Archivi tag: espressione

Un’arte non capita…

La nostra Politica italiana è stata sempre per me una forma estrema di espressione artistica che sin dall’adolescenza mi ha incuriosito e a tratta affascinato ma purtroppo nell’ultimo periodo sto facendo fatica a comprendere i suoi lineamenti e suoi colori. La politica italiana sta diventando sempre di più come il gioco degli scacchi, vince il tempismo, la razionalità, chi fa meno errori, chi si espone di meno alla logica del proprio avversario. La politica non è più il luogo del sentimentalismo, del romanticismo. Ognuno rompe i propri schemi, la propria concettualità in base ai propri umori e non in base al percorso del destino. La Storia non sembra più essere scritta dalle idee ma da una smania di apparire il più perfetto possibile agli occhi del legislatore e dell’intera comunità che ahimè cambia indirizzo politico con la stessa velocità con con cui si cambia i propri calzini, i propri indumenti.

Sono deluso dagli attori della scena politica italiana. Non comprendo più la trama, non rido e non piango più alle loro battute. Un film muto o con le stesse e ripetitive scene. Eppure ora i mass media sono il veicolo principale con cui fare questa Arte, con cui esprimersi e dialogare con i propri fedeli votanti. La politica che riempie i nostri programmi televisivi per il mercato audiovisivo ne ha bisogno specie in questi momenti.

Le parole e i gesti che diventano freddi e monocolori. Una unica spartitura. La stessa musica. Una voce fuori dal coro e via al valzer dei sondaggi per l’imminente votazione.

Ed io che continuo ad informarmi, a leggere e a capire il nesso di questa crisi.

E proprio ora io cerco una nuova direzione, una nuova rotta da intraprendere, da esplorare,

questa volta per non rimanere, ancora una volta deluso… aspettando di appendere un nuovo quadro alla mia lunga collezione di opere ed espressioni artistiche…

Raffaele

Non credevo…

foto tratta dal web

 

Non credevo che la Felicità volesse significare impegno e dedizione. E’ un talento che va conquistato giorno dopo giorno senza il fardello delle nostre ansie quotidiane. Essa non va cercata alla luce del sole ma nella penombra, nei luoghi più nascosti del nostro pensiero. Essa va conquistata perchè non è gratuita, non si trova nelle bancarelle dei supermercati a prezzi scontati. Credevo fosse naturale essere felici ma la sua naturalezza va cercata nel perdono e nell’autenticità delle nostre debolezze e di una vanitosa fragilità… non è l’evoluzione imperiosa del nostro tempo, semmai la sua stessa e identica copia, il suo lato migliore o la sua parte più nascosta e imprevedibile… si perchè fin quando non apriamo con stupore le porte del nostro cuore non sapremo mai in che forme e orizzonte lei si presenterà da noi…

Raffaele

Ricordi

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Sabato pomeriggio ho vissuto un bel… pomeriggio, di ricordi immensi, di sensazioni un pò malinconiche del tempo che fu. Sono ritornato nel luogo della mia felicità adolescenziale, per fare animazione con i ragazzi delle elementari sostituendo un educatore indisponibile per quel giorno, li in qualche piccola stanza dove la mia felicità per ben dieci anni ha vissuto serenamente. E’ la “Saletta” un luogo della Chiesa, della nostra Parrocchia, adibito per giochi e svago dopo gli incontri di Azione Cattolica. Partite infinite di biliardino, di ping-pong, di calcio balilla, forza 4, partite infinite di briscola o di qualche gioco di società… tutto a distanza di tre anni dall’ultima volta che ci sono stato sulla saletta è rimasto, quasi, come una volta. Non serviva uscire fuori paese o andare sempre a mangiare una pizza in qualche locale del nostro paese. Era un nostro riparo, una protezione per la nostra felicità, specie nei giorni di inverno. Subito dopo la messa della domenica sera venti ragazzi affollavano la saletta, ma non solo, la usavamo per stare insieme anche nei giorni feriali e c’è chi portava libri di scuola per studiare e fare i compiti, “basta stare insieme”, era il nostro motto… una volta addirittura ci siamo visti un derby Milan-Inter. Io portai il decoder per vederci la partita, un tifo da stadio. Quanti amori sono sbocciati in quel posto, quante storie nate in quei piccoli spazi. Quanti bei momenti, e scusate se la mia scrittura non è proprio esaustiva, ma ogni mio pensiero è intrappolato nel mio cuore e non vuole proprio uscire per paura di subire lo sbalzo di temperatura con la realtà di oggi.
Troverò di sicuro, una buona scusa per ritornarci sabato prossimo… proverò a ritornare quello che ero, senza dimenticare di quello che ora sono… 😀
“Non esiste separazione definitiva finchè esiste il ricordo” I. Allende

Buon inizio di settimana!

Raffaele