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Andrà tutto bene…

foto tratta dal web

 

Andrà tutto bene…

doveva essere un inno di speranza non solo per noi italiani ma anche per l’Europa, la culla della civiltà e della solidarietà fraterna tra i popoli.

Invece rimango deluso e sorpreso. Noi giovani che abbiamo sempre visto l’Europa come una famiglia essa è diventata orfana di quell’amore che ci ha visti uniti negli anni passati.

Dove sei?

Se sei nata solo per interessi economici o per evitare guerre e non per amare ogni tuo cittadino in difficoltà… allora che senso ha che tu esista?

Ognuno allora gestisca questo periodo nero cercando una luce tra i propri confini, perchè quelli altrui sono ben chiusi ermeticamente…

perchè è anche vero che il contatto fisico è vietato di questi tempi ma l’uso del cuore quello no!

Non siamo soli cavoli!

Perdonatemi per questo mio pensiero…

Raffaele

Dove sei finita? parte seconda

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Tra i libri di scuola sembravi un’opera mitologica. Una eroina che ci ha salvati da ogni forma barbara e corrosiva della dittatura, da graffi umilianti a questa docile e indifesa nostra umanità. Sembravi essere scultorea e invincibile e ogni goccia del tuo principio fondatore diventava un oceano in cui spiaggiarsi dolcemente mentre accarezzavamo con cura le onde melodiche del tuo credo. Sembravi essere premurosa ai dolori di questo tempo azzoppato dalla troppa voglia di scalare pensieri ancora impervi, perchè la bellezza del bene comune è avere un ventaglio di opinioni da baciare delicatamente con quell’aroma da caffè appena svegli e sorseggiare anche le diversità adagiate come marmellata su questi pensieri croccanti ma troppo friabili…

ma ultimamente abbiamo bisogno di digiunare, di avere la mente occupata da spiragli di venti gelidi e polverosi… troppo zucchero ci ha fatto male

perchè ahimè il rischio è forte ed è quello di strapparci di dosso questo vessillo di libertà e vedere solo gli stessi tramonti autunnali come un colpa netto allo stomaco all’improvviso…

senza fiato…

abbiamo ancora tanta fame…

Raffaele

Dove sei finita?

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Dove sei finità? In quale angolo oscuro di una abusata e sfruttata coscienza ti hanno incatenata? Perchè viviamo ora di confini e muri di spine che di trincee della prima guerra mondiale… non è che dobbiamo aspettare un altro conflitto per seminare lacrime di pace e contare la ragione di un cuore che ora batte a tempi stonati e disordinati?

Perchè la colpa di questa desertificazione non è da imputare a sovranisti e nazionalisti perchè ognuno di noi, anche il più splendido e vigoroso europeo dovrebbe rivedere le dimensioni della sua parola e rivedere, semmai, l’incompiutezza delle sue opere. Perchè non basta sventolare questa bella bandiera blu e la lucentezza delle sue stelle ad ogni evento che ci unisce ma semmai sventolarla con orgoglio quando l’odio di una assurda ipocrisia vuole picconare quella scarna libertà che ci è rimasta. Non facciamo gli eroi contrastando il vento di un nuovo pensiero, ma gli umili perchè ci sono più trincee oggi… e per non mandare all’aria, come uno scoppio improvviso il sacrificio anche vitale di chi ha lottato per questa casa e bene comune. Siamo la fonte di questa infezione, siamo anche la via di trasmissione…

e ancora non si vede una bella medicina che ridia salute e coraggio al nostro continente…

Ammettere che la strada di crescita e redenzione intrapresa non è quella giusta, ammettere che ognuno di noi antepone ogni forma di benevolenza reciproca alla preoccupazione, il mattino, se ha piovuto tanto nel suo orticello…

ammettere che il nostro bene comune non è poi così speciale come lo si crede studiando a scuola…

quante ancora brutte copie di essa dovremmo cestinare?

