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I love this game!

foto tratta dal web

 

“Il rugby è uno sport straordinario, l’unico dove la Vittoria passa sempre dalle mani di un compagno”

E si il rugby è davvero un bellissimo sport! Lo seguo da 10 anni, scoperto per caso in tv vedendomi una partita dell’Italia nel Sei Nazioni. Un Italia che vinceva ( e vince tutt’ora) poco ma che mi faceva emozionare per l’orgoglio italiano e una grande dose di umiltá che i giocatori riversavano in campo. Dominguez (mediano d’apertura), Troncon (mediano di mischia), un giovane Parisse (capitano odierno della nostra nazionale) e i fratelli Bergamasco, e i vari oriundi argentini come Castrogiovanni in primis. Poi ho iniziato a seguire anche le squadre Italiane impegnate nel Pro12 (ex Celtic League) ovvero Zebre e Treviso, e adesso qualche partita dell’Eccellenza (il nostro campionato Italiano) e della serie A.

Il rugby è uno sport che incarna i valori della Lealtà, dell’Amicizia e della Fratellanza. Ogni partita è e deve essere una festa. L’Agonismo e le varie rivalità cessano al fischio finale del direttore di gara, poi via con il Terzo Tempo in cui le squadre, giocatori e a volte tifosi si ritrovano per stare un pò insieme. Il rugby NON è uno “sport violento” come odo sentire dalle mie parti dove questo sport è quasi sconosciuto. E’ uno sport di contatto, certo, ma è uno sport di tutti e per tutti. Se sei bello “massiccio” e sei bravo a placcare giochi in avanti, se sei bravo con le mani e ti piace fare il regista della squadra partecipando ad ogni azione fai il mediano di mischia, se sei veloce e scattante giochi ala nella trequarti. Ecco, chiunque può partecipare a questa disciplina. Certo i nostri dottori ai figli raccomandano sport un pò meno di contatto, come il nuoto, come il mio medico (lo fa sempre :D) ma è uno sport che non tradisce le attese, mai!

Resto affascinato dalla forza e del carattere degli atleti, l’unione e il sacrificio di squadra per segnare una meta o per difendere una meta…uno sport veramente di squadra 🙂

Continua….

Buona Vita!

Raffaele

Mio figlio

Un amico mi ha chiesto: “Perchè spendi così tanti soldi per far andare a scuola calcio tuo figlio in tutti questi anni?”

Beh riflettendoci bene, una risposta me la sono data…

“Non pago perchè mio figlio giochi a calcio. Personalmente non me ne frega niente del calcio, ne ci capisco qualcosa.

Pago per quei mille sorrisi che regala in ogni giorni di allenamento. Pago per quei momenti in cui mio figlio è così felice che trasmette gioia alla mia famiglia. Pago per quei giorni che viene da scuola troppo stanco per potersi allenare, ma va comunque, perchè sa che non può mancare alla sua squadra e ama stare con loro. Pago in modo che mio figlio impari ad essere disciplinato. Pago in modo che impari a curare il suo corpo e la sua mente. Pago perchè “impari” a lavorare con gli altri e sia un buon compagno per loro. Pago in modo che mio figlio impari a gestire al delusione quando non ottiene ciò che si aspettava e che capisca che si deve sforzarsi di più. Pago in modo che mio figlio superi gli ostacoli della vita e impari a raggiungere tutti i suoi obiettivi. Pago perchè capisca che il successo non avviene dalla notte al mattino e che ha bisogno di ore e ore di lavoro duro e di sacrificio per migliorare in qualsiasi cosa. Pago per l’opportunità che mio figlio avrà di fare amicizie per tutta la vita. Pago per vedere mio figlio sul campo da gioco e non davanti alla Tv, al cellulare o all’angolo di una strada a fare niente. Pago per vederlo un giorno imparare ad essere umile nella vittoria e nella sconfitta…

E potrei continuare, ma per essere breve: no, non pago per il calcio.

