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Timidamente Felice…

foto tratta dal web

 

Mi permetto di esprimere un piccolo pensiero, ispirato ieri dalla lettura di un post di Laura, una blogger di cui ammiro le sue poesie e ogni sfumatura di ogni sua parola, circa la definizione di Felicità. Non provo a sentenziare con ambiti filosofici che non mi appartengono nella mia modesta cultura ma semmai  ad esprimere appunto una mia considerazione su questo concetto così a noi caro e visto che ahimè è  solo un piccolo scoglio con cui aggrapparci fedelmente in questo periodo di profonda riflessione, visto anche il periodo cristiano che stiamo vivendo…

In questo momento cerco di essere timidamente speranzoso e questa speranza leviga un pò di felicità messa al riparo nelle mie stanze del cuore e pronto per santificarla quando questo temporale avrà smesso di lacerarci la pelle di gocce acide e polverose… Sono timidamente felice perchè in questo momento sto riscoprendo me stesso attraverso la quotidiana mia immersione nella scrittura, nell’ascolto della radio e della musica e nella famelica voglia di immergermi in nuovi racconti e nella silente preghiera… sono timidamente felice perchè in questo periodo in cui non lesino di certo preoccupazioni e paure mi sento un pò leggero… perchè ho a che fare con il tempo e lo guardo finalmente in faccia senza aver paura del mio aspetto un pò caotico e trasandato… perchè la Felicità è spogliarsi dei propri abiti, denudarsi di ogni loquace fragilità, è il tentativo testardo ma coraggioso di provare a saltare da un dirupo senza mai guardare il vuoto e fasciarmi ancor prima le mie ferite che comunque mi faranno sentire più umano… ho bisogno in questo periodo di essere timidamente felice perchè io stesso voglio essere il fuoco che illumina la mia vita o forse una piccola e tenace fiammella che non vuole spegnersi neanche sotto una fitta pioggia di incertezze. Perchè essere timidamente felice vuol dire rompere ogni legame con il mio tempo, essere io stesso il ritmo e il battito che la Vita mi chiede di essere, essere quel pezzo di stoffa benchè scolorita che rattoppa quei miei pensieri lacerati del passato e che mai ho davvero amato, essere quel piccolo pezzo di cielo stellato ora che la primavera ci ha accolto, anche se il risveglio del mondo lo vediamo solo attraverso le finestre di casa…

Mi permetto di essere timidamente Felice, perchè crediamo che solo l’eternità conservi il privilegio dell’infinito… e questa Vita nella sua imprevedibilità orchestrata dal destino non ha almeno residui o filamenti di eternità in virtù del fatto che ogni prossimo passo sarà invisibile un pò come i sogni  ai nostri occhi?

Buona Vita

Raffaele

puoi…

Puoi mancarmi di rispetto, sul mio volto compare la neve dell’inverno e la muscolatura diventa rigida e anche far nascere un sorriso diventa una guerra e una lotta tutta da vincere,

puoi credere che il mio specchio dica falsità, che la mia immagine riflessa sia solo un passo eterno verso nuovi lineamenti ancora incompresi dal mio pensiero inquieto e che aspetta il suo turno per ritornare bambino e sporcarsi di quella innocenza a cui ora non so dare un codice identificativo, un nome o un punto di partenza…

puoi anche pensare che io sia del tutto marginale con questa esistenza che ha le sembianze di un quadro di Picasso e la ricerca di sentimenti e lineamenti morbidi diventa un lavoro solo per pochi, quelli che ancora conoscono le serrature del mio cuore, la mia porta rimane socchiusa non serve certo molta forza per entrarci dentro… questo vento di vetro mi fa perdere l’orientamento, ho il cemento sotto i miei piedi… dovrò camminare solo con l’immaginazione… buona fortuna…

Raffaele

Normalità…

foto tratta dal web

 

