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Tratto dal mio nuovo blog “Pensierosportivoblog”

18… is magic number
Cercare di copiare, imitare o farsi ispirare da una situazione, un concetto, un significato non è sinonimo di fragilità, non è un segno di debolezza… e il calcio Italiano dovrebbe trovar la giusta riflessione dal modello tedesco sul come cercare di superare al livello sportivo questa drammatica pausa, sia nella struttura, sia nell’impalcatura dell’intero sistema. La Bundesliga 1 e la Bundesliga 2(paragonabile alla nostra serie B) hanno una intelaiatura diversa dalla nostra e qui non mi divago troppo ma solo sul numero. 18. 18 come le squadre che rappresentano la Prima Divisione e 18 come quelle della Seconda Divisione tedesca… Ho sempre pensato che nella nostra serie A 20 squadre erano troppe e che si potesse trovare un numero magico che facesse da bilancia al nostro complicato meccanismo sportivo… “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più…” “Venghino Signori, venghino! Per non parlare della serie cadetta che negli anni passati alla voce “numero di squadre partecipanti al torneo” ha visto impresso quota 22. Bisogna essere premurosi e trovare una linea di confine, di demarcazione idonea alle nostre aspettative. Non faccio l’ipocrita, perché anche io quando mi appassionano a un torneo di qualunque Sport la prima cosa che guardo è il numero delle squadre come se quel valore potesse essere un timbro di qualità del gioco e dello spettacolo in se per se. Per i nostri campionati di Serie A e di Serie B il numero 18 potrebbe essere di importante vitalità specie in termini di costi e aspetti finanziari ma soprattutto di natura tecnica. Con 18, cito anche 16, team durante il campionato in corso si possono per esempio trovare più caselle libere per i recuperi dei match non giocati per i più svariati motivi (come per esempio di natura meteorologica), la classifica risulta essere più corta e avvincente sia nelle zone alte che in quelle della “colonna di destra” e magari si potrebbe dare più risalto alla nostra Coppa Italia dai tifosi tanto amata ma dai club un po’ snobbata… sempre mantenendo le 3 retrocessioni per la Serie A e le 3 promozioni dalla Serie B magari evitando i Playoff che è una formula non mi trova molto d’accordo… Nella Germania solo la terza Serie conta 20 partecipanti al torneo e un solo girone contro le 3 nostre…
Quando abbiamo provato a imitare modelli calcistici senza una ragionata logica o solo d’impeto abbiamo visto i risultati tragici, come il “Boxing Day” all’inglese tanto per dire, ovvero le partite di calcio durante le festività natalizie. In relazione al fatto che Sport come il Volley, il Basket o il Rugby si possono permettere questo genere di schemi e di manifestazioni per una loro antica e consolidata tradizione negli anni passati. Il calcio italiano ancora no. Trovare la giusta identità.
C’è ancora tempo per provare a riformare i nostri campionati calcistici magari non in base ai solo numeri come nel caso del mio post, ma a rendere più flessibile il nostro sistema che sembra aver perso la bussola o l’orientamento nell’ultimo eterno periodo… capire che ogni realtà sportiva è diversa da territorio a territorio.
Copiare, imitare o farsi ispirare non è un segno di debolezza, ma solo capendo i propri errori che si diventa più maturi e intelligenti…
La mia è solo una riflessione vedendo in queste due settimane il calcio tedesco… non è una critica, anzi al contrario ma semmai uno spunto per pensarci sopra…

tratto dal mio nuovo blog “pensierosportivoblog”

Buona Vita 🙂

Raffaele

Pallavolando

E poi bhò… credo di avermi preso una cotta per il Volley. La voglia che arrivi il weekend per cedermi le partite del campionato maschile e da questo sabato anche quello femminile è tanta… credo siano stati i mondiali e l’enfasi per le nostre ragazze che mi hanno fatto mettere da parte l’ossessione per il calcio. E’ bello anche seguire altre discipline in quanto ognuna ha il suo fascino e la sua bellezza. Come il Rugby, il Basket, il Futsal che cerco di ritagliarmi un pò di tempo libero nello studio esasperato per un concorso che dovrei “in teoria fare” … E non esistono Sport Minori. L’attenzione che merita il Volley Italiano è del tutto legittima. Uno Sport sano che incarna i valori etici e morali che tutti noi pallonari dovremmo seguire… e non credevo che nel Salento ci fossero così tante squadre di Volley sia maschile che femminile a buon livello in A2. Infatti ho chiesto a qualche mia amica se ci organizzavamo a vedere qualche partita, senza troppo insistere. Ho seguito negli anni passati la Pallavolo, tifando per Piacenza, poi mi sono dedicato al Rugby e mai come quest’anno cerco di seguire le più variopinte sfumature di ogni disciplina… Il venerdi sera il Futsal, il sabato sera il Volley femminile e la domenica il Basket (quando gioca la Fortitudo Bologna) e il Volley Maschile tifando per Modena in cui ammiro molto la figura di Julio Velasco… e quando ci riesco la notte il Rugby in streaming…

Tranquilli non sono diventato pazzo 😛 solo che sin da piccolino mi è sempre piaciuto lo Sport a 360 gradi mentre il resto dei miei amici vive solo per il calcio che per molto tempo è stata la mia grande passione… ma ora voglio esplorare nuovi orizzonti… tutto qui…

Non esistono Sport minori, è una forma di discriminazione che non possiamo permetterci di attuare al giorno d’oggi e sarebbe bello che tutti i media dedicassero più spazio altre discipline che non sia solo il Calcio… anzi che lo Stato investa molto sulle strutture sportive ma specialmente sulla Educazione Sportiva che è carente nel tessuto sociale italiano…

