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Umili servitori

“Servitori dell’Umanità” è una espressione usata da un giovane prete in un video youtube. E’ una bella responsabilità e un privilegio che ognuno di noi deve adempiere nel corso della propria giovane esistenza. Credenti e non dobbiamo essere gocce di acqua pulita, buona e dissetante che irrigano una terra non sempre fertile e pronta ad ospitare nuovi virgulti. Spesso rinuncio all’amore instancabile dei miei familiari o quello sincero dei miei amici… a volte rinuncio all’estrema bellezza di una innocente felicità perchè rinchiuso dentro uno stanza a cui ho strappato via le finestre per paura di dialogare con il mondo…

“Servitori dell’Umanità” con la consapevolezza di accettare la nostra povertà spirituale e di vivere in quella umile umiltà d’animo… fuoco ardente dei nostri cuori…

Buona Vita

Raffaele

Non credevo…

foto tratta dal web

 

Non credevo che la Felicità volesse significare impegno e dedizione. E’ un talento che va conquistato giorno dopo giorno senza il fardello delle nostre ansie quotidiane. Essa non va cercata alla luce del sole ma nella penombra, nei luoghi più nascosti del nostro pensiero. Essa va conquistata perchè non è gratuita, non si trova nelle bancarelle dei supermercati a prezzi scontati. Credevo fosse naturale essere felici ma la sua naturalezza va cercata nel perdono e nell’autenticità delle nostre debolezze e di una vanitosa fragilità… non è l’evoluzione imperiosa del nostro tempo, semmai la sua stessa e identica copia, il suo lato migliore o la sua parte più nascosta e imprevedibile… si perchè fin quando non apriamo con stupore le porte del nostro cuore non sapremo mai in che forme e orizzonte lei si presenterà da noi…

Raffaele

Consapevolezza…

Non sapevo bene come intitolare questo post sinceramente e nemmeno di riuscire a trovare le giuste parole. Ieri seconda diretta Instagram. Parlavo della mia passione per la scrittura. Volevo raccontare la mia Vita, i miei pensieri… riuscire a portare sul quel piccolo riquadro del cellulare la mia immagine per comunicare. Non ci trovavo, non ci trovo e lo ribadisco a distanza di 24 ore nulla di male. Purtroppo solo un utente o quasi ha seguito la mia diretta, la mia chiacchierata. Mi sono ritrovato a parlare da solo per dieci minuti. Ho dovuto interrompere prima perchè la delusione è stata tanta benchè io avevo fatto degli avvisi sulle mie storie. Amici che si collegavano solo il tempo di vedere il mio bel faccino e poi niente… mi ritrovavo solo con le mie parole. Volevo fare uno step aggiuntivo, un piccolo esperimento per portare la mia poesia su un livello che non ho ancora raggiunto. L’ho fatto perchè mi piaceva, perchè è il bello di far volare le mie parole al di là di un piccolo pezzo di carta senza avere la minima presunzione di apparire o mettermi in mostra… anzi la diretta mi ha permesso di sconfiggere la mia timidezza. E così niente ho resettato il mio profilo e ho ricominciato da zero… non volevo più sentire parlare dei Social… è tutta illusione, è tutta apparenza ma in realtà non ho ben capito le dinamiche del gioco… forse questo nuovo esperimento non ha trovato riscontro perchè non è nato il giusto feeling tra i miei amici. Dovrei trovare i miei stessi simili che condividono il mio stesso pensiero. Forse non è la diretta Instagram il modo più lineare e corretto per esprimermi e dare vita alle mie poesie, facendo il passo più lungo della gamba. Ho ancora l’amaro in bocca al pensiero delle 0 visualizzazioni… e sono indeciso se continuare la mia rubrica “scusate il disturbo” con il rischio di diventare una barzelletta o rinunciare, scendendo da un palco che non mi appartiene. E’ vero… ho solo 200 followers ma mi sento ibrido, sospeso nell’incertezza di una mia forte passione… forse non sono queste le cose importanti della mia Vita, forse dovrei prenderla un pò tutto alla leggerezza e fregarmene o avere una estrema pazienza ma sono un ragazzo molto sensibile e mi basta una piccola goccia di pioggia per scatenare in me un violento temporale.

questa mattina, grazie al sostegno di tre miei amici ho ripreso a scrivere e a ripubblicare i miei scritti… ci riprovo… sono testardo e credo che sui Social ci sia un posto per la poesia… spero di non sbagliare…

Buona Vita

Raffaele

Perdonaci

La morte del giovane Willy ci insegna che le nostre lacrime sono anime che incarnano la nostra coscienza, che le nostre lacrime hanno il potere lenitivo, come piccole gocce di rugiada del mattino alle porte della primavera, di sbiadire l'ombra corrosiva e persuasiva del male, che le nostre lacrime possono inghiottire quel riflesso di luce bianca, vergine, pulita, spoglia del suo abito elegante che il giovane ragazzo ci ha lasciato in eredità,

che la nostra eternità ci insegni a riconoscere nel solstizio dei nostri pensieri a riconoscere il vero profumo della giustizia...

...perchè nonostante la nostra pietrificata pietà conserviamo piccole lacrime su cui battere violentemente i pugni sul nostro petto...

Raffaele
foto tratta dal web

 

Che ne sarà di noi se proverò a partire,

confluire, lontano dal perdono dei tuoi occhi

antichi, per lenire il tuo dolore?

 

Mal comune.

 

Periferie indiscrete, segrete, concrete

azioni verbali, veniali come i ricordi che

non ci lasciano soli, sperduti nel cielo.

Venduti in ossidate emozioni.

Sigaretta accesa,

la tua mano sulla mia…

è ora di partire, piccola mia.

 

Amaro