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Ma alla fine ne è valsa la pena…

Ma alla fine ne è valsa la pena beccarsi una bella influenza pur di non rinunciare ad allenare i miei ragazzi di calcetto per una amichevole il sabato sera. Certo stare all’aperto, tre ore, beccandosi tutto il freddo e tutta quella umidità non è stato il massimo…

ma chi se ne frega!!!

Almeno abbiamo vinto la nostra prima partita dell’anno giocando un gioco moooooltoooo offensivo come piace a me!

Alla fine ora sono come uno straccio ma lo rifarei mille volte…

“Perchè i bei momenti non possono aspettare!”

anche se ho già consumato due pacchi di fazzoletti e mi sto “impasticcando per bene” facendo visita al mio lettone più del previsto…

un piccolo sacrificio per i miei ragazzi 😛

Sono fatto così… a volte sono incosciente 😛

E stasera “La compagnia del Cigno”!!!!! Questa serie tv che mi sta tanto appassionando!

Vi lascio…

Buona serata! 🙂

Raffaele

Metafore di Vita

Eh si perchè la vita, la partita che giochiamo con la nostra esistenza non finisce nel primo tempo. Le rimonte e la loro calda speranza sono vive se noi abbiamo il coraggio, la forza e la fede nel credere… di metterci in gioco anche quando l’avversario sembra essere più forti noi… fin quando siamo Noi a tenere palla ed amministrare il gioco non dobbiamo avere paura. L’attacco è la miglior difesa. Questioni di punti vista. La vita è come una palla di Rugby. Non ne possiamo prevedere i giusti rimbalzi e le sue traiettorie. Dobbiamo avere la pazienza nell’aspettare il rimbalzo giusto e attaccare, attaccare, attaccare… non dobbiamo aspettare che il nostro avversario venga nella nostra metà campo. Attaccare, attaccare anche nei minuti di recupero, fin quando il destino non fischia la fine di una partita fantastica chiamata Vita!

Raffaele

Ricordi…

Ricordo che un pò di tempo fa con i miei dell’Azione Cattolica, d’estate e nelle notti in cui non si sapeva cosa fare, ci eravamo inventati un tipo di nascondino un pò particolare… con l’uso delle nostre macchine! In pratica all’inizio di questo gioco si sceglieva una “macchina” con a bordo i partecipanti in cui iniziare a nascondersi. Appena giunto nel luogo coloro che conducevano il gioco inviava un messaggio, una sorta di indovinello, ai noi con le altre auto. Un indovinello per cercare di trovare quella macchina nascosta in qualche luogo del mio paese: bosco, cimitero vecchio, collina, campetti, scuole medie… quindi bisogna prima capire l’indizio e quindi ottenere una risposta all’indovinello e poi recarsi quanto prima nella postazione in cui c’erano i nostri amici che ci aspettavano. I primi che riuscivano a trovare la macchina nascosta avevano il privilegio di condurre loro il gioco… ahahahah che bei ricordi, un nascondino piuttosto particolare, cosa ci inventavamo pur di passare in allegria le serate! e chissà quanta benzina abbiamo consumato per girare avanti e indietro per il paese! shhhhhhh non lo dite ai nostri genitori mi raccomando!!!! 😛

Adesso c’è chi lavora o studia e quei momenti li vorrei rivivere anche subito! 😦

I ricordi… quelli belli!!!!

Raffaele

alla fine…

Il campionato dei miei ragazzi è finito. Siamo giunti terzi, togliendoci la soddisfazione di pareggiare contro la prima della classe. Un pò di rimpianti ma alla fine il piazzamento ce lo siamo meritato. Ai play-off forse, forse li faremo… è tutto un rebus incastrare il giorno della partita da disputare e la disponibilità dei ragazzi alle prese con la scuola. Comunque vada è stato un successo! A livello di oratorio l’importante è che i nostri ragazzi si divertono, il risultato non può e non potrà mai condizionare l’animo loro. Nell’ultima partita abbiamo perso con l’ultima in classifica che aveva zero punti. A miei ragazzi ne è valsa come una lezione istruttiva, capendo che niente nella vita ci è regalato e che nulla può darsi per scontato. Mamma mia… 4 mesi davvero impegnativi ma alla fine siamo riusciti a portare a compimento il nostro scopo, nonostante le tante difficoltà avute. Abbiamo persino imparato paesi che neanche sapevamo ci fossero, o per lo meno non sapevamo bene dove si trovassero… per fortuna hanno inventato il navigatore! ahahahah 😛

Dopo 14 anni di educatore tra Azione Cattolica e oratorio lascio, per tentare nuove esperienze oppure mi fermo qui, visto che fra pochi giorni compirò 30 anni e devo decidere cosa voglio fare da grande! 14 anni è un bel curriculum, una grande e bella esperienza da custodire gelosamente. Sono stati mesi difficili e lunghi che mi hanno fatto capire che il mio tempo come educatore forse si volge al termine o è forse una stanchezza che con l’estate passerà… ma la voglia di fermarmi è tanta e credo che prevarrà alla fine…

…lo capirò meglio fra 4 giorni quando compirò 30 anni e mi farò una mia personale consultazione dell’anima! 😛

Raffaele

I love this game!

foto tratta dal web

 

“Il rugby è uno sport straordinario, l’unico dove la Vittoria passa sempre dalle mani di un compagno”

E si il rugby è davvero un bellissimo sport! Lo seguo da 10 anni, scoperto per caso in tv vedendomi una partita dell’Italia nel Sei Nazioni. Un Italia che vinceva ( e vince tutt’ora) poco ma che mi faceva emozionare per l’orgoglio italiano e una grande dose di umiltá che i giocatori riversavano in campo. Dominguez (mediano d’apertura), Troncon (mediano di mischia), un giovane Parisse (capitano odierno della nostra nazionale) e i fratelli Bergamasco, e i vari oriundi argentini come Castrogiovanni in primis. Poi ho iniziato a seguire anche le squadre Italiane impegnate nel Pro12 (ex Celtic League) ovvero Zebre e Treviso, e adesso qualche partita dell’Eccellenza (il nostro campionato Italiano) e della serie A.

Il rugby è uno sport che incarna i valori della Lealtà, dell’Amicizia e della Fratellanza. Ogni partita è e deve essere una festa. L’Agonismo e le varie rivalità cessano al fischio finale del direttore di gara, poi via con il Terzo Tempo in cui le squadre, giocatori e a volte tifosi si ritrovano per stare un pò insieme. Il rugby NON è uno “sport violento” come odo sentire dalle mie parti dove questo sport è quasi sconosciuto. E’ uno sport di contatto, certo, ma è uno sport di tutti e per tutti. Se sei bello “massiccio” e sei bravo a placcare giochi in avanti, se sei bravo con le mani e ti piace fare il regista della squadra partecipando ad ogni azione fai il mediano di mischia, se sei veloce e scattante giochi ala nella trequarti. Ecco, chiunque può partecipare a questa disciplina. Certo i nostri dottori ai figli raccomandano sport un pò meno di contatto, come il nuoto, come il mio medico (lo fa sempre :D) ma è uno sport che non tradisce le attese, mai!

Resto affascinato dalla forza e del carattere degli atleti, l’unione e il sacrificio di squadra per segnare una meta o per difendere una meta…uno sport veramente di squadra 🙂

Continua….

Buona Vita!

Raffaele