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Ripartire da noi Peccatori…

La Chiesa dovrebbe ripartire da noi fedeli, da noi poveri peccatori.

Penso a tutti quei laici che dedicano buona parte del loro tempo al servizio della Chiesa.

Il suo Messaggio di Evangelizzazione sta trovando delle difficoltà, sta rallentando la sua efficacia e fa fatica ad entrare nel cuore dei giovani.

La Chiesa ha troppi peccati che ha cercato di nascondere sotto il tappeto. E’ diventata sempre meno umile e servitrice perdendo la sua originale vocazione.

I numerosi scandali che hanno coinvolto i “piani alti” della Chiesa hanno reso poco credibile il suo compito di portatrice del messaggio d’Amore e di Salvezza. Non lo è più credibile soprattutto per i giovani che ora cercano la mondanità rispetto alla preghiera.

La Chiesa non è più credibile ed è ora che si prenda una pausa di silenzio e di raccoglimento. Cercare di trovare quella Luce che sulla via di Damasco ha cambiato la Vita di un suo illustre protagonista.

Le crisi vocazionali, la non più efficace proposta di Spiritualità ci sta portando via via verso una Società che non ha più bisogno di Dio. Una Società “Self-Service”.

Ripartire da quei pochi fedeli che ancora si accostano, ogni domenica, all’Eucarestia con il cuore ancora limpido e innocente. Una Chiesa che non dimentica la sua Storia e le sue origini ma che non conservi appieno quella parte Conservatrice che non rispecchia più il destino del nostro Tempo. Una Chiesa che si affacci senza paura al Nuovo Mondo contemplando le nuove sfumature di questo nostro Cielo che richiede una Verità che aiuti i nostri battiti del cuore ad avere un loro lessico.

Una Chiesa che riparta da quei Giovani che nonostante tutto continuano ancora a Credere nel suo Mistero e nella sua Storia. Quei Giovani di cui la loro Fede è un grande atto d’Amore da non disperdere e dimenticare attratti da inutili e puerili ricchezze mal comprese. Ripartire dal loro “Si!” quotidiano a Gesù.

E a loro e a tutti i Laici di buona Volontà che la Chiesa deve nutrire quella Speranza dispersa e non consacrata per poter continuare ad essere fuoco vivo per la nostra intera Umanità.

Raffaele

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Credo molto, da Cristiano, al Sacramento della Confessione.

Mi è capitato ieri pomeriggio di confessarmi, di purificarmi, di dare una lucidata alla mia anima che per almeno per un pò aggiornerà i battiti del suo cuore.

La novità che ti provoca questo Sacramento è un nuovo respiro, una nuova forma di libertà e di limpidezza.

Siamo essere umani e di natura peccatori, nulla di nuovo ma ricevere la Misericordia del Signore è un bene che un fedele non può rinunciare.

A volte mi capita di tradire la Fiducia del suo Amore, dei miei familiari e dei miei amici. Decido di vivere e di dimorare nei miei tramonti e di eclissare ogni forma di felicità spegnendo ogni forma ribelle della Bellezza della mia Vita.

“Anche Giuda, scelto da Gesù, lo ha tradito…” Riflessione del mio Parroco.

Ogni giorno siamo chiamati alla Conversione: un abbraccio, una carezza sono tutte forme d’amore che ci spingono ad evangelizzare il Suo Amore.

E quando si riceve il Perdono è un pò quando si riceve un lungo e interminabile richiamo all’Esistenza.

Ogni Vita ha al suo interno un’altra Vita…

Raffaele

… secondo la Tua Volontà.

“Avvenga per me secondo la Tua Parola.”

Un Si, un atto di fiducia che ha cambiato le sorti della nostra Umanità.

Un Sì sincero, coraggioso e non articolato e complesso. Maria che dal quel momento accetta di avere in grembo e poi di accudire il futuro Messia fa un atto di coraggio, per lei piccola donna scelta da Dio tra le tante per annunciare la venuta di Suo Figlio.

