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Riformista o conservatore?

Amante o traditore?

Pace o guerra… con me stesso?

Bene o male… con me stesso?

Passato o futuro?

Politica o anti-politica?

Sole o pioggia?

Primavera o inverno?

….

 

E’ un periodo, il mio, agli albori della primavera, pieno di riflessioni e di dubbi esistenziali. Di solito ignoro me stesso e le mie problematiche. Un narcisista anomale e controcorrente. A volte mi capitano situazioni inattese e inusuale che mi fanno rimanere spiazzato, senza nemmeno un parole da proferire. A volte mi chiudo in me stesso, come un riccio senza i suoi poderosi aculei e aspetto che la tempesta passi, sperando che la mia nuda pelle abbia subito meno danni possibili. A parte la Fede con continui “pit-stop” e ri-partenze il resto della mia esistenza è impregnata (come tutti noi) di cadute e sali-scendi, di imprevisti, di spiragli di felicità che non vengono assopiti dal mio fragile cuore di cera. L’indecisione regna sovrana intorno a me, e la coscienza è sottoposta a dure diatribe perenni e stancanti con il tempo. Partigiano di una vita manipolata da cure e farmaci scaduti. Sono sempre fuori moda, sempre fuori gli schemi, anti-convenzionale, ma adesso in questa fase cruciale della mia permanenza in questo pianeta, ho l’obbligo morale di fare delle scelte che la mia natura mi invita (non mi impone, per carità) di esigere immediatamente. Ho solo timore di vedere il sangue che gocciola dalle ferite del passato e che si condensa in una futile emozione. Ho paura di ingabbiarmi, di incatenarmi e di monopolizzare la mia vita dentro continui si\no, bene\male, torto\ragione. Grazie al cielo, non siamo manichini ma persone in grado di costruire, passo dopo passo, la nostra sequela, non siamo inetti come le pietre ma vitali come i germoglio a primavera. Non posso rimanere seduto nel dubbio di decidere il da farsi circa il titolo da dare a ogni capitolo della mia storia. Prendere delle decisioni, senza chiedermi se ho paura di cadere o volare. Essere presuntuoso ma curioso allo stremo e pormi domande all’infinito. Scegliere e sbagliare, scegliere e amare ogni mia presa di coscienza. Perché abbiamo noi, comuni mortali il privilegio divino di scegliere secondo schemi già prestabiliti?

Amaro

Avvisoooooooooo :D

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Avviso ai naviganti del mio blog e ai miei amici cari. “Lascia vivere il pensiero…” si arricchisce di due nuove pagine. Sta crescendo sempre più, questo mio “dolce luogo di ristoro per l’anima”. “o saremo ancora noi” è uno spazio in cui faccio un questionario su me stesso, facendomi della domande a 360 gradi, dove voi ovviamente potete farmele alcune (sempre rispettando una certa discrezionalità :P), così, giusto per conoscerci sempre più e curiosare sui miei “orizzonti emotivi”. Questa sarà una pagina in evoluzione che cambierà con il tempo, cambieranno anche le domande… insomma un piccolo “diario segreto” aperto a voi, cari amici. Con l’altra pagina Parole e musica” ogni due\tre settimane proporrò pezzi musicali che io amo in assoluto accompagnato dal testo che molto spesso come il primo brano che ho messo di Ligabue è accompagnato da una sua poesia. Potete ovviamente in entrambe le pagine nuove, colorare di commenti e opinioni, mi fa solo piacere! ok?

Buon martedì!!!! 😀

Destino

destino

“Con il termine destino genericamente ci si riferisce a un insieme di inevitabili eventi che accadono secondo una linea temporale soggetta alla necessità e che portano ad una conseguenza finale prestabilita.” Cosi Wikipedia parla del destino dando una definizione piuttosto esaustiva, completa. Ho girovagato per internet per trovare poesie o canzoni che parlavano del destino ma niente, solo qualche sporadica traccia. Allora provo in maniera del tutto innocente ad affrontare questa tematica che mi ha sempre affascinato, litigandoci ogni giorno! L’unica cosa certa è il finale, gli eventi sono variabili che ci capitano nella nostra vita e che sono derivate dalle nostre scelte. Il destino può essere inteso come derivato dal Divino o derivato dalla volontà umana. Mi fermo un attimo. Io (credente praticante) penso che la nostra predestinazione dipende da entrambi fattori: Dio è il nostro “Sceneggiatore” ci da la possibilità di interagire con gli altri soggetti di questa umanità in un determinato contesto socio-culturale, gli abiti e come allestire in maniera primaria la nostra vita dipende da Lui. Ma, a parte questa semplice metafora teatrale, Dio è colui che ci da la possibilità di scegliere se vogliamo intraprendere la strada della nostra vita in due modi: tortuosa, colma di sassi, con pioggia e neve, piena di salite e intemperie durante il tragitto oppure semplice e breve priva di significato autentico con il sole 24 ore su 24 con un finale del tutto imprevedibile con possibile finale a sorpresa. Bisogna in pratica scegliere o una vita di sacrificio, rinunce per poi arrivare alla gioia eterna oppure una vita monotona e frivola.
Ma il destino lo alimentiamo aiutandolo compiendo gesti e azioni (positivi o negativi, morali o immorali) che lo scuotano onde evitare di essere e risultare statico. Esempio: se io sono rinchiuso tutto il giorno nella mia camera da letto, non posso pretendere di inveire contro di lui se non ho amici o non ho la ragazza.
“Ciascuno è artefice della propria sorte”.
Può essere cambiato, in parte, in quanto è inerente (sempre in parte) alle caratteristiche umane.
Secondo Heidegger la nostra sorte deriva dalle scelte che facciamo dettate dal carattere, dalle scelte che altri di fanno. La nostra fisionomia caratteriale, secondo lo studioso, fa da perno al nostro destino. Più sei socievole, affabile e ami stare in compagnia hai più possibilità di trovare gente che nel bene o nel male influenzeranno la tua vita. E’ questa concetto espresso da Heidegger mi sorprende e un po’ mi affascina, come anche il fatto che il nostro destino dipenda anche dalle scelte altrui. Allora le domande da perfetto ignorante che mi pongo sono:
– Allora la nostra sorte è condivisibile?
– La moralità altrui lo può influire?
– Non è quindi esclusivo, unitario e indivisibile il nostro destino?
Vi lascio con delle citazioni di alcuni scrittori:
“La maggior parte di noi non è preparata ad affrontare i fallimenti ed è per questo che non siamo capaci di compiere il nostro destino” S. Bambaren
“Non c’è destino che non si vinca con il disprezzo” A. Camus
“Il destino non è una catena ma un volo” A. Baricco