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Le Leggi della Felicità…

La Felicità ha le sue leggi difficili da interpretare. A volte ha un percorso tortuoso, lungo e pieno di curve ma comunque si arriva dritto alla meta, comunque risulta essere goliardico ogni nostro battito del cuore.

Essa ci assolve da ogni nostra colpa e sperimenta l’illusione nell’osservanza ,devota, di una piccola lacrima che scorre, frettolosamente, alle radici di un raggio di luce.

Non ci basta mai. Non siamo mai troppo sazi. La mente e il cuore si incontrano nel loro destino solo attraverso il suo eco. Difficile da non ascoltarlo anche da lunghe distanze e da lunghi silenzi.

Bisogna stare solo attenti a non abusare troppo della sua pazienza.

Essa va accarezza e coccolata solo in determinati momenti della giornata e non nelle nostre lunghe pause da una salata follia infantile.

Ci vuole coraggio e fede nell’evocarla nel nostro tramonto e chiedere la sua gloria per non assaggiare la terra e roccia del nostro presente evocato solo in tacito accordo con l’inflazione del nostro futuro.

Una via d’uscita, anche secondaria, per non farmi ammaliare dalla saggezza polverosa dei miei giorni passati… ora c’è

Raffaele

Ieri, oggi e forse domani

Questa mattina ho pubblicato su Instagram una Video-Storia dove, in poco più di 50 secondi, raccontavo di come, ieri giorno del mio compleanno, io abbia scoperto una piccola parte della mia Felicità.

Di “quale materiale e di quale struttura” essa è composta.

Ho fatto notare nel mio breve discorso di come ho provato, tramite i miei pensieri, di capirla, di indagarla ma poi è servito che si compisse il giorno più importante della mia vita per avverare il mio desiderio di darle finalmente un nome e una sua dimensione.

L’affetto dei miei genitori, i numeri messaggi di auguri da parte dei miei amici o semplici conoscenti, l’amicizia che mi lega ancora in maniera indissolubile ai miei ragazzi dell’oratorio mi hanno fatto intendere che non solo così solo come io possa immaginare…

Anche la mia spiritualità ha ripreso un certo vigore e forse questi miei attimi di vuoto e di assenza dal mondo altro non sono che una lunga rincorsa per sfidare le mie vertigini e spiccare in volo…

Raffaele

Fiducia

Non so se fidarmi ancora della mia Felicità.

Dalle onde magnetiche che essa produce e che attraggono il mio pensiero verso lidi ancora ignoti. Vagare tra prati nevosi, aspettando l’estate e la sua follia.

Non mi fido ancora del profumo dell’Amore.

Delle sue vertigini e del senso di eternità che produce quando mi rifugio dentro una ipocondriaca illusione. Mitigare una carezza, aspettando che tutto si fermi. Un semaforo che mi obbliga a una scelta. Fermarsi e ripartire. Ancora una volta.

Non mi fido ancora del mio passato.

Dall’orizzonte malinconico che prevarica e semina goliardiche speranze, di vestirmi di un ragazzo che ha perso il suo cuore preso dal silenzio di una età non ben tradotta.

Ritornare a schivare sentimenti che non hanno a che fare con le sfumature di ogni mia parola atrofizzata nella sua evoluzione orchestrale e che non sa ormai stupire.

Raffaele

Momenti di piccola Felicità.

In questo momento mi sento felice. Fra poco dovrò svolgere un allenamento con i miei ragazzi dell’Oratorio. Questa mattina ho ascoltato una puntata di un podcast sulla Spiritualità sul tema della Santità.

E’ un argomento che mi sta molto a cuore. Vorrei tanto diventare una persona che segna un percorso netto, non privo di incidenti o imprevisti, ma semmai privo di ipocrisia e di quella pigrizia che non mi fa toccare con mano quel cielo grigio appena sfiorato quando sento il peso dei miei ricordi.

Ho la paura di lasciarmi sopraffare dal mio destino spesso tortuoso e insidioso. Troppe indicazioni, troppe soste di emergenza. Vorrei per un pò viaggiare tranquillo come oggi, in questa giornata assolata di inizio primavera. Vorrei arrivare la sera in pace con me stesso e non ricolmo di rimorsi che come vermi divorano il mio cuore.

Raffaele

“Abbiamo Vinto tutti!”

Mercoledi pomeriggio ho dovuto sostituire per circa un’ora Giovanni, l’allenatore dei bambini di calcetto dell’oratorio. Quando la Pina, il nostro presidente Anspi, mi ha chiamato intorno alle 15, in modo molto urgente, non ho molto esitato a rispondere a questa richiesta d’aiuto. Siamo una Famiglia e ci aiutiamo molto tra di noi.

Allora mi presento intorno alle 15.45 ai campetti della mia Parrocchia e mi ritrovo quattro bambini, di età compresa tra i 6 e gli 8 anni: Ludovico, Alessandro, Filippo ed Edoardo. Cerco di fare subito amicizia con loro. Gli faccio fare dei piccoli esercizi come i tiri in porta e difensore contro attaccante mentre Ludovico si rivelava un attento portiere. Poi a venti minuti della fine dell’allenamento gli faccio fare una mini partitella. Due contro due. Filippo e Alessandro contro Edoardo e Ludovico. Partita ricca di gol conclusa sul 3 a 3. Allora gli propongo per ottenere un vincitore di fare i calci di rigore e dopo 4 tiri vincono Edoardo e Ludovico. Filippo ad un certo punto mi pone una domanda: ” Mister ma chi ha vinto?” Ed io: “Mi dispiace Filippo ma avete perso.”

“Non è vero Raffaele, abbiamo vinto tutti!” mostrandomi uno dei bei più bei sorrisi che ho visto ad un fanciullo in più di 15 anni di educatore.

Filippo ha ragione. Nella sua innocenza sa che nello Sport si vince sempre e che la sconfitta è solo un dato da aggiornare per la statistica e nulla più…

Raffaele