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al femminile…

Simbiosi

evoluzione in cammino,

ti sento così vicino a me.

Distratta,

indomita,

valore di una incognita in fibrillazione.

Accendo la fame in questo mio cuore ancora malnutrito e indebolito

nei suoi abiti troppo succinti.

Spero già nell’autunno

poesia da mordere con te

perchè il transito di una stella cadente

abbia lo stesso profumo

di miele selvatico sulla tua pelle.

Raffaele

Lacrime

“Chiodi di garofano per profumare questa notte nera che come l’inchiostro non vedrà mai impresso il tuo nome lungo l’attesa del lieto annuncio. Distratto, contratto, poco affabile. Nascondo sotto il tappeto la tua bellezza per non morire già di primo mattino, per non giocare più come una volta a nascondino tra i tiepidi anfratti di questa disinvolta memoria. Perentoria musicalità. Conservo il mio animo tra i petali vibranti del tuoi occhi. Mi nascondo sotto il letto per non vederti sepolta tra le mie lacrime, per non vederti pubblicata tra le pagine di un destino che ha perso il suo tatto, la sua eleganza di essere galantuomo dentro questa stanza appena imbiancata chiamata cuore.”

Raffaele

(immagine tratta dal web)

Anni ’80

Radio accesa, sigaretta appena consumata. La coscienza di sentirti disordinata. Aria pulita per far rifiorire un operaio sentimento che ancora trema di gioia per aver accolto improvvisamente la mia felicità. Costruire, insieme, tra le rovine di un canto schivato nel goffo tentativo di essere liberi come rondini a primavera inoltrata. E’ bello sorridere della propria nudità. Frettolosamente mi faccio la barba, spero di non tagliarmi, frettolosamente ti copro di compagnia e venti di piacere ma il tempo ha i suoi ritmi endecasillabi che i nostri riti propiziatori non riescono ad evitare tagli netti di abiti non consoni a questo ricevimento di anime limpide. Polso ossuto. Il peso della valigia. Partire. Senza una destinazione precisa, incisa in questi strati di fango e pietre simmetriche. La frequenza dei nostri addii risuona ancora alla radio. Partire e salutarci ad ogni fermata, un classico. Gocce di rugiada attendono i nostri occhi. Il lunedì è la somma algebrica del sabato non rispecchiati di imbarazzo. Tracce di benzina in prossimità del destino. Un ‘altra sigaretta. Questa vita in fondo è così attenta alla manutenzione delle nostre catene. La gente ancora parla di noi. Anni ’80 ancora sullo sfondo su resti di un’altra sbornia dal lessico mansueto. Fondo di sabbia e risentire l’eco di quella musica nella carezza, feconda, di un’altra allegra ma ansiosa pazzia. Tracce di benzina. Un’altra sigaretta. Forse l’ultima. Il rumore e l’entità di una vita che sembrava essere agnostica e perfetta… ma forse non avevamo capito ancora niente… il tempo ha le sue radici, le sue dolci superfici, cicatrici da ammirare per un nuovo modo di pensare…

Raffaele