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Estinzione

E poi… bhò… intervenuto di una trasmissione radiofonica, tramite un messaggio vocale, un ascoltatore ha affermato, senza peli sulla lingua…

“nel film Tre Uomini e una Gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo io non ho riso per niente…”

ribadisco il mio pensiero…

MERITIAMO L’ESTINZIONE!

😛

Raffaele

Innamoramento tardivo…

Un piccolo e rudimentale canestro montato sul muro del giardino di casa da mio padre quando ero piccolo, la passione per la Fortitudo Bologna, le partite Nba su Sportitalia il primo pomeriggio prima di fare i compiti e poi per molto tempo quasi il nulla.

Quest’anno non ho seguito e visto nemmeno una partita di Pallacanestro (nemmeno i Playoff di Serie A) attratto più dal Volley, Rugby e infine dalla “passione primaverile” per l’Ajax.

E poi è bastato passare una mattinata di gioco con i miei ragazzi dell’Oratorio, riprendere quella palla a spicchi per farmi riaccendere la passione messa in soffitta per tutto quest’anno. E’ bastato poco in fondo per pentirmi di non aver trovato un pò di tempo per questo bellissimo Sport…

ma sapete… quando uno ha troppi interessi alla fine si finisce come me con un innamoramento un pò tardivo…

Non è Mai troppo tardi!

Raffaele

Allora, da dove incominciamo :D

Volevo fare due post divisi ma forse è meglio farne uno e sintetico dei miei due pensieri che ho voglia di annunciarvi.

Punto prima.

Figata!

Uso il gergo giovanile per indicare il piacere che ho provato questa mattina a giocare a Basket con i miei ragazzi dell’Oratorio. E’ stato emozionante riprendere in mano la palla a spicchi dopo ben oltre 14 anni, palleggiare e provare e fare qualche “terzo tempo”. La meccanica di tiro è discreta e nella partitella ho fatto un bel pò di punti specie nelle penetrazioni. Ogni tanto prendevo qualche roboante “tabellata” o “mattonata” con dei tiri senza un perchè ma l’importante è che mi sono divertito e ritornato, in qualche attimo, adolescente.

Da riprovare, da rifare…

L’estate, la mia, grazie anche al periodo vissuto in famiglia con le mie sorelle e la mia nipotina non poteva non iniziare meglio di così 😛

Punto secondo.

Pensiero Politico.

Ahia!

La Sinistra ha vinto nei Ballottaggi di ieri alle elezioni comunali. Ok, perfetto. Letta è giusto che festeggi ma fino ad un certo punto.

L’affluenza è stata ai minimi termini con l’autogol dell’elettorato del Centro Destra che ha mancato il suo appoggio ai candidati delle principali città italiane nei suoi momenti cruciali.

Il Centro Sinistra ha vinto, con merito, quando dall’altra parte non c’è stata, non si è verificata una alleanza solida ed efficace (vedi Verona per esempio).

Il Pd dovrebbe preoccuparsi per la disfatta (annunciata ormai da tempo) dei 5 Stelle… praticamente inesistenti, complice il delicato momento che vedono “Conte e Co.” coinvolti complice la Scissione interna causata e padroneggiata da Di Maio.

In sintesi, caro Letta più che all’ex Premier in vista delle elezioni Politiche della prossima Primavera non è meglio strizzare l’occhio un più… al Centro?

Oddio… li la situazione è un pò imbarazzante con Toti, Calenda e Renzi che di certo non sono buoni compagni di banco. Letta dovrebbe sperare in ulteriore “erosione sentimentale” tra Meloni, Salvini e il Cavaliere, perchè caro Enrico arrivare, minino, al 40% facendo l’elemosina tra i reduci pentastellati e il magma centrista è una impresa ardua. Non ti invidio.

Prepariamoci, insomma, a un inverno bello denso di colpi di scena… oh… ammesso che il Governo superi l’estate!