Giusto? 😛

Raffaele

3×3

E mi viene in mente ora mentre scrivo questo post di quando da piccolo giocavo in un piccolo campetto di basket situato all’interno del parco bosco del mio piccolo paese. Un solo canestro, una sola aerea e infinite partite che duravano fino a sera. Da un pò di tempo si è diffusa a macchia d’olio una variante del basket tradizionale, ovvero quella del 3×3. 3 giocatori contro 3 che si sfidano in una emozionante partita della durata di 10 minuti salvo che la partita si interrompe prima quando una delle due squadre arriva a 21. E’ uno sport molto fisico e di contatto rispetto al basket moderno, c’è anche più individualità e molti duelli da vincere. Il tiro dentro l’area vale un punto mentre la “tripla” vale due punti, quindi è molto importante saper tirare bene anche dall’arco. Un time-out per squadra, non esiste l’espulsione per somma di falli per un giocatore solo nel caso di due falli antisportivi e poi tanto, tanto divertimento e spettacolo. Ho avuto modo di vedere ieri sera alla tv le finali nazionali maschili e femminili del campionato italiano di questa disciplina che già esisteva ed è attuale nei campetti di periferia, che forma anche per basket quello classico e che addirittura è stato promosso come disciplina olimpica a Tokyo 2020… se poi pensiamo che le nostre ragazze a Giugno hanno vinto pure i mondiali… diciamo che noi italiani siamo messi bene in questo sport che mi ricorda tanto la fanciullezza, un modo anche per contrastare lo strapotere del calcio… è giusto dar valore e spazio anche agli altri sport come appunto il basket, il volley e anche il rugby che nel Salento piano piano si sta cercando di far qualcosa di buono…

Non esiste solo il Calcio… Ok?

Raffaele

Rugby in rosa

foto tratta dal web

 

Il nono posto dell’ultima Coppa del Mondo in Irlanda fa ben sperare per le nostre ragazze e per tutto il movimento rosa di rugby. I successi contro Spagna e Giappone fanno ben sperare per il futuro, insieme all’allargamento del massimo campionato federale. Siamo solo all’inizio, siamo e cerchiamo di essere ottimisti. Circa 7.000 tesserate donne rispetto ai 70.000 uomini dimostra che c’è molto da lavorare anche come cultura in quanto lo “Sport è di tutti e per tutti” e non esistono solo Sport maschili e come mentalità, in parte, “siamo ancora al medioevo” come si usa dire in queste circostanze. La nazionale due anni fa ha raggiunto il terzo posto nel Sei Nazioni e le azzurre con le loro partite possono essere da traino per le fanciulle che timidamente si affacciano a questo sport che anche se si contatto e accessibile a tutti… non bisogna essere dei supereroi per praticarlo. Anche qui al Sud qualcosa si muove anche se siamo ancora al livello embrionale anche nel contesto maschile, ma una piccola speranza c’è… Anche le tv si affacciano con curiosità nel mondo rosa della palla ovale e l’ultimo mondiale ha avuto un buon riscontro in termini di ascolti sulle varie piattaforme e sui vari media… Quest’anno ho visto due partite delle Azzurre nel Sei Nazioni mostrate in tv con gli spalti gremiti di pubblico, segno di tardivo risveglio…

E’ ora di svegliarsi gente!

Lo Sport è di tutti!

Piccolo pensiero…

 

Raffaele

I love this game!

foto tratta dal web

 

“Il rugby è uno sport straordinario, l’unico dove la Vittoria passa sempre dalle mani di un compagno”

E si il rugby è davvero un bellissimo sport! Lo seguo da 10 anni, scoperto per caso in tv vedendomi una partita dell’Italia nel Sei Nazioni. Un Italia che vinceva ( e vince tutt’ora) poco ma che mi faceva emozionare per l’orgoglio italiano e una grande dose di umiltá che i giocatori riversavano in campo. Dominguez (mediano d’apertura), Troncon (mediano di mischia), un giovane Parisse (capitano odierno della nostra nazionale) e i fratelli Bergamasco, e i vari oriundi argentini come Castrogiovanni in primis. Poi ho iniziato a seguire anche le squadre Italiane impegnate nel Pro12 (ex Celtic League) ovvero Zebre e Treviso, e adesso qualche partita dell’Eccellenza (il nostro campionato Italiano) e della serie A.

Il rugby è uno sport che incarna i valori della Lealtà, dell’Amicizia e della Fratellanza. Ogni partita è e deve essere una festa. L’Agonismo e le varie rivalità cessano al fischio finale del direttore di gara, poi via con il Terzo Tempo in cui le squadre, giocatori e a volte tifosi si ritrovano per stare un pò insieme. Il rugby NON è uno “sport violento” come odo sentire dalle mie parti dove questo sport è quasi sconosciuto. E’ uno sport di contatto, certo, ma è uno sport di tutti e per tutti. Se sei bello “massiccio” e sei bravo a placcare giochi in avanti, se sei bravo con le mani e ti piace fare il regista della squadra partecipando ad ogni azione fai il mediano di mischia, se sei veloce e scattante giochi ala nella trequarti. Ecco, chiunque può partecipare a questa disciplina. Certo i nostri dottori ai figli raccomandano sport un pò meno di contatto, come il nuoto, come il mio medico (lo fa sempre :D) ma è uno sport che non tradisce le attese, mai!

Resto affascinato dalla forza e del carattere degli atleti, l’unione e il sacrificio di squadra per segnare una meta o per difendere una meta…uno sport veramente di squadra 🙂

Continua….

Buona Vita!

Raffaele