Questa mattina scherzando con un mio amico dopo un altra piccola delusione amorosa gli ho detto e comunicato che avrei rinunciato per un pò all’amore e che mi sarei dedicato, anima e corpo, alla preghiera e al mio oratorio. Ma mi accorgo che dietro questo pensiero ci sia nascosta una piccola e flebile Verità. In questi giorni in cui abbiamo fatto pochi allenamenti con i miei ragazzi della mia squadra di calcetto ho potuto riscoprire la voglia di partecipare quotidianamente all’Eucarestia nella mia Parrocchia. Mi sono preso un impegno con la mia spiritualità di cercare di essere più costante e assiduo nella mia preghiera, di darle un volto giovane nonostante tracce di mia nudità che ogni tanto eclissano quella Luce che illumina il mio mattino.

Lo so e lo si evince anche qui nel blog la costanza non è il mio forte ma mi sono promesso che ogni giorno, nel mio piccolo, non rinunci a dire di Si al Signore, di essere e dimostrarmi per una volta tanto con me stesso coraggioso delle conseguenze di questa mia affermazione. Maria è diventata Beata perchè non si è sottratta alla Sua chiamata ed io che molto spesso faccio finta di non sentire la Sua Voce e di non ringraziare la sua Misericordia che mi fa ancora essere testimone, anche attraverso il ruolo di educatore, del Suo Amore.

Lo so non sarà facile perchè i miei occhi saranno ricoperti dal quel velo che solo la mia ipocrisia mi impedisce di vedere al di là di ogni timida bellezza, perchè ho paura che il mio cuore non sia ancora pronto ad accogliere quella chiamata che può dare un senso alla mia felicità o a una mia lacrima.

E in parte mi sento in debito con la Vita. Mi sento un ragazzo fortunato e in qualche modo vorrei ricambiare questa fiducia smisurata che lei, in maniera del tutto gratuita, mi ha donato quel giorno di trenta tre anni fa.

Buona Vita.

Raffaele

La Pienezza.

Andare o no in Chiesa.

La mia lunaticità che prende il sopravvento. Come al solito, come sempre.

Ma poi ho deciso di andarci. Di dimostrare a me stesso che voglio fortemente lasciarmi ammaliare dal suo Amore, come non ho mai fatto fin d’ora. Di dare un seguito alle mie quotidiane preghiere, alle mie invocazioni in questo tempo di sofferenza.

Ho partecipato poco fa alla Via Crucis. In silenzio, cercando di non inoltrarmi nessuna distrazione.

Ad ogni stazione il nostro parroco ha messo delle piccole riflessioni, pensieri di alcuni bambini, con le loro storie, le loro paure.

E’ stato un momento bello e intenso.

Da rivivere già venerdi prossimo… e no… non saranno i miei pensieri pigri e pesanti che mi faranno allontanare da Te!

Raffaele

E’ il momento del coraggio.

Questo pomeriggio avrò un impegno. Una visita medica che mi impedirà di partecipare al rito delle Ceneri nella mia Parrocchia. Peccato. Questa mattina nella mia breve preghiera ho chiesto al Signore di farmi vivere questo lungo momento di penitenza come una forma vera e autentica di coraggio. Nel mio piccolo, a conclusione della Quaresima, vorrei sentirmi purificato con le mie paure, le mie vertigini che si trasformeranno come riflessi di luci del mio mattino che mi accoglie nella sua limpidezza. Senza più colpe e stupide e imbarazzanti scuse.

Mi sento bene, ora. Perchè attraverso la preghiera ho ritrovato parte del mio equilibrio e non è facile visto che ogni giorno, per me, è come evadere dalle mie origini, incrostarmi nel mio passato.

Ma vorrei che questa Quaresima non sia solo una sommatoria di giorni di preghiera ma un periodo, semmai, dove mi confronto, anche duramente con la parte più irascibile e che tende a bloccare ogni parte più bella di me. Confrontarmi con le mie parole, un pensiero che avrà sete del mio cielo, un passo di danza mentre gioco con il mio cane in giardino senza il timore di confrontarmi con le mie ombre del domani.

Ritornare a guardarmi nel fuoco vivo della mia Felicità, niente di più senza chiedermi costantemente “Come stai?”

Raffaele