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Nello specifico

In un articolo del settimanale “L’Espresso” dedicato alla figura di Sergio Mattarella esso, al livello di identità politica, veniva identificato come un Cristiano Democratico.

Bellissima questa definizione! Forse in fin dei conti lo sono sempre stato! Mi ci riconosco anche io in questa categoria!”

E niente… il mio pensiero ha architettato questo genere di esclamazione.

Nell’ultimo periodo ho avuto un pò di dubbio e di malessere circa il mio pensiero politico. Mi affascina il movimento centrista, dove ormai guardano tutti come ancora di salvataggio, però per ora rimango fedele ai miei ideali di un ragazzo di sinistra, cattolico nello specifico.

A volte mi chiedo se essere un Cristiano Democratico sia un controsenso, un contrasto della stessa terminologia. Infatti su alcuni temi bio-etici non mi ritrovo nella linea generale del Partito Democratico ma sappiamo che la componente cristiana è molto presente e forte, quindi non mi dovrei sentire un pesce fuor d’acqua nel credere nel mio ideale di sinistra.

Il mio pensiero è in evoluzione anche se credo che i miei valori siano lineari con le prospettive da semplice cittadino che nonostante la crisi partitica crede ancora nelle Istituzioni.

Ci sono momenti in cui mi lascio affascinare dalle cronache della Politica Italiane, alcune volte provo quasi disgusto e indifferenza. A volte guardo talk-show, compro quotidiani o riviste, discuto con mio padre, a volte appena vedo un servizio del tg cambio canale.

Non ho ben capito se provo amore verso la Politica e se sono rari momenti sentimentali.

E non se se queste mie continue vibrazioni possono essere salutari vista la mia mancata costanza nell’affascinarmi ad essa. Ma credo che un pò a tutti, ultimamente stia stancando.

Ridateci Sanremo!

Raffaele

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Speranza… dove sei?

foto tratta dal web
foto tratta dal web

“Francamente dopo l’esito del referendum e la vittoria della Brexit mi sento confuso e stordito, questa mattina, dai botti e le scosse di una nuova ideologia politica, di un nuovo pensiero ipocrita che latita nell’osservanza rispettata di un futuro che mai più ci inonderà di serenità e lieta bellezza. Un Europa in cui i singoli Stati al posto di adoperarsi concretamente, con proclami e summit, nell’esigere e predicare una speranza per un mondo migliore la detronizza e la esorcizza con proclami che lasciano parole per far giocare solo il vento. Tutti paroloni per dire che mi sento stanco di essere partecipe di questa strana rivoluzione, di questo momento storico intriso di tristezza… tutto passerà…
Buongiorno :)”

Questo è il testo di un messaggio rivolto a un mio caro amico tramite, un’ora dopo aver saputo della notizia… all’incirca intorno alle 9 e dopo aver spulciato, di qua e di là nei vari programmi di approfondimento alla tele.

Ho sempre studiato a scuola, e poi leggendo sui giornali la bellezza e la potenza unifica dell’Unione Europea. Io da cattolico praticante, vedevo incarnate nell’Europa i valori tipici che dovrebbero essere della cristianità tra cui spicca la fratellanza. Un interpretazione reale di un interesse comune, di una condivisione di ideale, di un pensiero che si intrecciava in diverse sfumature e che parlava comunque la stessa lingua. La “Brexit” deve essere una scossa che non deve vanificare tutto quello di buono che è stato fatto negli ultimi anni. Che cosa è questo nuovo populismo?!  Viva la democrazia, certo, ma se si parla ponendo il “Noi” davanti al proprio intimo ego allora si. Lasciate votare secondo la propria coscienza. Poi il terrorismo, l’immigrazione hanno fatto vacillare la stabilità politica dell’Unione. Al posto di unirci, ci siamo divisi, piangendo e unendo le nostre lacrime solo di rado e in precisi momenti. Ognuno che pensa al proprio orticello, che scalza via dal proprio confine l’idea di un futuro insieme. Mi rifiuto all’idea di una imminente disgregazione di questo sogno… voglio ancora sognare…

Buon fine settimana

Raffaele