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Normalità…

foto tratta dal web

 

Giuliani-Bergamaschi-Gama-Linari-Guagni-Galli…

ehm si scusate, stavo ripetendo la formazione dell’Italia che tanto mi ha entusiasmato nella partita contro l’Australia nel mondiale femminile che si sta disputando in Francia. Una partita memorabile, quelle delle nostre ragazze, che hanno messo tanto cuore vincendo all’ultimo respiro e regalando i primi tre punti nella competizione iridata. Anche mio padre è rimasto felicemente sorpreso dal gioco espresso dalle azzurre, lui che le vedeva per la prima volta giocare e speriamo che venerdi nel match contro la Giamaica resti con me davanti alla tv a soffrire e a sperare in un altro trionfo delle nostre “sorelle d’Italia”

Giornali, media, opinione pubblica… tutti che riscopriamo il vero volto bello del nostro calcio… ma adesso salire tutti quanti nel carro dei vincitori mi sembra un pò prestino… non dite?! Queste atlete non hanno ancora i stessi benefici socio-economici dei colleghi maschi con il raggiungimento al professionismo che sembra ancora un miraggio ed è quello che mi colpisce che nonostante tutte le numerose difficoltà continuano a sognare anche quando i riflettori sul calcio femminile in italia erano spenti e forse non sarebbero mai accesi se non avessero raggiunto la qualificazione ai mondiali dopo ben vent’anni…

è bastato un gol al 95′ per far esplodere di gioia una intera nazione…

Vi prego non strappiamo mai il cielo azzurro intorno a loro, non spezziamo il loro sogno. Il calcio è un gioco universale… perchè vedere una ragazza che insegue un pallone diventi una normalità, una risorsa per il nostro sport…

Anche il rugby al femminile quest’anno ci ha regalato emozioni con lo storico secondo posto nel torneo continentale del “Sei Nazioni…” in una disciplina dipinta solo al maschile…

che tutto diventi normale…

semplicemente…

Forza Azzurre!

Raffaele

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Leggerti… – poesia istantanea

leggerti e crederti sono un riflesso del mio cuore,

ho paura che sia già tutto qui il mio destino.

Non pubblicarmi nessuna emozione,

non ho voce per gridare ciò che nei miei pensieri

ancora non vuol morire. Ho paura che la mia musica

sia per te un eco lontano e disgiunto nella periferia

della tua pelle ben levigata dal tuo sole…

e lo so che sono bravo a scrivere poesie o lunghe litanie

ma sono solo un comico che ha perso la sua

ispirazione,

sei tuoi il mio sorriso,

non serve altro da aggiungere…

 

Amaro

Abbi cura di me…

“Senti San Lorenzo, le chiedo scusa per il disturbo, ma come mai non mi calcoli più? E dove sono finite le tue stelle cadenti, sono due anni che non le vedo, manco usassi il telescopio. E i desideri, i miei, dove li hai nascosti o buttati in qualche parte dell’oceano?”

Quest’anno mi sono sentito avido e impassibile a questa tradizione della lacrime del Santo. Non ci credo e non voglio avere, per il momento, l’innocenza di un fanciullo per credere e sperare in questa notte dove i sogni diventano realtà. Tradizioni e leggende si uniscono per una irripetibile serata del mese di Agosto che ci accompagna alla fine dell’estate. “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono composte le stelle”. E’ una delle più citazioni che amo particolarmente.

A volte, per via del mio decadentismo cronico, mi sento una stella senza orbita, che vaga nel cosmo in cerca di qualche pianeta che si faccia carico della sua imponente mole e accetti la sua gravità emotiva. Ci sono momenti, fasi in qui mi sento un dio, fasi in cui mi sento il nulla eterno. “Up e down” da stabilizzare al più presto. Lo ammetto, sono invidioso delle luci delle altre stelle e questo mi blocca, mi destabilizza. Lascia che la mia anima si pietrifichi e rimane inetta alle avversità del tempo che fu. Ci sono momenti in cui vivo la vita o tutta d’un fiato oppure a piccole e inesorabili sorsi. Ricaricare la mia luce e rimodulare la gravità è ancora possibile. Mi fido di me e della mia parte di attore. Ruoli drammatici o comici poco importa. Serve stabilità, serve controllo e sangue freddo in certe situazioni. Dormire, andare in letargo per giorni è solo un modo per nascondere le mie cicatrici del passato. Abbi cura di me Raffaele…

Raffaele

Agosto 2015

foto tratta dal web

 

Perchè sono un angelo che vaga nel buio in preda a spasmi di illusione, di quella mancata persuasione che crea in me questa ribellione. Perchè sono stanco di vedermi sfuggire incantevoli orizzonti, perchè non ho la forza e la presunzione di rimuovere i tuoi occhi da tutto ciò che in me nutre, ancora tenerezza. Perchè ormai non mi va bene più nessuna maschera che si abbini alla mia ipocrisia e che ti ha portata via da me, via da tutto. Perchè non so più aspettarti e debellare come un virus tutta questa attesa. No… non farai il primo passo. Ne sono certo. Aspetti che mi indebolisco sempre più e ti porgo l’ultima mi ala, sana, rimasta. Perchè il tempo di un nuovo sole, di un nuove tempo, del profumo di un nuovo abbraccio… ora non esiste più…

Raffaele

Instant poem

 

foto tratta dal web

In stato febbrile ormai sono giunto claudicante ad Aprile. Non credo sia venuto al mondo solo per soffrire ma cerco nel mio avvenire un profumo dolce che conservi quei piccoli e minuziosi abbracci ora che sto per rinvenire. Non credo che sia tutto già scritto, che ancora posso e ho il sacrosanto obbligo di cambiare lo spartito di questa invocazione, in azione, un contrasto esagerato da chi mi vuole nudo e sfibrato e chi tra le rose e le sue spine mi giudica ancora amato. Inondato dal profumo dei loro petali, ancora trasandato sudo l’imponderabile splendore nel ritenermi di bassa classe un attore che sappia ancora con clamore emozionare con addosso venti di rancore…

Instant poem… Giovedi 28 Marzo 2019 ore 17.04

Raffaele

Provate anche voi a scrivere una piccola poesia, un piccolo componimento, di getto… come ho fatto io adesso… senza alcuna correzione… lasciar libera la propria emozione…