Giuliani-Bergamaschi-Gama-Linari-Guagni-Galli…

ehm si scusate, stavo ripetendo la formazione dell’Italia che tanto mi ha entusiasmato nella partita contro l’Australia nel mondiale femminile che si sta disputando in Francia. Una partita memorabile, quelle delle nostre ragazze, che hanno messo tanto cuore vincendo all’ultimo respiro e regalando i primi tre punti nella competizione iridata. Anche mio padre è rimasto felicemente sorpreso dal gioco espresso dalle azzurre, lui che le vedeva per la prima volta giocare e speriamo che venerdi nel match contro la Giamaica resti con me davanti alla tv a soffrire e a sperare in un altro trionfo delle nostre “sorelle d’Italia”

Giornali, media, opinione pubblica… tutti che riscopriamo il vero volto bello del nostro calcio… ma adesso salire tutti quanti nel carro dei vincitori mi sembra un pò prestino… non dite?! Queste atlete non hanno ancora i stessi benefici socio-economici dei colleghi maschi con il raggiungimento al professionismo che sembra ancora un miraggio ed è quello che mi colpisce che nonostante tutte le numerose difficoltà continuano a sognare anche quando i riflettori sul calcio femminile in italia erano spenti e forse non sarebbero mai accesi se non avessero raggiunto la qualificazione ai mondiali dopo ben vent’anni…

è bastato un gol al 95′ per far esplodere di gioia una intera nazione…

Vi prego non strappiamo mai il cielo azzurro intorno a loro, non spezziamo il loro sogno. Il calcio è un gioco universale… perchè vedere una ragazza che insegue un pallone diventi una normalità, una risorsa per il nostro sport…

Anche il rugby al femminile quest’anno ci ha regalato emozioni con lo storico secondo posto nel torneo continentale del “Sei Nazioni…” in una disciplina dipinta solo al maschile…

che tutto diventi normale…

semplicemente…

Forza Azzurre!

Raffaele

Evadere

foto tratta dal web

 

Perchè siamo costretti, ogni giorno, dopo una doccia, dopo un caffè, dopo aver fatto l’amore, dopo una sigaretta, dopo una gita fuori porta, dopo l’esultanza per un gol all’ultimo minuto… perchè siamo costretti ad evadere da noi stessi? Cosa è quella forza propulsiva che ci spinge ad uscire dai nostri confini nella speranza, flebile, di scovare nel tempo perduta una vita parallela con cui attingere nuove forze e nuovi sogni? Ed è un pensiero, il mio, che proviene dopo intense riflessioni ad osservare, lenire la mia anima che ancora cerca una risposta dal mio cuore… ma se siamo fatti “dalla stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” allora implica che noi stessi siamo una realtà subordinata da essa stessa… ed è bello quando penso che magari la notte trovo riparo nei pensiero di una persona a me cara… a volte penso che ogni mia azione deve essere propedeutica nel sogno che un giorno diventerò… ed è una bella responsabilità, allora, essere elementi cardini per una nuova esistenza che si genera in continua evoluzione ad ogni gesto d’amore che porta il nostro nome… eludere la mia realtà così…

senza troppi pensieri…

Raffaele

Ciao!

foto tratta dal web

 

Ciao! Di che colore sei oggi?

Sarebbe bello usare questa espressione tra di noi. Perchè ogni essere umano, ogni creatura ha delle sua tonalità. Siamo un complesso melodico di sfumature, di intrighi. Siamo l’armonia di colori lucenti o intrisi di melanconia. Basta un abbraccio, una carezza, un bacio e il nostro mondo si colora con tutta quella originalità che il nostro pensiero che si specchia sin dal mattino può produrre…

Oggi sono incavolato nero!

Oggi mi sento vivace e splendente come una rosa rossa!

Oggi mi sento poetico come un cielo blu!

E via così…

sarebbe bello che in un mondo pervaso di pessimismo e ogni sorta di cattiveria e maldicenze elargite con troppa eleganza parlare a colori…

E tu… di che colore sei?

Raffaele