimera e a tratti veniale. Non saprei spiegarvi meglio questa mattina dopo che mi sono recato in parrocchia per un momento di adorazione eucaristica ho deciso così. Che non vuol dire che mi spoglierò della mia solarità e di quella vena poetica ben visibile anche qui sul blog, ma semmai un approccio più mite verso la mia esistenza. Non devo salvare la mia anima e nemmeno auspico di diventare in futuro un santo. Battermi forte il petto se un giorno ho rifiutato un gesto d’amore, se ho rifiutato un sorriso materno… e so che non basterà partecipare a tutte le funzioni liturgiche di questo periodo quaresimale. Non devo firmare nessuna presenza, solo quella del pensiero e del mio cuore. Ma provengo da un periodo in cui mi sono abbuffato di piaceri e ho abusato dell’eccessivo amore del Creato senza che potessi, per pigrizia, donarli nulla in cambio. Un periodo di purificazione, di osservazione della mia anima più che altro per poi godermi in un futuro prossimo di quella Luce che spesso ho avuto modo di eclissare per la mia agonia con il mio tempo. Staccare la spina, fare l’elemosina al mio destino, capire se nel mio cuore io sono ancora bambino…

Tutto qui…

Buon inizio di Quaresima a tutti!

Poesia

Trovarsi di fronte ad un essere umano, individuare un soggetto per schernire ciò che resta del mio avvenire. In silenzio, sorveglio il tuo debole e deperito ricordo e non lasciarmi solo nemmeno un secondo. Nessun accanimento, questo silenzio non intende disfarsi della sua correttezza senza il tempo di sbiadire, senza il tempo di distarsi, di dislocarsi in zone pericolose. Concepire, di brutalità infantile, una scrittura del destino ora che nella fioritura mistica del tuo seno io mi sento così perso e solo alla ricerca di una nuova strada, un nuovo sentiero disconnesso da percorrere anche per errore. Non correggermi, non affidarmi rancore, saprò proteggermi, non avere fiducia di queste mie prospettiche e solitarie parole. Non cercare di calmarmi, sono un fiume in piena che appena la coscienza placherà le sue onde io diventerò lettore di umanità platonica nell’edulcorare questo amore ancora in disordine tra le tue fiamme io ritornerò ed osserverò ciò che ancora per te non sarò…

Raffaele 1/02/2021

Invenzione

Non ho ancora ben capito se il Dolore sia una invenzione dell’uomo così creativo e distruttivo da divertirsi a crepapelle mentre sorseggia un liquore davanti a un tramonto immaginario oppure sia una invenzione del nostro tempo che cataloga e seduce i nostri ricordi con quell’ardore di un profumo mistico e seducente. Non ho capito se ha tutto ciò ne dobbiamo ricavare sin dai tessuti intimi e inaccessibili del nostro cuore una longeva logica dottrinale se bisogna essere fieri di aver inventato il gioco del carnevale dopo che la nostra pelle ha annusato l’odore della morte e di una speranza che ha perso il suo orizzonte oramai privo della sua elegante immaginazione proletaria…

Non ho capito se ci sia una disfunzione algebrica dei battiti del nostro cuore che non riconoscono più l’ombra schiva e impermeabile del nostro dolore che si arrampica fin su alberi secolari di ulivo pur di non farsi riconoscere e farsi possedere dai vocaboli nuovi e lussureggianti del nostro distratto pensiero che nella sua distrazione ha preso freddo e polvere intorno a questa primavera che fa fatica a generare echi di pace e di quella tranquillità racchiusa dentro una lacrima dolce e zuccherata di una bambina che ha perso la sua bambola nel tentativo di afferrare una nuvola blu di cotone così leggere e innocente nella sua frenesia che non vuole per ora innescare e infiammarci di nuove emozioni…

Raffaele

Credo di essermi innamorato…

Credo di essermi innamorato di una ragazza del mio paese. La conosco da tanti anni ma solo nell’ultimo periodo tramite la chat dei giovani del nostro Oratorio ho il suo numero di telefono. Ogni tanto le scrivo anche se le nostre conversazioni non durano molto. Una sera, mezz’ora prima della mia diretta Instagram, mi ha scritto se ero pronto per la chiacchierata con tanto di cuoricino. Non potete immaginare il mio stato d’animo di quel momento, anche se alterna nei suoi scritti emoticon con dei vuoti che non capisco anche se a volte legge il messaggio ma non mi risponde più… Amore non corrisposto? Ennesima ragazza che mi vede solo come un amico?

Forse è ancora troppo presto per dirlo visto che ci scriviamo solo da una settimana… ma mi piace dopo un mio iniziale tentennamento, lo ammetto, anche se non ho mai messo in discussione la sua bellezza fisica. Ora sto cercando di scoprire la sua bellezza interiore che è quello che poi conta in una persona, a mio avviso…

In questo momento vorrei scriverle, ma devo aspettare… io che di tattiche amorose non ne capisco un tubo, forse devo un pò aspettare, aspettarla nello specifico… tirarmela come direbbe il mio migliore amico…

Non so… non saprei mi sento di camminare su di una lastra di ghiaccio sottilissima… un passo affrettato e splash! Il gioco finisce qui! A volte non la capisco, a volte credo di conoscerci, di avere un pò di feeling… ma forse è presto per dirlo… eh si è ancora presto… un pò di pazienza anche se dovrò aspettare sabato prima di vederla in chiesa per un incontro tra noi giovani e forse dovrò fare una diretta Instagram per interagire con lei ed proprio nella diretta di lunedi scorso che lei mi scrisse :”che bello conoscerti!” Magari è una frase fatta però mi ha colpito molto anche perchè partecipa molto alle mie dirette, alle mie due dirette…

Certo sono una frana in Amore, forse ci si rimarrà solo amici ma non importa…. io a lei gli sto iniziando a volerle bene… ed è questo quello che conta!

Poi deciderà il destino… “fammi un miracolo per Natale, ti prego! :P”

Vorrei solo imparare a innamorarmi anche della mia Vita, non chiedo altro 🙂

Buona Vita

Raffaele

foto tratta dal web

 

Se poi. Se il resto. Dimmelo solo tu. A volte mi sento perso e vuoto che solo il tuo pensiero mi rende ancora un attimo, seppur effimero, delle tue parole.

Dimenticarsi. Ritrovarsi. Dimmelo ancora tu. Ho ancora il sapore dell’acqua di mare nella parafrasi di questa emozione. Il tempo ha i suoi lenti respiri…

“giuro è l’ultima volta che ti dimentico…”

prima o poi nel ricordo di questa poesia ci salveremo.

Raffaele