Perdonatemi per questo pensiero politico un pò scherzoso ma non ho la cultura per affrontare temi complessi e articolati, sono solo un giovane che ogni tanto si perde nei labirinti dei suoi perchè.

Buon inizio di settimana a tutti!

Raffaele

Le Leggi della Felicità…

La Felicità ha le sue leggi difficili da interpretare. A volte ha un percorso tortuoso, lungo e pieno di curve ma comunque si arriva dritto alla meta, comunque risulta essere goliardico ogni nostro battito del cuore.

Essa ci assolve da ogni nostra colpa e sperimenta l’illusione nell’osservanza ,devota, di una piccola lacrima che scorre, frettolosamente, alle radici di un raggio di luce.

Non ci basta mai. Non siamo mai troppo sazi. La mente e il cuore si incontrano nel loro destino solo attraverso il suo eco. Difficile da non ascoltarlo anche da lunghe distanze e da lunghi silenzi.

Bisogna stare solo attenti a non abusare troppo della sua pazienza.

Essa va accarezza e coccolata solo in determinati momenti della giornata e non nelle nostre lunghe pause da una salata follia infantile.

Ci vuole coraggio e fede nell’evocarla nel nostro tramonto e chiedere la sua gloria per non assaggiare la terra e roccia del nostro presente evocato solo in tacito accordo con l’inflazione del nostro futuro.

Una via d’uscita, anche secondaria, per non farmi ammaliare dalla saggezza polverosa dei miei giorni passati… ora c’è

Raffaele

Senza titolo.

Giovedi scorso ero in spiaggia. Erano circa le 11. Ero seduto appena fuori dall’ombrellone a prendere un pò di sole intento ad ascoltare, tramite i-pod, un pò di musica Rock.

Ad un certo punto vedo transitare davanti a me due piccoli ragazzi di colore. In maniera volgare li avremmo definiti due “Vu Cumprà”. Erano due bambini. Il più piccolo aveva 6 o 7 anni, l’età della mia nipotina che vicino a me stava giocando a fare castelli di sabbia. Loro due no. Stavano lavorando, forse ridotti in schiavitù. Non ricordo cosa vendevano, forse qualche collana o braccialetti. Ricordo che il più piccolo aveva nell’orecchio destro un apparecchio acustico. Ricordo che questi due poveri fanciulli erano costretti a percorrere tutta la costa sotto un sole cocente.

Appena me li sono visti di fronte sono rimasto quasi paralizzato. Avrei voluto darli qualcosa, un panino o dei soldi ma niente. Non ho mosso un dito. Ricordo ancora le loro espressioni del volto. Un misto di stanchezza e rassegnazione.

Successivamente hanno proseguito il loro tragitto e hanno incontrato vicino al mio ombrellone delle giovani ragazze che gli hanno regalato un piccolo pacchetto di patatine.

Erano due bambino ma il loro destino, in tenera età, li aveva già messi alla prova.

I bambini a quella età devono giocare e divertirsi, devono godere della loro fanciullezza, invece erano costretti a diventare già grandi per poter portare, nelle loro baracche, un pò di soldi per sfamarsi e sopravvivere.

Sono rimasto colpito da questo episodio e fin quando assistiamo a queste simili scene in tv allora non ci produce nessun effetto.

E ancora adesso mentre vi scrivo questa triste storia mi chiedo che lessico ha preso la nostra Umanità, perchè la nostra Felicità e il nostro modo di vivere questa Vita sia diversa per tutti anche per il colore della pelle.

E quando avrò le mie crisi emotivi, quando penso che la mia esistenza faccia schifo, quando non mi sento più amato in ogni mio giorno dovrò pensare a quei due bambini costretti a spaccarsi la schiena pur di vivere ancora un altro pò… perchè il loro sorriso non sarà mai paragonabile al mio, perchè il sorriso di chi è povero e vive sulla sua pelle la fame e la carestia è un sorriso sincero, limpido e privo di impurità.

Raffaele