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Ieri, oggi e forse domani

Questa mattina ho pubblicato su Instagram una Video-Storia dove, in poco più di 50 secondi, raccontavo di come, ieri giorno del mio compleanno, io abbia scoperto una piccola parte della mia Felicità.

Di “quale materiale e di quale struttura” essa è composta.

Ho fatto notare nel mio breve discorso di come ho provato, tramite i miei pensieri, di capirla, di indagarla ma poi è servito che si compisse il giorno più importante della mia vita per avverare il mio desiderio di darle finalmente un nome e una sua dimensione.

L’affetto dei miei genitori, i numeri messaggi di auguri da parte dei miei amici o semplici conoscenti, l’amicizia che mi lega ancora in maniera indissolubile ai miei ragazzi dell’oratorio mi hanno fatto intendere che non solo così solo come io possa immaginare…

Anche la mia spiritualità ha ripreso un certo vigore e forse questi miei attimi di vuoto e di assenza dal mondo altro non sono che una lunga rincorsa per sfidare le mie vertigini e spiccare in volo…

Raffaele

Momenti di piccola Felicità.

In questo momento mi sento felice. Fra poco dovrò svolgere un allenamento con i miei ragazzi dell’Oratorio. Questa mattina ho ascoltato una puntata di un podcast sulla Spiritualità sul tema della Santità.

E’ un argomento che mi sta molto a cuore. Vorrei tanto diventare una persona che segna un percorso netto, non privo di incidenti o imprevisti, ma semmai privo di ipocrisia e di quella pigrizia che non mi fa toccare con mano quel cielo grigio appena sfiorato quando sento il peso dei miei ricordi.

Ho la paura di lasciarmi sopraffare dal mio destino spesso tortuoso e insidioso. Troppe indicazioni, troppe soste di emergenza. Vorrei per un pò viaggiare tranquillo come oggi, in questa giornata assolata di inizio primavera. Vorrei arrivare la sera in pace con me stesso e non ricolmo di rimorsi che come vermi divorano il mio cuore.

Raffaele

“Abbiamo Vinto tutti!”

Mercoledi pomeriggio ho dovuto sostituire per circa un’ora Giovanni, l’allenatore dei bambini di calcetto dell’oratorio. Quando la Pina, il nostro presidente Anspi, mi ha chiamato intorno alle 15, in modo molto urgente, non ho molto esitato a rispondere a questa richiesta d’aiuto. Siamo una Famiglia e ci aiutiamo molto tra di noi.

Allora mi presento intorno alle 15.45 ai campetti della mia Parrocchia e mi ritrovo quattro bambini, di età compresa tra i 6 e gli 8 anni: Ludovico, Alessandro, Filippo ed Edoardo. Cerco di fare subito amicizia con loro. Gli faccio fare dei piccoli esercizi come i tiri in porta e difensore contro attaccante mentre Ludovico si rivelava un attento portiere. Poi a venti minuti della fine dell’allenamento gli faccio fare una mini partitella. Due contro due. Filippo e Alessandro contro Edoardo e Ludovico. Partita ricca di gol conclusa sul 3 a 3. Allora gli propongo per ottenere un vincitore di fare i calci di rigore e dopo 4 tiri vincono Edoardo e Ludovico. Filippo ad un certo punto mi pone una domanda: ” Mister ma chi ha vinto?” Ed io: “Mi dispiace Filippo ma avete perso.”

“Non è vero Raffaele, abbiamo vinto tutti!” mostrandomi uno dei bei più bei sorrisi che ho visto ad un fanciullo in più di 15 anni di educatore.

Filippo ha ragione. Nella sua innocenza sa che nello Sport si vince sempre e che la sconfitta è solo un dato da aggiornare per la statistica e nulla più…

Raffaele

“Dottore che sintomi ha la Felicità?”

“Dottore che sintomi ha la Felicità?”

Spesso me lo chiedo mentre osservo immobile l’ultimo tramonto della mia giornata. Me lo chiedo perchè ho bisogno di sapore che sapore essa ha, se tra le verdi colline del nostro paese e un soffio di bellezza c’è posto anche per me nel suo cuore.

Capita e capiterà attraverso questi miei pensieri di provare ad esplorare un pò quella luce riflessa che dirada la nebbia in un giorno di pioggia, in una notte che cerca ancora di essere impreziosita dalle sue stelle, se quella pazzia che cerco in una lacrima abbia ancora la sua tenera fragranza. L’inesauribile calore che mi accoglie quando perdo l’equilibrio mentre tento un salto nel vuoto, mentre scorgo dalla finestra piccoli passeri nati da una accogliente primavera.

Perchè sono convinto, nella mia più totale fragilità, che la Felicità mi appartiene. Gli do ancora “del lei” come segno di rispetto, di osservanza di certi ruoli ma forse sbaglio perchè essa è entrata dentro di me sin dal primo amore dei miei genitori, nell’abbraccio di una mia cara amica, mentre cerco ispirazione per nuovi versi mentre sorseggio colori di un inatteso arcobaleno…

A presto,

Buona Vita 🙂

Raffaele