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Attesa

Sto cercando di godere appieno questo Santo giorno. Non vedevo l’ora questa mattina di alzarmi dal letto per recarmi in Chiesa e vivere intensamente la celebrazione Pasquale. Ho assaporato ogni suo istante e sono tornato a casa con una nuova e rinfrescata spiritualità. Purtroppo la mia Quaresima è stata irta di insidie, un cammino denso di ostacoli. A tratti ho provato smarrimento e angoscia. Ho perduto il mio orizzonte, la bussola della mia anima mi indicava vie sconosciute. Ho costeggiato traiettorie infette. Il mio percorso di avvicinamento alla Santa Pasqua si è rivelato ricco di insidie. Proprio nel momento della mia salvezza, un pò come Simone di Cirene, nel dover portare anche per un solo istante la Croce di Cristo, io mi sono bloccato, li fermo sul ciglio della strada ad aspettare. I miei battiti del cuore si sono calcificati. E’ stato come se la mia Fede si fosse spenta proprio nel momento in cui dovrei seguire la luce del Risorto. Mi sono spento con un semplice vento dell’indifferenza, è bastato un piccolo momento effimero. Una nuvola grigia è passata sopra il mio cuore è ha occultato le mie impronte di redenzione consacrate sin dai tempi dell’oratorio. Il mio tempo è fuggito, via verso ignote destinazione. Ma nonostante ciò il Signore oggi mi ha teso la mano e nel giorno della sua Resurrezione io vissuto un nuovo Orizzonte. Sarà stato solo un momento di debolezza, la mia spiritualità in questo momento di conversione mi ha messo alla prova e io non ho risposto presente, isolandomi dalla sua Parola. Ma oggi i miei occhi sono pervasi da dolci lacrime di seta che spero disegneranno un nuovo inizio….Non mi sento più così solo, il mio cuore ora sorride di nuovi colori.

“Amare dopo avere pianto…”

Buona Pasqua a tutti

Buona Vita

Raffaele

Osservo

Mi capita spesso nell’ultimo periodo quando mi reco a Messa per qualunque tipo di funzione religiosa di osservare il comportamento dei fedeli durante la preghiera, il silenzio o il momento di adorazione. Scruto i loro sguardi, i loro volti rivolti verso una speranza, un atto di fede che possa squarciare e dare linfa alla propria esistenza. Scruto la loro postura, le loro movenze e mi chiedo costantemente quali sono i loro desideri che portano nella più assoluta povertà davanti al Signore. Vorrei entrare abusivamente nelle loro vite e trovare un senso che mi ricolleghi in maniera conservativa alla mia di esistenza, vorrei bussare alle porte dei loro pensieri ma non potrei… la preghiera è un luogo intimo e riservato accessibile solo al mistero di Dio. Forse ho peccato nel desiderare ciò, forse ho peccato nella mia di curiosità del tutto innocente ma davanti a Lui siamo così fragili, uniti nella compassione di quei momenti che sembriamo nella nostra diversità missionaria così simili creature che provo tenerezza e amore fraterno affinchè i miei occhi vedano la clandestinità del cuore dei fedeli…

Raffaele

Sono qui

Sono qui. Seduto sul divano vicino a mia madre accanto al fuoco che mi riscalda nella forte umidità della stanza vicino alla cucina dove ora vi scrivo. Fra poco mi dovrò preparare: devo andare in chiesa per la Messa delle Ceneri. Oggi ho deciso che inizierà il mio nuovo anno. Un vero cambiamento nello spirito dopo i 47 giorni dal Capodanno che mi ha visto fare una lunga lista di nuovi propositi. Oggi per noi cristiani inizia un cammino di penitenza ma anche e sopra tutto il periodo della purificazione dell’anima, un lungo cammino di conversione, un lungo cammino di riflessione. Un deserto che ci vedrà fare e mi vedrà fare i conti con i miei peccati. Ho deciso che questo percorso di fede dovrà essere all’insegna della povertà. Resettare tutta quella parte di me eccessiva e ingombra, pesante e effimera e a tratti veniale. Non saprei spiegarvi meglio questa mattina dopo che mi sono recato in parrocchia per un momento di adorazione eucaristica ho deciso così. Che non vuol dire che mi spoglierò della mia solarità e di quella vena poetica ben visibile anche qui sul blog, ma semmai un approccio più mite verso la mia esistenza. Non devo salvare la mia anima e nemmeno auspico di diventare in futuro un santo. Battermi forte il petto se un giorno ho rifiutato un gesto d’amore, se ho rifiutato un sorriso materno… e so che non basterà partecipare a tutte le funzioni liturgiche di questo periodo quaresimale. Non devo firmare nessuna presenza, solo quella del pensiero e del mio cuore. Ma provengo da un periodo in cui mi sono abbuffato di piaceri e ho abusato dell’eccessivo amore del Creato senza che potessi, per pigrizia, donarli nulla in cambio. Un periodo di purificazione, di osservazione della mia anima più che altro per poi godermi in un futuro prossimo di quella Luce che spesso ho avuto modo di eclissare per la mia agonia con il mio tempo. Staccare la spina, fare l’elemosina al mio destino, capire se nel mio cuore io sono ancora bambino…

Tutto qui…

Buon inizio di Quaresima a tutti!

