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Semplicità

Storie come quelle di Carlo Acutis proclamato beato dalla Santa Chiesa Cattolica nella giornata di ieri ad Assisi… un ragazzo che ha lasciato questa Vita troppo presto, a soli 15 anni. Una esistenza spesa totalmente per il prossimo, una vita consacrata ogni giorno tra le braccia di Gesù, il suo grande Amico. La preghiera come strumento per tenere viva la propria Fede, per rendere candido il proprio cielo.

“Carlo non ha avuto stigmate o visioni, era un ragazzo semplice” queste le parole di sua madre. Per vivere da buoni cristiani ogni giorno dobbiamo riscoprire il valore della semplicità, della genuinità e dell’umiltà. Le nostre opere caritatevoli non devono avere qualcosa di speciale o di straordinario ma qualcosa che riguarda in maniera tangibile la nostra quotidianità. Aprire le porte del nostro cuore a Cristo ogni giorno con la stessa gioia o enfasi di quando abbracciamo in maniera sincera una persona a noi cara o di quando contempliamo un bellissimo orizzonte o siamo invasi da una forte emozione…

… il coraggio di essere Semplici!

Grazie Carlo!

Raffaele

A volte mi chiedo…

A volte mi chiedo che fine hanno fatto i miei amici blogger che “non vedo” da tempo… certo la mia incostanza nel portare avanti il mio piccolo spazio dell’anima di certo… un percorso fatto di commenti, like, semplici opinioni… era un pensiero che mi era venuto in mento scorrendo i 500 followers che ho da 6 anni mi fanno compagnia… certo con alcuni ci siamo persi per strada eh va bè, peccato… si, infatti, “lascia vivere il pensiero” sta diventando maggiorenne e ancora guardo con molto piacere tutti quei bei commenti che ognuno di voi mi ha lasciato nella pagina “Benvenuti” … ed è bello dopo tanti anni aver mantenuto rapporti con le stesse persone che mi sopportano da un bel pò con tutte le mie lunatiche emozioni impresse su questi piccoli post. Ho conosciuto di sfuggita piccoli passanti, come quella blogger che mi ha fatto conoscere l’espressione “Buona Vita” o di chi si sta adesso si sta affacciando curiosamente nel mio mondo incasinato e disordinato a cui cerco di dare un suo centro gravitazionale attraverso le mie poesie…

Buona Vita!

Raffaele

puoi…

Puoi mancarmi di rispetto, sul mio volto compare la neve dell’inverno e la muscolatura diventa rigida e anche far nascere un sorriso diventa una guerra e una lotta tutta da vincere,

puoi credere che il mio specchio dica falsità, che la mia immagine riflessa sia solo un passo eterno verso nuovi lineamenti ancora incompresi dal mio pensiero inquieto e che aspetta il suo turno per ritornare bambino e sporcarsi di quella innocenza a cui ora non so dare un codice identificativo, un nome o un punto di partenza…

puoi anche pensare che io sia del tutto marginale con questa esistenza che ha le sembianze di un quadro di Picasso e la ricerca di sentimenti e lineamenti morbidi diventa un lavoro solo per pochi, quelli che ancora conoscono le serrature del mio cuore, la mia porta rimane socchiusa non serve certo molta forza per entrarci dentro… questo vento di vetro mi fa perdere l’orientamento, ho il cemento sotto i miei piedi… dovrò camminare solo con l’immaginazione… buona fortuna…

Raffaele

Instant poem

 

foto tratta dal web

In stato febbrile ormai sono giunto claudicante ad Aprile. Non credo sia venuto al mondo solo per soffrire ma cerco nel mio avvenire un profumo dolce che conservi quei piccoli e minuziosi abbracci ora che sto per rinvenire. Non credo che sia tutto già scritto, che ancora posso e ho il sacrosanto obbligo di cambiare lo spartito di questa invocazione, in azione, un contrasto esagerato da chi mi vuole nudo e sfibrato e chi tra le rose e le sue spine mi giudica ancora amato. Inondato dal profumo dei loro petali, ancora trasandato sudo l’imponderabile splendore nel ritenermi di bassa classe un attore che sappia ancora con clamore emozionare con addosso venti di rancore…

Instant poem… Giovedi 28 Marzo 2019 ore 17.04

Raffaele

Provate anche voi a scrivere una piccola poesia, un piccolo componimento, di getto… come ho fatto io adesso… senza alcuna correzione… lasciar libera la propria emozione…

Abbi cura di me Raffaele

“Senti San Lorenzo, le chiedo scusa per il disturbo, ma come mai non mi calcoli più? E dove sono finite le tue stelle cadenti, sono due anni che non le vedo, manco usassi il telescopio. E i desideri, i miei, dove li hai nascosti o buttati in qualche parte dell’oceano?”

Quest’anno mi sentito avido e impassibile a questa tradizione della lacrime del Santo. Non ci credo e non voglio avere, per il momento, l’innocenza di un fanciullo per credere e sperare in questa notte dove i sogni diventano realtà. Tradizioni e leggende si uniscono per una irripetibile serata del mese di Agosto che ci accompagna alla fine dell’estate. “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono composte le stelle”. E’ una delle più citazioni che amo particolarmente.

A volte, per via del mio decadentismo cronico, mi sento una stella senza orbita, che vaga nel cosmo in cerca di qualche pianeta che si faccia carico della sua imponente mole e accetti la sua gravità emotiva. Ci sono momenti, fasi in qui mi sento un dio, fasi in cui mi sento il nulla eterno. “Up e down” da stabilizzare al più presto. Lo ammetto, sono invidioso delle luci delle altre stelle e questo mi blocca, mi destabilizza. Lascia che la mia anima si pietrifichi e rimane inetta alle avversità del tempo che fu. Ci sono momenti in cui vivo la vita o tutta d’un fiato oppure a piccole e inesorabili sorsi. Ricaricare la mia luce e rimodulare la gravità è ancora possibile. Mi fido di me e della mia parte di attore. Ruoli drammatici o comici poco importa. Serve stabilità, serve controllo e sangue freddo in certe situazioni. Dormire, andare in letargo per giorni è solo un modo per nascondere le mie cicatrici del passato. Abbi cura di me Raffaele…

Raffaele, 2015