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… non smettere comunque di sognare…

Come avevo detto tra i commenti del post della mia amica blogger Penny il 2020 ci ha insegnato che non dobbiamo avere troppe ambizioni ma dobbiamo essere più umili possibili per questo nuovo anno senza però smettere di credere nel realizzare i propri sogni. Certo il 2020 è stato l’anno della paura e dello spavento, avendo evocato l’amore e il futuro mentre eravamo dentro un tunnel e anche un filo di luce ci avrebbe saziato per l’eternità.

Quest’anno ho scelto in ogni aspetto della mia vita di avere un profilo basso, specie in amore. Saranno giorni in cui dovrò darmi una scossa emotiva ma anche che dovrò rivedere i miei progetti seguendo ambizioni non troppo circensi ma cercando un equilibrio tra la mia natura di sognatore che non vuole ancora disturbare le stelle del proprio destino.

Dovrò imparare a sopravvivere dei miei pensieri. Immergermi nella lettura del mio presente e smetterla di ricavare acqua potabile dai miei ricordi ripensando a un’anima fuggita nel solco di una poesia ancora non professata.

Dovrò sperimentarmi in nuovi sound, accarezzare nuove albe, dire meno stronzate e pensare alla malinconia come una amica che mi dia slancio a cavalcare bene i miei altruistici passi per lasciare ancora un segno non indifferente in questo romanzo da revisionare prima di pubblicare un finale a sorpresa, prima di tornare a respirare quella innocenza adolescenziale che un pò mi manca e che non sto trovando tra il mio cuore ricoperto di cellofan per paura di infiltrazioni di umidità e gocce di ipocrisia pagata a come rate semestrali, mestruazioni invernali…

Raffaele

A quale costo? Ad ogni costo…

A quale costo, ad ogni costo. Esigere una scelta per far contente altre persone, per sperare che questa scelta che ossida intarsi della mia felicità può realizzarsi propedeutica per il mio futuro… quel futuro che sognano fosse di parole e poesie ma che un pò per colpa mia per il senso di vertigine che blocca il mio volo sarà molto lontano dall’orizzonte che speravo fin dall’adolescenza… per far felici gli altri e mettere a bada la mia ragione e quella coscienza con cui siamo separati nella stessa casa torposa dell’anima… perchè in questi anni di intensa mia personale riflessione non ho messo in moto quei meccanismi che mi avrebbero ora deviato a questa scelta che a me crea solo scombussolamento. Mi sento vuoto dentro come se avessi perso l’orientamento e in giro non ci sono indicazioni comprensibili al mio pensiero e non so con quali forze mi adopererò per fare questa scelta che non so dove mi condurrà… se passerò il resto dei miei ultimi giorni contemplando il crepuscolo della mia anima e la foschia di ogni liturgico sentimento… quando capisco che a 30 anni sono ancora guidato a compiere delle scelte focali per la mia vita senza avere la libertà e la volontà profetica di scegliere altre strade allora capisco che ho sprecato inutilmente il tempo donato in maniera sacra ma che ho provveduto a esorcizzarlo… solo adesso capisco nel danno della mia pelle le scelte che ho avuto paura di compiere e adesso mi ritrovo una bella spada dalla parte della lama pronta a trafiggere questo esile e nudo corpo… poi magari un pò di speranza nel futuro ci sarà… eh caro futuro, solo adesso mi accorgo della tua umile importanza, avrei potuto insieme a te compiere dei compiacenti e non stancosi passi in questa avvenire che ha perso la sua stelle… con quella poca luce che ho negli occhi mi toccherà guardare ciò che resta delle mie forme in una pozzanghera di fango… perchè questo ora mi sento… perchè nonostante tutto il mio cane ha il desiderio di giocar ancora con me…

