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11 Settembre

Erano le tre del pomeriggio quel giorno. Avevo appena finito di sistemare il borsone. Mia madre era salita su per cambiarsi e accompagnarmi all’allenamento. Nell’attesa accesi la tv e vidi uno strano film. Ricordo che rimasi subito scosso, io ragazzo di 13 anni. Ero convinto in quegli istanti di vedermi un film dell’orrore. Una torre era in fiamme e l’altra era ancora viva alle sue spalle. Ricordo che il film proiettava immagini di uomini e donne che correvano, urlavano. Immagini di morte e desolazione. Sofferenza. Atrocità. Spaventato spensi subito la televisione e andai piuttosto dubbioso all’allenamento…

“Siamo in guerra con l’oriente… siamo in guerra!”

Ma quale guerra! L’unica guerra che conosco era quella tra Sparta e Atene che avevo studiato in seconda media, era la guerra tra i soldatini, era “Battaglia navale” con il quale passavamo il tempo a scuola nelle ore di supplenza oppure all’intervallo…

Non capivo… e tutt’ora faccio fatica a comprendere quello che ora, noi grandi, facciamo della nostra umanità… morta quel giorno di fine estate…

Fin dove la pazzia dell’uomo si spinge….

Nel ricordo di quel giorno, nel suo ricordo depongo una mia lacrima…

Raffaele

 

Ora!!!!

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

“La vita è fatta per essere vissuta e non per morire.” Questo è il mio primo pensiero che riecheggia dopo gli attentati di Bruxelles. Fra poco festeggeremo la Pasqua di Resurrezione: Gesù che sconfigge la morte e ci libera dal Male. Il libro della nostra vita è ancora macchiata dal nero, nonostante tutto. La paura che circola nelle vene sperando che il destino non pronunci il nostro nome la prossima volta che il Male tenti di entrare in azione. Sono senza parole. Ogni volta che guardo un film alla tv ho l’ansia che da un momento all’altro tutto si interrompe per un edizione straordinaria del Tg. L’umanità si piega ma non si spezza, non cede ai ricatti e alle tentazioni del Male. Non ora, visto che il mondo ci chiede di non spegnere quella piccola e flebile fiammella di speranza che regna sovrana nei nostri cuori. Troppe date da ricordare, troppe celebrazioni funebri da osservare in rispettoso silenzio, molte preghiere da rivolgere a Dio che da lassù guarda i suoi figli impoverirsi di spirito e fede sempre più. Il sole tra le nuvole riscalda i nostri resti. Il male non può trionfare. Non deve se stiamo uniti. Ma basta propagande, basta eterne domande senza senso. Servono risposte chiare e precise. Individuare una soluzione. Non abbiamo molto tempo. “Come fai sbagli!” No non è vero! Facciamo parlare il nostro cuore e non i nostri pensieri rivolti a lugubri interessi personali. “Siamo nella stessa lacrima” nello stesso sudore dei padri fondatori della democrazia qui in Europa. Guardiamo in faccia la cruda realtà e iniziamo a reagire, non domani… Ora!!!!

 

Amaro

L’eterno riposo

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Basta un secondo, attimi interminabili, imprevisti, non voluti, non pianificati, la ragione pietrificata, e la vita cambia, cambia verso, apre una porta ed entra il male. Tutto si ferma, nessuna parola, sangue che scorre. Il demonio racchiusa in una acre ideologia con un fine ben preciso. Non siamo burattini, abbiamo un anima e un cuore, entrambi parzialmente ossidate di rabbia e rancore dopo il 13 Novembre o comunque dopo una tragedia, violenze o atti contro l’umanità, che si stringe, cerca una carezza, una parola di conforto, una Croce da affidarsi e non stagnarsi dei propri peccati. Attimi e “l’amore qui non passa”. Intrappolati dentro un vortice di paura, paura come l’immobilismo dei capi di governo relegati ai loro interessi. Giù le maschere e con le lacrime che lasciano una scia sui nostri corpi inerti sconfiggiamo questo male venuto da Oriente. Giorni di riflessioni esistenziali, di risposte inesaudite sul fato, sul destino. Inginocchiarsi e pregare. “L’eterno riposo…” Pregare per lasciarsi inondare dalla pace di un Dio Misericordioso. Affidarsi a Lui, per liberare la pace nel mondo, accecare l’odio dei terroristi. Il cielo piange. Signore aiutaci a respirare aria nuova che ispira la libertà. La libertà di non aver paura della paura, questa vita che è piena da ostacoli da affrontare. Pregare vicino a una candela, la candela della speranza stando attenti a proteggere la sua fiammella.

Ditemi che era solo un incubo

Credevo, fosse solo un incubo, un brutto sogno da cancellare immediatamente con un dolce pensiero. L’inferno che ha deciso di abitare per un pò sulla nostra terra e quella di Parigi. “La preghiera non aiuta contro i colpi di AK47”, almeno rivolgiamo una invocazione al nostro Dio Misericordioso di accogliere lassù nell’infinito cielo tutti i poveri innocenti che hanno salutato il nostro mondo. Il male non può vincere, l’odio e il rancore dietro una scaltra ideologia religiosa non può avere la meglio. Spero nella giustizia divina. Tutto qui.

No, no. Svegliatemi e ditemi che era solo un incubo…

Per non dimenticare…

Ero ancora un innocente bambino quando è successo. La guerra. Per la prima volta i miei occhi hanno vissuto, sfiorato il vento della sofferenza. Non ricordo molto, solo l’essenziale. Chiedevo a mio padre che razza di film stavano vedendo. Stava andando a giocare a calcio. “Strano modo di giocare a palla in quel film” pensai… Ancora oggi non mi rendo conto di quanto il male nutre di una malsana e pittoresca fantasia. Si appropria di anime non sue e se le porta via, via da un mondo che ancora oggi ha perso il suo senso logico e innaturale che sia. Tastare anche se distante migliaia di chilometri speranze accartocciate con i loro palazzi. La gente cattiva si era arrabbiata. Non capivo il perchè. Faccio fatico a capirlo ancora  ora. Ero un innocente bambino e per la prima volta una favola non aveva un lieto fine…

 

 

Dimettete la vostra alterigia
sorelle di opulenza
gemelle di dominanza,
cessate di torreggiare
nel lutto e nel compianto
dopo il crollo e la voragine,
dopo lo scempio.
Vi ha una fede sanguinosa
in un attimo
ridotte a niente.
Sia umile e dolente,
non sia furibondo
lo strazio dell’ecatombe.

Si sono mescolati
in quella frenesia di morte
dell’estremo affronto i sangui,
l’arabo, l’ebreo,
il cristiano, l’indio.
E ora vi richiamerà
qualcuno ai vostri fasti.
Risorgete, risorgete,
non più torri, ma steli,
gigli di preghiera.
Avvenga per desiderio
di pace. Di pace vera.

Poesia di Mario Luzi