Raffaele

La vera Europa è differente, la mia…


 

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La vera Europa è differente mi spacca lo stomaco e la mia mente

e non credo sia pertinente divulgare

crude realtà alla povera gente

che non sanno dove andare

sfidare con una dose di veleno la sorte 

per poi abbandonare i loro sogni in una stiva

saliva voglia di gridare infinita

cancellare con una matita questa storia stronza infinita.

I potenti in preda ai loro bisogni evanescenti

sangue innocente di chi mai mente.

 

La vera Europa è differente nessun vomito incontinente

ma il presente fa il balordo

il tempo è un insipido brodo.

Incoerenza di opinioni mostrateci i vostri co…..

potremo perfino crederci

eretici nel professare corpulente religioni

ma la lente che Qualcuno lassù vi guarda è guasta.

Alzare la testa, mi viene il mal di testa

di una terra che si presta a facili sussulti d’animo

e che non si appresta a conservare un cuore sano…

rancore che la verità sta solo nel DNA

di falsi cultori di pace, la loro anima puzza di antrace.

Incubo infinito 

finito nel pattume, barlume di speranza, fede e arroganza

quote fuori quota c’è chi si lava le mani

con incandescenti e fresche lacrime.

Raffaele

Ecco questa poesia da me scritta risale a tre anni fa e pubblicato sul blog… scritta di getto e di impeto… e a distanza di tempo l’ipocrisia e il finto buonismo smascherato da relazioni di circostanza non sono passate di moda…

C’è chi si veste splendente del canto e dell'”inno alla gioia” ma poi…

Stiamo in attesa di una prima mossa, come una partita  a scacchi, verso una giusta umanità… ma chissà quanta attesa dovremmo assorbirci, non solo noi…

Raffaele

Speranza… dove sei?

foto tratta dal web
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“Francamente dopo l’esito del referendum e la vittoria della Brexit mi sento confuso e stordito, questa mattina, dai botti e le scosse di una nuova ideologia politica, di un nuovo pensiero ipocrita che latita nell’osservanza rispettata di un futuro che mai più ci inonderà di serenità e lieta bellezza. Un Europa in cui i singoli Stati al posto di adoperarsi concretamente, con proclami e summit, nell’esigere e predicare una speranza per un mondo migliore la detronizza e la esorcizza con proclami che lasciano parole per far giocare solo il vento. Tutti paroloni per dire che mi sento stanco di essere partecipe di questa strana rivoluzione, di questo momento storico intriso di tristezza… tutto passerà…
Buongiorno :)”

Questo è il testo di un messaggio rivolto a un mio caro amico tramite, un’ora dopo aver saputo della notizia… all’incirca intorno alle 9 e dopo aver spulciato, di qua e di là nei vari programmi di approfondimento alla tele.

Ho sempre studiato a scuola, e poi leggendo sui giornali la bellezza e la potenza unifica dell’Unione Europea. Io da cattolico praticante, vedevo incarnate nell’Europa i valori tipici che dovrebbero essere della cristianità tra cui spicca la fratellanza. Un interpretazione reale di un interesse comune, di una condivisione di ideale, di un pensiero che si intrecciava in diverse sfumature e che parlava comunque la stessa lingua. La “Brexit” deve essere una scossa che non deve vanificare tutto quello di buono che è stato fatto negli ultimi anni. Che cosa è questo nuovo populismo?!  Viva la democrazia, certo, ma se si parla ponendo il “Noi” davanti al proprio intimo ego allora si. Lasciate votare secondo la propria coscienza. Poi il terrorismo, l’immigrazione hanno fatto vacillare la stabilità politica dell’Unione. Al posto di unirci, ci siamo divisi, piangendo e unendo le nostre lacrime solo di rado e in precisi momenti. Ognuno che pensa al proprio orticello, che scalza via dal proprio confine l’idea di un futuro insieme. Mi rifiuto all’idea di una imminente disgregazione di questo sogno… voglio ancora sognare…

Buon fine settimana

Raffaele