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Ma a cosa serve la tasca piccola dei jeans? Dubbi esistenziali! :D

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Certo che… iniziare la settimana dopo che la mia Inter mi ha fatto passare una gioiosa domenica (puro sarcasmo!) non è proprio il massimo. Ma per fortuna la vita non è tutta qui e non gira di certo solo intorno ad un pallone.

Domanda e riflessione personale-esistenziale che ha scavato intorno al mio sonnacchioso pensiero un comune e innocuo sabato sera. Non ho mai fatto caso, ma i 50 centesimi che dono al momento dell’offertorio durante la messa li pongo, se non porto con me il borsellino, nella piccola taschina dei jeans, quel piccolo spazio dei pantaloni appena sopra la tasca più grande a destra. Ci avete fatto caso?

Ma a che serve, che funzione primaria ha questa innocente e silenzioso inserto? Me lo sono chiesto quella sera di un sabato qualunque prima di recarmi in chiesa… ci avete mai fatto caso? Ho chiesto ad amici e parenti ma nessuno e ripeto nessuno sapete la funzione di origine, ammesso che ci sia. Cosi ho spulciato sulla rete. Non ci potevo credere. Pieno di dubbi esistenziali come il sottoscritto, tanti, tantissimi siti che si ponevano questo dubbio che non avrà una valenza come altre domande sulla fede, sulla nostra esistenza terrena, sul perchè della morte… bhò… ma comunque mi intriga parecchio.

Comunque ho trovato la risposta, forse scontata o forse molto semplice. Prima di tutto questa taschina ha origini molto antiche, fine ‘800 e serviva agli uomini e nella fattispecie cowboy per contenere i loro orologi oppure secondo una leggenda monete o pepite d’oro. Poi per contenere nel proseguo scatoline di fiammiferi  o piccoli bigliettini e ho scovato poi in rete anche per i preservativi per evitare di romperli se posti nelle tasche più grandi…

mhà… io uso questa taschina per metterli i soldi spiccioli e niente altro anche perchè avendo delle dita grosse non riuscirei a combinarci nulla…

mhà… dovrei pormi altre domande e questioni più serie, ma volevo iniziare la settimana con un pò di sorriso! ahahahah

Buona Vita!

Raffaele

Padre

Cuore duro
foto tratta dal web

 

 

Treno Espresso Notte Milano-Lecce. Io, mio padre e mia madre saliamo con i nostri pesanti bagagli dalla stazione di Modena, ultima fermata Lecce. Carrozza 6, un classico. Arriviamo al nostro scompartimento, come al solito tutto pieno. Sono le 23, abbiamo voglia di sederci dopo aver sistemato le valigie e affrontare le 10 ore di viaggio. C’è qualcosa che non va, io e mio padre lo notiamo subito. Una anziana signora, avrò avuto ottanta anni all’incirca, aveva occupato uno dei nostri tre posti. Non aveva la prenotazione. Le altre tre persone, ferme immobili e indaffarate, chi a leggere un libro e chi a smanettare sul cellulare, non fanno nulla. La Signora capisce che si dovrà alzare e cercarsi un altro posto, in altro scompartimento, nomade solitaria alla ricerca di un piccolo e rassicurante posto libero. Io avido e duro di cuore, mi siedo e aspetto che mio padre faccia lo stesso. Invece no. Mio padre con sguardo gentile e servile invita l’anziana signora a rimanere seduta. “Non si preoccupi, ho un pò di mal di schiena, resti li seduta, non si preoccupi!” Senza clamori da “santo subito” si avvicina su di un sedile ribaltabile di quelli che ci sono lungo i corridori del treno e si siede. Avrebbe potuto rivendicare il suo legittimo posto, chiamare il controllore…Nelle future 6 ore rimane li, muto ma comunque vigile su me e mia madre. Ogni tanto si sgranchiva le gambe andando in bagno o guardando il paesaggio dalla finestra del treno. Solo dopo arrivati a Foggia la gente del nostro scompartimento inizia a scendere e ad andarsene indifferenti, senza neanche salutare. Ognuno con la sua propria vita. Solo dopo arrivati a Foggia mio padre socchiude il suo piccolo posto e si siede vicino a me e mamma. La Signora scenderà poco dopo a Bari non smettendo mai di ringraziare mio padre, eroe per un giorno. In quel giorno capì la grandezza umana di mio padre, della sua profondità d’animo, del suo infinito amore verso il prossimo. Ha ceduto il posto ad un altra persona senza avere nulla in cambio, un gesto istintivo ma di grande bontà. Ed io che a 20 anni compiuti, educatore di azione cattolica, credente e praticante avevo fallito, vittima della durezza del cuore o forse non avevo capito nulla della Vita, di come si ama. In questo mondo tendiamo sempre a pubblicizzare i nostri segni d’affetto, immortalarli con una foto o con un post. Mio padre lo ha fatto in silenzio. E’ un uomo orgoglioso mio padre, come buona parte dei uomini del sud. Ha preferito spaccarsi la schiena in quelle 6 ore di viaggio, nonostante io e mia mamma gli volevamo cedere il posto. Nulla testardo fino in fondo ma con un cuore grande cosi. Un gesto che può valere infinite parole vuote.