Pago per le opportunità che questo sport offre a mio figlio di sviluppare competenze che saranno fondamentali per la sua crescita, in  modo che i valori che vogliamo insegnarli a casa siano rafforzati nel calcio e lo accompagnino per tutta la Vita.

E da quello che ho visto fino ad oggi, credo che sia il miglior investimento della mia vita…”

 

Una mamma qualunque

 

Bellissimo racconto di Vita, suggerito da una mia cara Amica 🙂

 

Nulla è impossibile

Buongiorno!!!! Come va tutto beneeee? 🙂
Prima di tutto, volevo chiedere scusa a tutte le amiche blogger se nella giornata di ieri non sono riuscito a scrivere un pensiero per la festa del 8 Marzo… scusatemi 😦
Vi dedico con ritardo questo bel mazzo di mimose, auguri a voi donne, “Essenza pura e limpida di questo mondo, di questa nostra esistenza…”
foto tratta dal web

 

“Nulla è impossibile” nello sport, come in ogni sfaccettatura della Vita. L’ho capito ieri, con l’impresa del Barcellona che è riuscito a rimontare il 4-0 subito a Parigi dal Psg vincendo 6-1 al Camp Nou, compiendo una rimonta che farà la storia del calcio. Fino al primo tempo, i cui blaugrana conducevano per 2-0 credevo nell’impossibile, ancor di più sul 3-0, poi il gol dei parigini di Cavani sembrava aver messo la parola fine sul discorso qualificazione per la squadra di Luis Enrique. Poi all’improvviso 3 gol negli ultimi 8 minuti del match hanno fatto si che la “Remuntada” si adempisse, con lo sconcerto generale dei francesi. Il gol di Sergi Roberto al 51′ del secondo tempo ha mandato in estasi non i tifosi del Barcellona ma tutti gli amanti del calcio. Nessuno credeva nell’impresa specie se le statistiche condannava il Barcellona. “Nulla è impossibile, la palla è rotonda” e segna traiettorie magiche  e fino a quando il direttore di gara non decreta la fine del match la speranza non può e non deve morire mai.

E’ stata una grande notte, una notte da Champions…

Non ci credevo, mi pento tuttora…

Nulla è impossibile!

Raffaele

Made in Italy

“I campioni siamo noi”. Così nella giornata di ieri il titolone della Gazzetta dello Sport puntualmente comprata appena svegliato. Il tennis e il ciclismo al centro di un bellissimo decoro stile natalizio della giornata di sabato. Il “Made in Italy” non passa mai di moda, anche in tempi di crisi. La sagacia, l’umiltà di questi atleti che hanno rispolverato l’orgoglio della nostra nazione. Certo questi trionfi sportivi non cancelleranno problemi sociali ed economici della nostra Italia però è bello ogni tanto sorridere e lasciare dietro l’angolo dubbi e perplessità che ristagnano ogni giorno sul nostro paese. La voglia di rinascere, di non darsi mai per vinti. Vincere per non passare mai di moda. Vincere per continuare a respirare il sacro profumo della libertà.

foto tratta dal web
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La Vinci e la Pennetta hanno rispolverato il cielo azzurro d’America. Battere rispettivamente la numero 1 del mondo Serena Williams e la numero 2 Simona Halep. “Nulla è impossibile”. Si sogna ad occhi aperti. Entrare nell’ Arthur Ashestadium e scrivere la storia del tennis mondiale. Quel mondo ora che ci guarda con simpatia e ammirazione. A quel nuovo mondo noi diciamo semplicemente “Thankyou”. Bellissima finale, due amiche che si conoscono dalla tenera età di 8 anni che hanno dato spettacolo e incantato un pubblico molto esigente come quello americano. Per un po’ ci ricorderemo di FlushingMeadows, New York, la grande Mela, la Little Italy in festa…piccoli e grandi, esperti di tennis o solo simpatizzanti tutto colpiti al cuore da grandi scosse di emozioni e sentimenti meravigliosi. Vinci e Pennetta, ci hanno regalato un piccolo scherzetto nel tramonto di un estate che non poteva finire meglio di così… orgoglio Pugliese!!!

