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E’ stato un piacere Papi

E’ stato un piacere Papà aiutarti questa mattina a caricare sul camion di mio zio i “Gibboni” ovvero le ramificazioni delle vigne… legna utile da ardere per l’inverno. Certo è stata dura. Per tre ore, un lavoro duro che sembrava non volgere mai al termine.

Come sai a me non è che mi interessava molto ma era un tuo desiderio ed io come un buon figlio ti sono corso in aiuto.

Ti ho deluso nell’ultimo periodo e mi sono promesso a me stesso che non ti avrei fatto più pesare il peso della mia ipocrisia, della mia pigrizia… nonostante tu per me sei sempre stato un supereroe, sin da bambino.

Non siamo simili, io e te. Per niente. Ho preso poco da te. Forse la passione per il calcio e per l’Inter e forse il senso di simpatia che infondi alle persone che ti stanno accanto anche nei tuoi momenti difficili.

Alla fine, come al solito, io mi sono stancato per primo… tu invece hai continuato con quella forza di volontà che ti ha sempre contraddistinto a con la quale a volte sono andato in conflitto. Non sei uno che rinvia le cose all’infinito come me. Se bisogna fare un lavoro anche faticoso bisogna farlo, dopo si tireranno le conseguenze.

Alla fine mi sento felice perchè mi sono reso utile in qualche modo a te… non sono un modello di figliolo anzi tutt’altro… non so come mi fai a sopportarmi nonostante tutte le mie lamentele quotidiane ma ti tappi le orecchie e mi stringi forte a me…

perchè ho bisogno ancora dei tuoi abbracci, vecchio mio…

Raffaele

Padre

Per non lasciare solo mio padre a pomeriggio andrò con lui in campagna con lo stesso entusiasmo di quando mi alzavo alle 5 per tentare di studiare matematica alle scuole superiori. Cercherò di fare il bravo figliolo, non è che ho la coscienza sporca o è un modo per chiedere qualcosa a mio padre… solo che mi va così… così dice la capu mea! Lo aiuterò a innaffiare il  suo piccolo raccolto di pomodori, melanzane e cocomeri che lui coltiva con tanta dedizione, attingere acqua dal pozzo e fare avanti e indietro con i secchi pieni d’acqua nascondendo la fatica e passare un pò di tempo insieme parlando di Inter, dell’eclissi di luna che forse vedremo direttamente dalla campagna e anche del mio futuro, un argomento che “eclisso” con tutti in ogni occasione… passare un pò di tempo con quel frammento del mio cuore che crede sempre in me… anche se ahimè ultimamente gli ho regalato un pò di delusioni…

Una vita ancora davanti per tenderli sempre la mia mano…

Raffaele

 

Mio figlio

Un amico mi ha chiesto: “Perchè spendi così tanti soldi per far andare a scuola calcio tuo figlio in tutti questi anni?”

Beh riflettendoci bene, una risposta me la sono data…

“Non pago perchè mio figlio giochi a calcio. Personalmente non me ne frega niente del calcio, ne ci capisco qualcosa.

Pago per quei mille sorrisi che regala in ogni giorni di allenamento. Pago per quei momenti in cui mio figlio è così felice che trasmette gioia alla mia famiglia. Pago per quei giorni che viene da scuola troppo stanco per potersi allenare, ma va comunque, perchè sa che non può mancare alla sua squadra e ama stare con loro. Pago in modo che mio figlio impari ad essere disciplinato. Pago in modo che impari a curare il suo corpo e la sua mente. Pago perchè “impari” a lavorare con gli altri e sia un buon compagno per loro. Pago in modo che mio figlio impari a gestire al delusione quando non ottiene ciò che si aspettava e che capisca che si deve sforzarsi di più. Pago in modo che mio figlio superi gli ostacoli della vita e impari a raggiungere tutti i suoi obiettivi. Pago perchè capisca che il successo non avviene dalla notte al mattino e che ha bisogno di ore e ore di lavoro duro e di sacrificio per migliorare in qualsiasi cosa. Pago per l’opportunità che mio figlio avrà di fare amicizie per tutta la vita. Pago per vedere mio figlio sul campo da gioco e non davanti alla Tv, al cellulare o all’angolo di una strada a fare niente. Pago per vederlo un giorno imparare ad essere umile nella vittoria e nella sconfitta…

E potrei continuare, ma per essere breve: no, non pago per il calcio.

Pago per le opportunità che questo sport offre a mio figlio di sviluppare competenze che saranno fondamentali per la sua crescita, in  modo che i valori che vogliamo insegnarli a casa siano rafforzati nel calcio e lo accompagnino per tutta la Vita.

