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Francamente non so cosa pensare

Francamente non so cosa pensare del caos che sta aggrovigliando in tanti nodi il nostro calcio italiano. Le dimissioni di Tavecchio di oggi non credo rappresentino la chiave per uscire da questa aritmia del calcio che procede sempre più lentamente verso le sabbie mobili di molteplici e discutibili pensieri su questo sport che è “gravemente influenzato”. Una medicina se c’è per debellare questa malattia risulta molto costosa. Tavecchio paga una scelta: la scelta del c.t Gianpiero Ventura. “Chi sbaglia paga” è il motto dei giustizialisti. Il calcio, ahimè, è influenzato sin da prima di Tavecchio, ma siamo stati bravi per anni a nascondere la polvere sotto il tappetto. Tante proposte fatte negli ultimi anni ma rimaste nel dimenticatoio. Dopo la vittoria al mondiale del 2006 credevamo di essere immuni ad ogni sciagura, invece no… ora rimaniamo impantanati in oblio perenne. L’nizio di un lento declino.  Serve una vera riforma che rimodelli e renda più credibile il nostro giuoco partendo dalle fondamenta del nostro calcio e della nostra nazionale come i vivai e l’introduzione delle squadre B per quanto concerne i giovani, argomento a me molto caro. Tavecchio paga in parte colpe non sue. Eppure nell’ultimo periodo si sono fatte delle discrete cose li da quelle parti come l’introduzione della Moviola in campo (i primi in Europa) e in parte un ridimensionamento del Campionato Primavera al livello giovanile… Ma ciò non basta. La Nazionale ha mostrato delle crepe anche dal punto di vista delle risorse umane: pochi giovani di grande talento e quelli che ci sono giocano poco con le big. E non basterà, bisogna partire dal principio e il futuro presidente della FIGC avrà l’arduo e coraggioso compito di attuare scelte drastiche e senza misure. Abbiamo perso troppo tempo e il gap con le altre grandi nazioni d’europa sembra incolmabile, ma dobbiamo essere fiduciosi… “una volta toccato il fondo non si può che risalire” ma bisogna rialzarsi con dei progetti concreti e futuribili che siano al passo con la realtà, progetti non eccessivamente visionari ma utili e raccogliere quel poco di buono che c’è in giro… Ed è brutto solo pensarlo ma se la Nazionale si fosse qualificata ai Mondiali in Russia avremmo fatto finta di nulla camminando ancora sul quel tappeto ormai gonfio di polvere… Dobbiamo guardarci negli occhi e alzare la testa, un minimo di speranza per un calcio migliore oggi ancora c’è…

piccolo pensiero…

Raffaele

 

 

Siamo l’esercito del selfie

foto tratta dal web
“Siamo l’esercito del selfie
di chi si abbronza con l’iPhone
ma non abbiamo più contatti
soltanto like a un altro post
Mmm ma tu mi manchi, mi manchi, mi manchi in carne ed ossa
mi manchi nella lista
delle cose che non ho, che non ho, che non ho…”

 

Quanti di noi apparteniamo a questo “esercito del selfie” che questa canzone di Arisa e Lorenzo Fragola ha spopolato per tutta questa estate? Una canzone, ahimè, che narra la verità di oggi, lo specchio dove tutti ci stiamo rispecchiando. Senza esagerare ed entrare in una fase apocalittica e di non ritorno, il genere umano sta abusando della propria immagine. L’aspetto interiore, l’anima e la sua bellezza messa da parte per tutto il giorno per far vedere un altro confine che sconfina nella Vanità. E’ bello farsi i selfie con il proprio ragazzo o l’amorosa su uno sfondo romantico come un tramonto, o con il proprio animale, o con gli amici prima di una partitella di calcetto, o semplicemente un “autoscatto” a mare o dietro una bellezza paesaggistica. Tutto è bello, ma basta non esagerare, perchè altrimenti il vero si mescola con l’immaginazione o qualcosa di astratto, vivendoci dentro a questa nuvola di apparenza da noi creata tramite un cellulare (si chiama ancora cosi?).

“Mi manchi in carne ed ossa…” credo che sia un verso che racchiude il vero significato di questa canzone che oltre allegra e solare sentenza e fa una diagnosi parziale di come siamo, noi tutti oggi… Mi manchi in carne ed ossa, mi fa pensare tra le tante cose, che l’abuso frenetico di queste tecnologie ci fa diventare estranei tra di noi, che le relazioni sociali siano il frutto di complicati scambi di messaggistica, dove il contatto diretto con un altro essere vivente viene rinviato in un altro tempo…

Continua…

Raffaele

Perchè in fondo la Felicità…

foto tratta dal web
“Perchè in fondo la vostra Felicità Ragazzi è un insieme di battiti armoniosi di un cuore pieno e limpido. Perchè in fondo la vostra Felicità è una storia che narra di incontri e di sfide a cui donare un volto cristallino con un velo, leggero e inaspettato, della vostra essenza. Perchè in fondo la vostra Felicità rende partecipe tutto il mondo al centro dell’immensa magia con cui colorare ogni frammento del nostro cielo, ogni angolo, anche quello più remoto e angusto dell’umanità…”

E allora, io chiedo a me stesso… “Quanta giovane Felicità alberga ancora nel mio cuore e quanto ancora ne riserverò per il prossimo e per un imminente futuro?”

E voi, quanta “giovane Felicità” avete a disposizione e in che modo cercherete di donarla a questa intensa e maestosa Vita?

Buona Vita! 🙂

Raffaele