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Poesia…

foto tratta dal web

 

Un messaggio inatteso,
un nuovo percorso intrapreso,
il peso specifico di una carezza,
la limpidezza dei tuoi occhi di seta,
Everglow dei Coldplay,
un bel verso poetico in un giorno di pioggia,
la grammatica del mio pensiero,
le facce buffe del destino,
il mio imprevedibile e comico cammino,
la felicità racchiusa in una lacrima,
i miei passi incerti…
l’orizzonte di un tuo sorriso…

Raffaele

Attesa…

 

E’ il tempo dell’attesa, di quei attimi che sembrano non avere un confine diradati nei loro angusti spazi, labirinti che giocano con la nostra pazienza;

è il tempo degli addii con parte del nostro pensiero che vive comodo nella sua memoria che cerca consenso in un messaggio o una lettera non ancora spedita;

è il tempo di inventare un nuovo gioco, nuove regole, nuove disposizioni fisiche di un bacio, di una carezza o di uno schiaffo, capire dove condurranno, ora nel vento, le nostre lacrime impastate sui filamenti di un tramonto ancora incompiuto;

è il tempo di inventare nuove parole, nuovi modi per comunicare, poetare, immaginare nuovi orizzonti con cui litigare ed anche se sulla confezione della nostra anima c’è scritto “fragile” noi continueremo a sognare oltre l’ultimo spicchio di cielo visibile al nostro cuore…

Raffaele

Allegria

foto lascia vivere il pensiero

 

Dicono che l’allegria sia una cosa buona e giusta. Dicono che fa bene alla propria salute, integrità morale. A volte tendo ad abusarla, a esagerare nel suo dosaggio domestico perché non è un viaggio senza una meta scelta. L’allegria ha e deve avere per forza delle forze misteriose del destino e che siano le labbra della propria metà o il cielo ovattato pronto ad assorbire ogni fonte di luce che pervade i vostri saggi occhi o che sia un gesto mansueto di una persona anziana o mentre portate a spasso il cane o una chiamata improvvisa. L’allegria non ti avvisa, tramite raccomandata, del suo imminente arrivo tra le stanze appena pulite e disinfettate del cuore. Necessita di essere accolta con eleganza e severa educazione. Non è un atto di mancata riconciliazione, spogliazione del passato e servito su un piatto freddo di terracotta.

E’ uno scroscio di pioggia che ci bagna ogni bel vestito della domenica mentre ci rechiamo ad una festa. E’ quella solitaria foglia sul ciglio della strada, stretta stretta tra le sue lastre di rugiada. A volte ho paura e il timore irrisorio di tenerla al caldo dei miei pensieri. Non serve invocarla a baciarla ardentemente. Arriva, fa il suo compitino, una bella centrifuga alla nostra anima e se va senza lasciarci un biglietto da visita… a volte penso che abbia sbagliato, con me, destinatario, io che sono “un ottimista non praticante” ma come è possibile che nella sottigliezza e lentezza di questa notte estiva abbia scelto me che tra i miei scritti rivendico la mia malinconia?

Imparo, impariamo a riconoscere subito il suo odore che tra le braccia di un fiore appena sbocciato si eleva nel firmamento…

e niente… sono contento…

Raffaele

Timidamente Felice…

foto tratta dal web

 

Mi permetto di esprimere un piccolo pensiero, ispirato ieri dalla lettura di un post di Laura, una blogger di cui ammiro le sue poesie e ogni sfumatura di ogni sua parola, circa la definizione di Felicità. Non provo a sentenziare con ambiti filosofici che non mi appartengono nella mia modesta cultura ma semmai  ad esprimere appunto una mia considerazione su questo concetto così a noi caro e visto che ahimè è  solo un piccolo scoglio con cui aggrapparci fedelmente in questo periodo di profonda riflessione, visto anche il periodo cristiano che stiamo vivendo…

In questo momento cerco di essere timidamente speranzoso e questa speranza leviga un pò di felicità messa al riparo nelle mie stanze del cuore e pronto per santificarla quando questo temporale avrà smesso di lacerarci la pelle di gocce acide e polverose… Sono timidamente felice perchè in questo momento sto riscoprendo me stesso attraverso la quotidiana mia immersione nella scrittura, nell’ascolto della radio e della musica e nella famelica voglia di immergermi in nuovi racconti e nella silente preghiera… sono timidamente felice perchè in questo periodo in cui non lesino di certo preoccupazioni e paure mi sento un pò leggero… perchè ho a che fare con il tempo e lo guardo finalmente in faccia senza aver paura del mio aspetto un pò caotico e trasandato… perchè la Felicità è spogliarsi dei propri abiti, denudarsi di ogni loquace fragilità, è il tentativo testardo ma coraggioso di provare a saltare da un dirupo senza mai guardare il vuoto e fasciarmi ancor prima le mie ferite che comunque mi faranno sentire più umano… ho bisogno in questo periodo di essere timidamente felice perchè io stesso voglio essere il fuoco che illumina la mia vita o forse una piccola e tenace fiammella che non vuole spegnersi neanche sotto una fitta pioggia di incertezze. Perchè essere timidamente felice vuol dire rompere ogni legame con il mio tempo, essere io stesso il ritmo e il battito che la Vita mi chiede di essere, essere quel pezzo di stoffa benchè scolorita che rattoppa quei miei pensieri lacerati del passato e che mai ho davvero amato, essere quel piccolo pezzo di cielo stellato ora che la primavera ci ha accolto, anche se il risveglio del mondo lo vediamo solo attraverso le finestre di casa…

Mi permetto di essere timidamente Felice, perchè crediamo che solo l’eternità conservi il privilegio dell’infinito… e questa Vita nella sua imprevedibilità orchestrata dal destino non ha almeno residui o filamenti di eternità in virtù del fatto che ogni prossimo passo sarà invisibile un pò come i sogni  ai nostri occhi?

Buona Vita

Raffaele

colori

 

Ognuno di noi ha le sue sfumature. Il suo modo di vivere la propria Vita consacrandola ogni giorno o con un sorriso con una dolce sorpresa… e poco importa il tipo di tonalità… siamo tutti figli di una unica alba. Non esiste un colore predominante. Un arcobaleno lo si manifesta dopo un violento temporale, dopo le lacrime assidue del nostro cielo e i nostri occhi devono essere pronti a condividere ogni frammento che ci viene gelosamente donato… i colori ci appartengono solo nella misura con cui capiamo che noi stessi non siamo di nostra esclusiva appartenenza ma siamo una educata emozione del destino…

Raffaele