foto tratta dal web
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E poi non ci dimentichiamo di Fabio Aru, il nostro scalatore sardo che conquista la Vuelta di Spagna di ciclismo ed entra nell’olimpo dei grandi campioni. Ancora una bandiera italiana che sventola trionfante sopra tutti quasi a sfiorare il paradiso. Il 12 Settembre festa nazionale dello sport? Non ci dimentichiamo anche dei nostri azzurri di basket,che battendo Israele, hanno raggiunto i quarti ai campionati Europei. Ma adesso non caliamo il sipario su questi trionfi, continuiamo ancora recitare un ruolo da protagonisti nella scena mondiale dello sport. A volte, per noi italiani, la coperta o per meglio dire la memoria è sempre corta. Non caliamo il sipario, noi calciofili per tradizione, su queste discipline, è una ricchezza da non vanificare assolutamente. Non vestiamoci a festa solo in questi momenti, anche se magici. Facciamo si che cercare di primeggiare o provarci almeno non sia un episodio o un eccezione, ma una pura realtà. Investiamo su di noi. Abbiamo troppa paura di darci fiducia. Non spegniamo le luci sul tennis, ciclismo e altri sport che noi brutalmente definiamo minori. E come soffocare e uccidere queste indimenticabili giornate.

I love this game…

Ok, mi mancano le arti marziali, il golf, e l’ippica e con le mie passioni (piccole a volte) sportive ho terminato. Ovvio, è solo una battuta, però io amo lo sport, tutto lo sport a 360 gradi, ad ogni “latitudine” ci sono i miei occhi incuriositi di fronte ad una nuova disciplina. Dedicherò un post appropriato su questa mia voglia di sport… con tutte le idee che mi ballano per la testa campo con il blog fino a Natale!

foto tratta dal web
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Mondiali di nuoto 2015 in Kazan la Pallanuoto ha fatto breccia nel mio cuore di adoratore del dio Sport. Sia per la disciplina femminile che quella maschile. Ho seguito tutte le partite del Setterosa e del Settebello fino, purtroppo alle semifinali, dove il loro comune cammino verso l’oro, verso la conquista della finale, si è interrotto a braccetto. Peccato! Ogni volta che ci sono i mondiali di nuoto guardo con interesse questa disciplina insieme al nuoto di fondo. Ma quest’anno l’ho voluto seguire con quell’enfasi che risiede nell’animo di un vero di tifoso in canotta. Pochi giorni fa sono andato su internet e ho letto con molto interesse il regolamento federale della pallanuoto. Un conto è guardare una partita di pallanuoto con l’interesse di un ateo verso una nuova fede e un conto è guardarlo con l’interesse ben istruito e minimamente acculturato. Le espulsioni temporanee, i falli semplici… io da portiere di calcio, tifo per i miei colleghi acquatici… suona bene la mia definizione “portieri acquatici”. Invidio di loro, la loro esplosività, la loro forza fisica nel compiere gesti atletici quasi simili al mio sport. Il pallone che schizza sull’acqua un attimo prima della presa, il tiro all’angolino da sventare con le unghie dell’avversario. E’ tutto molto bello… mi piace anche perché è uno sport molto fisico… stile rugby… certe mazzate sott’acqua per conquistarsi una posizione favore. Io con il fisico che mi ritrovo più che il portiere potrei fare il centro-boa… e chi mi affossa a me?!?! Ahahahah

foto tratta dal web
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La pallanuoto è uno sport pulito e sano, non credo di aver mai sentito problematiche stile doping e scommesse illecite. In Italia è ancora uno “sport minore” nonostante le nostre nazionali ci riempiono quasi sempre nelle competizioni continentali e mondiali il palmares di medaglie e imprese varie. Da quest’anno dovrei seguire questo sport di più alla tv… oddio non è che vi è molta visibilità… però sempre poco che niente. Magari diventare un tifoso di una squadra sia del campionato maschile che quello femminile… Perché nò… ogni maledetta domenica a tifare Inter, Chelsea, Lecce, Fortitudo Bologna, Brindisi, Piacenza… vi sembrò un tantino esagerato?!

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