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Esco, non esco, ciao!

Ho passato gli ultimo due anni della mia Vita quasi in apatia dal punto di vista delle amicizie.

L’estate, è questo è il bello, diventava il luogo della mia solitudine, del rifiuto a numerosi inviti di uscita e per questo ho deluso parecchie persone che speravano nella mia presenza pure a una giornata a mare o in qualche locale.

Il continuo rifiutare di aprirmi al mondo e chiudermi dentro un riccio.

La mia solitudine era diventata molto confortevole e da li in poi ho costruito la mia dimora.

Tutto è nato senza un valido motivo e forse tutto sta per finire senza un valido motivo.

Oddio… non è che questa estate io sia uscito sempre ma sempre meglio che negli ultimi miei due anni: nella fattispecie nel periodo estivo.

Nel mese di Giugno ho avuto modo di passare del tempo con le mie sorelle e la mia nipotina, poi Luglio e Agosto a vedermi due partite di un torneo di calcetto in cui erano coinvolti qualche ragazzo del mio oratorio e nelle ultime settimane in compagnia dei miei zii e dei miei cugini.

Oggi purtroppo sono rimasto solo in casa e non credo, per via dell’impossibilità dei miei tre amici, uscirò in questa festività e stranamente mi sento strano…

è come se mi sta ritornando la voglia di uscire, di evadere dal mio guscio e di sperimentarmi in altre vesti rispolverando qualche mio vecchio abito ancora giovanile.

Il periodo estivo sta per terminare… forse, forse, faccio in tempo a lasciare una mia piccola e flebile traccia della mia presenza…

Speriamo bene!

Raffaele

Apparente calma emotiva

Svuoto il frigo

ho troppi prodotti in scadenza

come questo pensiero

variegato di vanità.

Estrapolo

un filo di incanto

da questa luna

che servile mi chiama

ad una nuova forma di gentilezza.

Urge l’Amore.

Sentimento e perdizione.

Convulsioni di attimi appena rinfrescati,

troppa arsura nel cuore.

Silenzio e rinascimentale meditazione.

Parlare il giusto.

Parole fertil

calibrandone il loro respiro.

Schivare i pregiudizi del tempo…

non è per niente facile.

Cerco un ristoro.

Nebbia intorno a me.

Prego l’essenza che ci accarezza

sotto questa copiosa pioggia,

tra le pagine di un libro

che non invecchiano

mai tu

sarai luce suadente

che lievemente ritorna protagonista in copertina

in ogni mio capriccio giovanile.

Raffaele

Che cos’è la Felicità?

Per me la Felicità è sapere di incontrare Gesù nel volto gioioso dei miei ragazzi dell’Oratorio…

si può anche non avere Fede ma per me la Felicità è la prova certa che Lui, in qualche modo è radicato nei labirinti del mio Cuore.

La Fede è un Mistero e spesso me lo dimentico e rimango deluso del fatto che non riesco a trovare risposte certe alle mie innumerevoli domande e nello stesso tempo mi dimentico di Vivere nella Pienezza dei suoi giorni, mi dimentico che, nonostante tutto, io continuo ad essere Felice… anche se a volte non ho il coraggio di manifestarlo al mio Destino…

Raffaele

Ma che colpa abbiamo noi…

“Ma che colpa abbiamo noi…”

Questa canzone dei Rokes di quasi 60 anni fa sembra fare da eco e da manifesto alla situazione che stanno attraversando i nostri giovani qui nel Bel Paese.

E i riflettori vanno di diritto alla Nazionale di Calcio di Roberto Mancini che complice la mancata qualificazione ai Mondiali ha aperto un nuovo ciclo dando spazio ai nostri giovani calciatori bistrattati e non considerati dai Club di Serie A.

Un campionato, il nostro, in cui oltre il 60% degli atleti sono di Nazionalità straniera e quei pochi italiani che giocano negli undici titolari di certo non appena usciti dai nostri Vivai.

Ed ecco che la mossa di Mancini sembra più quella della disperazione. Purtroppo il movimento calcistico italiano è in crisi e questo lo sappiamo benissimo.

Non soltanto nel calcio ma anche nella nostra Società ci si accorge di “Loro” solo nei momenti disperati. Dall’Istruzione fino al mondo del Lavoro si investono poche energie sul futuro della nuova generazione per chiedere e pretendere da loro la massima collaborazione e un proficuo impegno solo nel momento del bisogno.

No così non va.

Noi Italiani siamo un popolo che ama nascondere la “polvere sotto il tappeto” pur di non affrontare, nell’immediato quei problemi tipici di una identità culturale ancora troppo conservatrice e antica.

Lungi da me da esprimere giudizi, io che ormai sono “un giovane adulto” ma sono stanco di vedere le nostre nuove generazioni portate al macello per una ideologia priva di senso e meccanismi arrugginiti dalla nostra ipocrisia.

Negli ultimi anni nella nostra società, anche quella sportiva, si sono proclamate nuove bandiere, respirando un nuovo clima, un nuovo vento rinfrescante ma poi,noi tutti, partendo dai politici, quello che manca è il coraggio di cambiare. Il coraggio di intraprendere una nuova via, anche quella più impervia e rischiosa.

Purtroppo il nostro tempo non sembra avere poi così tanto tempo e a 18 anni, quando si è ancora adolescenziale, gli si chiede ad un individuo di essere già pronto e pronto per essere sacrificato nel mondo del lavoro.

Chi sbaglia a percorre una strada, o anche solo un pensiero, è perduto.

“Chi ha tempo non aspetti tempo…”

Ecco ci voleva proprio questo detto.

Perdonatemi per il mio puerile pensiero.

Buona giornata

Raffaele

Non potrà mai piovere per sempre

Non potrà mai piovere per sempre.

Credere alle stelle e detestare il cielo,

contemplare il mare e non volerci nuotare,

invocare il sole ma aspettare la pioggia per amare,

vivere di ricordi e di attese senza assaggiare tenue emozioni.

Annusare fiori prelibati nati da pianeti lontani

e rimanere a dieta perché allergico all’odore del mondo,

troppa acqua raccolta nel mio mulino

che bagna libri ingialliti aspettando un loquace  finale.

Rimango sospeso

Contromano

controvento

sempre contro un qualcosa

a vedere speranze

 infuocarsi nello specchio dove il volto

 finge di plasmarsi all’interno di una maschera di cera.

Il letto è la mia dimora mentre adagio,

lievemente

senza arrecare disturbo alla quiete pubblica

 l’anima sul credo Altrui.

Blu infinito pralinato di fuoco vivace

colorano la bianca pelle,

sprazzi di sogni sbiaditi e ormai in prolungato disavanzo

 si dileguano sin dentro le cellule somatiche.

Strozzare in gola

urli di gioia dileguati nel tempo.

Dovrò camminare con le mie gambe

se non vorrò rimanere affossato dentro l’anonimia del presente,

spalare fango e rimuovere detriti che bloccano l’ego

e provare a pensare che anche respirando illusioni e patemi

non potrà mai piovere per sempre…

Raffaele

Ho deciso di proporvi e dedicarvi alcune mie poesie della mia raccolta “Io lo so che non sono (anche quando sono solo). Sono dei pensieri che ho scritto nel 2012. Pensieri composti sul finire della mia adolescenza e che adesso vi propongo con profonda stima e amicizia. Un modo anche personalmente di viaggiare indietro nel tempo, ritrovando un Raffaele sognatore e che voleva dipingere il suo destino con colori originali e cariche di sfumature. Un modo per riscoprimi attraverso l’evoluzione della mia poesia.

Spero che vi piaccia 🙂