E’ un racconto di una piccola situazione familiare che mi è venuto in mente di condividerlo pochi istanti fa perchè è da un giorno che mi pesa un piccolo dubbio, i miei dubbi esistenziali di un acerbo pensatore della vita mi è venuto in mente: meglio una dolce e sorprendete parola o un rassicurante gesto d’amore? Ci penserò un pò…

Buona giornata amici 🙂

Raffaele

Metà

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Questo sono io appena sveglio… yeah!!! 😀

 

Cosa mi succede di così tanto malinconico da lasciare a metà tutte le cose che stavo facendo con serietà e marcata professionalità? Sarà il cambio di stagione: la primavera? Che mi provoca forse torpore nei miei pensieri? Il passato appena passato che si mimetizza nei  rimasugli del presente poco per me indicativo. Un alone di sonno e di impotenza, non stanchezza… tendo ad sottolineare, mi percuote e sacrifica all’altare la mente e il corpo. E l’anima? Eh… risulta dispersa tra gli specchi del mio divenire uomo e adulto, dispersa tra parole di carta bruciata e scolorita. La vita ora mi appare come un grande sogno in cui cimentarsi con cautela e un pizzico di ipocrisia. Libri lasciati a metà, compiti per casa non eseguiti o lasciati… a metà, incontri e appuntamenti sociali lasciati a metà, la mia fede orfana di innocenti virtù soffocata a metà, sete di speranza per un esistenza migliore lasciata a metà? Il mio mondo è diviso a metà: nord-sud, est-ovest. Il bicchiere come lo vedo: mezzo pieno o mezzo vuoto? E’ primavera ma sono ancora rimasto nel mio letargo contemplativo: “Oh per carità basta riflettere sulla mia precarietà morale e disinvolta da quei pochi concetti filosofici ammaestrati… a metà!”

La mattina diviene già, per me ma non solo, la notte di un andare lento e spensierato, una corsa al buio contro metodi poco ortodossi di stare al passo con i tempi… mentre i miei occhi vedono luce vergine e si ripuliscono dalla polvere proveniente dal sarcofago in cui dimoro.

Il sangue continua sempre a circolare con molta cautela nel mio impavido e paffuto corpo, il cuore elabora ancora stagnanti emozioni, la mia mente produce chicchi grossolani di pensieri nevralgici.

E’ meglio lasciare le cose a metà consci di aver comunque iniziato un’opera o non iniziarla proprio mettendo a “soqquadro” la mia buona intenzione di rispondere a stimoli più che altro esterni?

Scusate, ma il mio squillante sbadiglio mi riporta alla mia metodica realtà. Buongiorno o buona serata… come meglio preferite!

Amaro21

Mi devo sfogare un pò! “Non ditemi che…!!!”

Immagine tratta da internet
Immagine tratta da Internet

Scusate cari Amici ma questo post è un modo per sfogarmi,ne ho bisogno. I Negrita per calibrare in modo sereno il mio attuale stato d’animo un po’ turbolento. Dalla loro canzone “Tonight” estrapolo un verso che fa breccia nei miei pensieri: “la Natura mi eccita, l’Uomo mi debilita!” esatto! La Natura e le sue ferree regole di sopravvivenza mi cullano in dolci oblii contemporanei, l’uomo e la sua ipocrisia mi deprime.
Arrivo al nocciolo della questione e per il motivo per cui sto scrivendo questo testo post sbornia emotiva: mi sono stancato che le persone, sia esse amici, parenti, che nei rapporti coniugali, rapporti di fede ecc, tutti si ricordano al “termine di una vita” al termine di una storia, di un cerchio che si chiude solo il male o gli errori che si sono commessi piuttosto del bene, dei bellissimi momenti vissuti in grandi quantità. 1000: 1 = felicità: sbaglio. Perdonatemi la mia inusuale e forse non idonea proporzione ma i numeri rendono meglio la questione. Mi è successo con una ragazza, due mesi di frequentazioni, di baci carezze, abbracci, mano nella mano nelle feste, interminabili attimi a guardarci negli occhi e poi buuuuummmmmm!!!! Inciampi su un dosso ed è finita, la vita mi suggeriscono i Negrita è una “bella canzone” per me un po’ stonata. Un errore eclissa migliaia di momenti indimenticabili… sbaglio sono umano, perché pagare così tanto? Non mi basta il debito che ho con il Destino? Ma lo stesso vale con gli amici: gli doni l’anima, fai pure dei sacrifici per loro, sei felice anche se dentro muori e poi basta un soffio di vento e tutto vola via! La gente si ricorda solo il lato negativo che in specifici circostanze emerge in me. Sono stanco, non sono perfetto, i miei difetti sono i miei pregi migliori, se dovessi contare le cazzate che combino durante una settimana sforerei come minimo le centinaia di unità. Perché? Perché? E Ri-Perché? Si lo ammetto a volte mi do una zappa sui piedi, sono troppo impulsivo e un po’ troppo moralista e materialista… ogni cosa deve avere un senso logico, un nesso, un appiglio concreto e forse per questo che in ambito sentimentale il mio curriculum è solo una pagina bianca. Perché e me lo chiedo,a me stesso, e lo so che non serve ripudiare la razza umana e nello specifico i suoi rapporti sociali… ripudierei anche me stesso. Non mi chiuderò dentro le mura della mia stanza ad ascoltare musica a palla con una melodia triste… non servirebbe a niente, sto generalizzando si ovviamente. Starò più attento e essere più menefreghista, non subire contraccolpi psicologici, partecipare al gioco a testa alta, però più passano gli anni e più rimango deluso dal mondo e dalla persone che mi ruotano intorno. Non voglio essere imperfetti, ma l’ipocrisia è una cosa che non sopporto scusatemi e forse vi sembrerò un ragazzo viziato ma quando non ottengo i miei obiettivi cado giù di morale, sono emotivo. Gli amici, i propri genitori, la tua ragazza o il tuo ragazzo ti devo volare bene sia che il cielo è sereno sia che sia nuvoloso con rischio pioggia, il rischio di cadere ogni tanto, sbucciarsi le ginocchia e ripartire… A proposito si essere imperfetti vado a vedermi la mia Inter!!!! Ahahahah buona serata!!!! 

Scritto Domenica 23 Novembre 2014