Pensiero…

Il Vangelo di questa Domenica ci racconta l’incontro di Gesù con un lebbroso che chiede aiuto a Lui e riceve poi dal Signore la guarigione. Per fortuna la lebbra è una malattia che qui in Europa è debellata, non ci crea preoccupazioni al riguardo anche se ora in questo momento questa malattia sembra aver cambiato nome e impeto. Questo virus, il Covid, crea in noi molta paura ma anche purtroppo forme sempre di più vegete di emarginazione sociale tra i suoi ammalati. Chi prende questo Virus è come se ricevesse lo stesso trattamento di un lebbroso come nei tempi antichi. Solo che a differenza del passato ora ci sono i social che se utilizzati male possono nuocere gravemente alla nostra salute psichica ed emotiva. Quante persone insultate pubblicamente e messa alla gogna per il semplice fatto di aver contratto il Covid come se fosse una maledizione, una dannazione divina. E questo non va bene. Dovremmo fare, metaforicamente, come Gesù nel racconto del Vangelo: andare incontro ai sofferenti, senza lasciarli soli, senza dimenticarli ma semmai proteggerli per non dimenticare che anche nella sofferenza siamo destinati a rimanere fratelli e abitanti amorevoli di questa umanità. Andare incontro a questa sofferenza anche se non riusciremo mai ad accettarlo ma nella sofferenza noi non saremo mai soli, ci sarà sempre il Signore pronto ad abbracciarci e a lenire i nostri dolori. Nella mia vita non ho patito mai grosse e tremende sofferenze di natura psico-fisica ma so che dovrò essere pronto in tutto e per tutto ad accettare il mio destino non smettendo di invocare Dio specie nei miei momenti, anche quelli più tenebrosi. Anche nella sofferenza possiamo scorgere la Luce Divina. Accettare le mie fragilità e non provare odio verso il Creatore quando la mia salute verrà a meno. Ma semmai offrire a Lui ogni mio dolore, ogni mio patimento. La Vita è gioia e felicità certo ma la Vita Eterna la otterremo anche sapendo che le nostre sofferenze non sono una punizione divina per i nostri peccati ma semmai un tappa fondamentale per la nostra redenzione… che il mio e il nostro Cuore non smette mai di cercare il Signore anche nei giorni uggiosi della nostra Vita, prima o poi ne capiremo anche il suo senso e in parte la sofferenza ci aiuta a capire cosa è veramente la nostra Vita…

Raffaele

Fin dove si spinge la crudeltà umana…

Ieri al Tg1 della sera hanno mostrato un servizio che mi ha scosso un pò emotivamente. Era un servizio dove alcuni operai di un allevamento intensivo maltrattavano gli animali, nella fattispecie i maiali. Era un servizio di denuncia ovviamente ma ancora adesso mentre vi scrivo mi scorrono in mente quelle orribili immagini che mai avrei voluto vedere con i miei occhi.

Perchè? Perchè infliggere tanta violenza ai dei poveri animali che in maniera innocente vivevano i loro ultimi istanti di Vita? Perchè trattarli in maniera così efferata e cruenta, cosa vi hanno fatto del male?

Vi risparmio la descrizione particolare di quelle immagini. Ma è da ieri che ci rifletto sulla malvagità che affligge l’uomo fin dalla sua creazione. La mia fede in questi momenti ammetto che vacilla un pò. Mi chiedo come il Signore permetta tutto ciò, che le sue creature siano succubi di tanta violenza. Il male che esonda come un fiume in piena anche nel cuore delle persone che all’apparenza sembravano mansuete e docili di spirito.

Penso alle violenze sulle donne e ai bambini, alle guerre, ai stermini, alle torture e a ogni forma di violenza che rimane e rimarrà sempre ingiustificata nella sua morale… cosa spinge l’uomo ad evadere dalla sua natura di fonda mite e umile di cuore e cercare strade in cui la follia prende il sopravvento. E si, perchè alzare le mani anche al più indifeso degli esseri umani è un qualcosa che per noi rimane inspiegabile. Ma credo che in tanta violenza per l’uomo sembra diventata abitudine, credo che un pò di lucida ragionevolezza ci sia perchè sono convinto che le persone malate di mente e con patologie mentali non oserebbero spingersi fin dove una persona che all’apparenza sembra normale osa fare.

Fin da Caino e Abele la storia della nostra umanità si è spinta sempre di più verso le tenebre poi è arrivato Cristo che con la sua Vita e la sua Resurrezione ha sconfitto il male ma poi non siamo riusciti a farci testimone, tutti quanti noi, del suo Immenso Amore… non lo abbiamo seguito, non abbiamo capito la sua infinita Misericordia perchè nonostante tutto Dio continua ad amarci… perchè presto saremo giudicati per l’operato in questa Vita e li ne vedremo delle belle!

Buona serata!

Raffaele