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Diario di viaggio, giorno 2

foto tratta dal web
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“Delitto e castigo” di Dostoevskij, “Il fu Mattia Pascal”. Sono questi due meravigliosi libri della letteratura i miei regali che mi sono fatto a me stesso per questo natale. Scelti senza ragione, tra le immense scelte dei “miei amici” all’interno di una biblioteca in centro. Ah come vorrei passare la mia esistenza dentro un negozio di libri! Sentire il loro profumo, sfogliare le innumerevoli pagine che tessono una storia, una favola, un tralcio di destino. Girare il mondo intero, conoscere personaggi, relazionarsi con la creatività di scrittori e poeti. Tutto questo mi affascina. Mi dovevate vedere, ero un bambino felice come dentro un negozio di dolci o di giocattoli. E litigare, ora, con il mio pensiero, dura diatriba con me stesso sul fatto che non so da quale libro iniziare ad “amoreggiare con l’incanto e la forza delle parole”. Prima mi finirò di leggere “Lettera a un bambino mai nato” di Orianna Fallaci e poi parallelamente ai “Pilastri della terra” inizierò un nuovo libro, visto la sua “mole di pagine”. Dite che sbaglio a leggere due opere contemporaneamente? E’ meglio focalizzare la mia attenzione solo su una. E’ solo che non vedo l’ora di “assaggiarli” questi miei regali di Natale. Leggere, leggere, leggere… scrivere, scrivere e scrivere… poetare, poetare, poetare… far vivere la mia creatività “sotto l’albero” prima di ritornare alla realtà. Oddio, non è che lo faccio tutto giorno. Al massimo due ore, ma come mi sento bene!
E voi vi siete fatti già fatto il vostro regalo per Natale?
A presto!
Raffaele

Diario di viaggio, giorno 1

foto tratta dal web
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Prima giornata, qui, al Nord. Sono a casa di una della mie sorelle e vi scrivo questo mio personale diario di bordo, diario di un breve soggiorno al Nord. Questa mattina sveglia “presto”, le 8.00 per recarmi in una piccola chiesa qua vicino. Bella e intensa celebrazione eucaristica animata dai bambini del catechismo. “Il Natale si avvicina e impariamo a vivere questi intensi momenti con la preghiera e il silenzio, soprattutto quest’ultimo, un silenzio più che altro interiore per poter contemplare al meglio questa festività. Questa la breve considerazione, questa breve omelia del prete. E accogliere, aggiungerei io con queste mia riflessione, il bambino Gesù nel nostro cuore vergine di incrostazioni e ruggine. Un silenzio pacifico, guardare negli occhi la Fede e amarla di più. Poi al termine della messa ho pranzato con tutta la mia famiglia. Pasta fatta in casa, polpettone, e tanti dolci, questo è stato il menu. Oh no sono a dieta! Se, se… Poi io, mio padre e il ragazzo di mia sorella a vederci le partite alla tv, cercando di gufare un po’ per alcune squadre, ma senza grandi risultati, visto la netta vittoria della squadra parteneopea, sapete sono interista… ahahahah scherzo! 

Adesso in questo momento che vi scrivo, sono le 18.30 e fra poco, una volta terminata questo momento di condivisione del mio Natale mi metterò a leggere, anzi a rileggere un libro di Orianna Fallaci: “Lettera a un bambino mai nato”. Mi sono illuminati gli occhi quando l’ho visto un po’ impolverato nella piccola libreria di  my sister. Poi un giorno di questi, prima del 25 andrò in centro a farmi una passeggiata e a far visita a qualche negozio. L’obiettivo? Comprarmi “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello. OH! Mi sono messo in testa di comprarlo e cascasse il mondo c’è la farò… prima o poi! Anche se ho un “un mattone” come i “Pilastri della terra” di Ken Follett da terminare, sapere quando è una missione impossibile. Ok, io vado. Se non vi scrivo per un po’ non sarà per colpa mia ma della mia Inter!!! A presto! 😀

Natale

 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Fra 16 giorni nel bene o nel male sarà Natale. Si certo, sono contento perché nasce il nostro Cristo Salvatore, la mia fede si rigenera, l’anima si rinfresca un po’ e diventa più docile. Aiutare i miei ad abbellire la mia casa che si rifà il suo look. Luci di Natale, sulle ferrate del balcone, belle luminose; la tovaglia rossa sul tavolo del soggiorno, il piccolo presepe posizionato sopra la nostra antica radio, vicino alla televisione, con il bambino Gesù coperto da un pezzo di ovatta in attesa della sua nascita. Il camino che prende vita, il mio amico braciere pronto a darmi calore. Eppure questo periodo mi mette tanta nostalgia, si certo passerò il Natale con la mia famiglia i miei zii e i miei cugini, però il mese di Dicembre rappresenta un sorta di inventario personale. E in questo periodo sono felice ma una goccia di malinconia alberga nel mio infreddolito cuore. Elencare su di un foglio bianco tutto ciò che ho realizzato di buono nel 2015 e per poco il foglietto dell’inventario non rimane immacolato. Un anno è passato e molte cose non sono riuscito a fare, sogni e speranze intrappolate dalla mia timidezza e pigrizia. Non voglio nessun regalo. Non credo di meritarmelo. Non riesco mai negli ultimi anni a vivere il Natale in maniera degna e a tinte passionevoli. E’ vero, non ho vissuto un bel periodo ultimamente, tanti progetti ancora in cantina, ma almeno in questi giorni devo liberarmi dai cattivi pensieri, cercare di recuperare sane energie, derivanti dall’affetto dei miei cari e dal mio amatissimo cane, e guardare avanti. Gesù che rinasce ogni anno nei nostri cuori per rimanerci per sempre. Queste festività devono essere una sorta di input per riscrivere nuovo romanzo partendo dalla prefazione con tanto di dedica a Dio che da la su mi sopporta. Anima ribelle. Pensare solo all’inizio dell’avventura, ignorando per ora il finale, che non compete a me. In questi giorni tra influenza e maratone di partite di sport alla tv cerco di realizzare dei piccoli libricini di poesie per le mie sorelle che tanto apprezzano e stimolano la mia “indole da provetto scrittore”.