Buon lunedi 😀

Raffaele

 

poesia improvvisata

Sento che ormai tutto quanto in me si scompone

in immagini e parole da condividere

con questo cielo sfibrato delle sue stesse emozioni…

chiedimi se c’è un atto del perdono da professare

che io non sia qui per odiare tutto quello che leviga la mia pelle…

singhiozzo dopo l’ultima abbuffata

perchè domani potrei non avere più un pane

per nutrire il mio pensiero, cercherò semmai

di plagiarmi con un flusso argenteo del mio peccato…

passerà anche questo giorno prima che il tramonto dissenta del mio perdono…

Raffaele

Diamoci un taglio

Diamoci un taglio a tutte quelle mie illusioni che come una fatina rende magico e misteriosi i miei increspati pensieri che in autunno iniziano a perire insieme alle sue foglie verdi;

diamoci un taglio a tutta quella massa uniforme ed vaporosa di pigrizia che cementifica ogni mia azione ma che tende a mutilare ogni gesto benevolo verso una vita, la mia, troppo buona… una madre comunque paziente e generosa;

diamoci un taglio a tutte quelle volte che ho tentato un salto nel buio ma di cui ho desistito perchè il vuoto intorno a me immobilizzava riflessi di un cielo sereno che mi attendeva nonostante le mie debolezze nei suoi brillanti colori argentati;

diamoci un taglio a tutti quei individui che hanno approfittato della gentilezza del mio cuore che per ora non è assolutamente in affitto;

diamoci un taglio a tutte quelle volte che ho provato miriadi di vestiti e maschere per sopperire alla mia frenesia di apparire come nei film o nei romanzi… mi tengo stretto la mia imperfezione e il mio mondo incasinato;

diamoci un taglio a tutte quelle volte in cui la fantasia mi permetteva di scrivere belle poesie, piccoli saggi o addirittura una prima introduzione di una raccolta di mie opere ma il pessimismo che sorvola indiscreto sui tetti del mio pensiero ha denutrito e sviscerato la potenza del mio agire rimandando tutto ciò in un tempo eternamente futuribile…

Diamoci un taglio 😉

Buona Vita 🙂

Raffaele

Siamo l’esercito del selfie

foto tratta dal web

“Siamo l’esercito del selfie
di chi si abbronza con l’iPhone
ma non abbiamo più contatti
soltanto like a un altro post
Mmm ma tu mi manchi, mi manchi, mi manchi in carne ed ossa
mi manchi nella lista
delle cose che non ho, che non ho, che non ho…”

 

Quanti di noi apparteniamo a questo “esercito del selfie” che questa canzone di Arisa e Lorenzo Fragola ha spopolato per tutta questa estate? Una canzone, ahimè, che narra la verità di oggi, lo specchio dove tutti ci stiamo rispecchiando. Senza esagerare ed entrare in una fase apocalittica e di non ritorno, il genere umano sta abusando della propria immagine. L’aspetto interiore, l’anima e la sua bellezza messa da parte per tutto il giorno per far vedere un altro confine che sconfina nella Vanità. E’ bello farsi i selfie con il proprio ragazzo o l’amorosa su uno sfondo romantico come un tramonto, o con il proprio animale, o con gli amici prima di una partitella di calcetto, o semplicemente un “autoscatto” a mare o dietro una bellezza paesaggistica. Tutto è bello, ma basta non esagerare, perchè altrimenti il vero si mescola con l’immaginazione o qualcosa di astratto, vivendoci dentro a questa nuvola di apparenza da noi creata tramite un cellulare (si chiama ancora cosi?).

“Mi manchi in carne ed ossa…” credo che sia un verso che racchiude il vero significato di questa canzone che oltre allegra e solare sentenza e fa una diagnosi parziale di come siamo, noi tutti oggi… Mi manchi in carne ed ossa, mi fa pensare tra le tante cose, che l’abuso frenetico di queste tecnologie ci fa diventare estranei tra di noi, che le relazioni sociali siano il frutto di complicati scambi di messaggistica, dove il contatto diretto con un altro essere vivente viene rinviato in un altro tempo…

Continua…

Raffaele