E da quello che ho visto fino ad oggi, credo che sia il miglior investimento della mia vita…”

 

Una mamma qualunque

 

Bellissimo racconto di Vita, suggerito da una mia cara Amica 🙂

 

Santi

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

I Santi che ora albergano in paradiso “sacro luogo per una vita intera” era persone comune, con i propri difetti e i propri limiti, ma hanno saputo rendere la Vita Unica sposando un bene comune grazie al dono della Fede che il buon Dio gli ha affidato. Martiri di Fede e di Giustizia, ma anche i poveri di tutto il mondo a cui è riservato un posto speciale nel Regno dei Cieli. Spesso noi giovani tappezziamo la cameretta di foto e immagine dei nostri “idoli” calciatori o star della tv o della musica, credendo che siano loro i nostri punti di riferimento da seguire. Innocenza di fanciulli. Ho imparato, anche se un pò tardi, che i miei genitori e le mie due sorelle, sono le persone straordinarie che come i Santi hanno donato, nel mio caso, il loro cuore al sottoscritto, sacrificando parti della loro felicità, senza chiedermi nulla in cambio. E’ questa anche la vera sfida in un mondo in cui la ipocrisia mette radici nei nostri pensieri. L’Amore di Dio, l’amore verso il prossimo è gratuito, diffidiamo da chi chiede un oneroso compenso. Un abbraccio, anche inaspettato “vale il prezzo del biglietto”. I miei genitori e le mie sorelle mi hanno imparato a sognare, ad amare di più la mia Vita. Io che sono un inutile cantautore di poesie che cade alla prima volata di vento gelido. Sono loro la mia Aria e il mio cielo, la mia bussola senza di loro vagherei per deserti aridi. E molto spesso commetto l’errore di un ringraziarli ogni giorno ogni istante per la loro presenza per me vitale. Non sono mai solo ed anche se mi chiudo triste e malinconico in una stanza ci saranno sempre da qualche parte dei piccoli spiragli di luce per illuminare il mio essere. Si donano, come i Santi, ogni giorno per me, non facendomi mancare, con tanti sacrifici, nulla per me. Un mio sorriso, la loro gioia. Dovrei tappezzare la camera da letto con le loro foto o magari rivedere ogni tanto gli impolverati album fotografici per capire chi sono, oggi, grazie a loro. I miei genitori mi hanno donato la Vita e insieme alle mie sorelle sono l’esempio concreto del vivere cristiano. Quando oggi il nostro Parroco alla messa faceva riferimento alle beatitudini ho pensato subito a loro, un modello da seguire, un esempio concreto del vivere cristiano!

Raffaele 🙂

Scusami Amico

 

Scusami Amico se stasera non sono qui con Te. Ingiustificato assente. Ti do del Tu, sempre se lo desideri, visto che ci conosciamo da più di vent’anni. Sono ora alle porte della Tua Casa, ma non entro, non voglio disturbare. Sono qui in piedi, nella penombra di una sera d’inverno e aspetto, aspetto il mio lento e indecifrabile calvario, fatto di promesse non mantenute e bugie, tante bugie. Sai, da piccolino, i grandi mi dicevano se un bambino, io ad esempio, diceva una menzogna oltre ad allungarmi il naso come Pinocchio altre spine mettevo di proposito al già martoriato corpo di Tuo Figlio. Scusami, perdonami, se oggi non accetto la Tua Verità, se il mio cuore in questa Santa Domenica ha preso altre strade con il rischio di Ritrovarti solo alla fine del mio viaggio. La mia anima ha smesso di sanguinare, la mia anima è come assopita, incredula di fronte al tuo mistero, vuota nella sua complessità. Non sono più io, quello che ti ricordavi, quello che si metteva la sua luccicante tunica e serviva messa la mattina o che faceva la questua o leggeva la Tua Parola in mezzo alla folla di bambini. Questa sera ho deciso di non essere me stesso, per vedere l’effetto che fa. Lo so, sono stupido e codardo ma come diceva Liga: “la verità è una scelta”. Stasera ho smesso di esserci. A volte ho profanato il tuo nome e ti chiederò perdono con tutto ciò che mi rimane di bontà e umiltà per mezzo di un prete. Non c’è l’ho con Te , per lo più con il mondo che gira troppo veloce, con la mia vulnerabilità pietrificata di fronte agli avvenimenti accaduti, scesi come fulmini lungo la mia sequela. Non sto “scioperando”, non voglio fare il bambino “viziato”, che non vuole fare i compiti, ma ho la forte esigenza di fermarmi e pensare. Fermo immobile come una statua. Mi è rimasto solo un granello di Fede, un piccolo semino da far fruttificare con la Tua Luce. Ah si quella che ad un tratto è svanita nella mia articolata vita. Invano sto provando, credimi, alla ricerca di “splendidi soli”. Eppure io ci stavo bene abbracciato dal suo calore. Molte volte, caro Amico mi hai dato una coperta per coprirmi dal gelo e dal vento di tante ipocrisie, mi hai dato da mangiare quando avevo fame di povertà interiore, mi hai dato ospitalità per pregare al sicuro e in silenzio. Scusami se a volte litigo con Te per futili motivi o richiamo la tua attenzione per sciocchezze mentre Tu hai il tuo bel da fare, specie in questi momenti, in cui l’umanità sempre aver preso le porte dell’Inferno. Nella vita ho elogiato la Tua pace ma ho finito nel procurare nenie. Mi sono chiuso dentro una stanza da letto e ho interrotto, spezzato, tagliato con una lama finissima ogni tipo di legame, con il passato, presente, futuro ; relazioni umane e non. Ho preso un lettore musicale, ho messo le cuffiette ed ho iniziato, una mattina, ad ascoltare e fare mie canzoni senza ritornelli e sana melodia .Ad alto volume. Ho rischiato e rischio di diventare sordo se non sento o sentirò la Tua Voce. Ognuno di noi deve essere il riflesso della Tua bellezza. Stasera non lo sono, scusami ancora, buona serata. Arrivederci.