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Ricordi

 

foto tratta dal web

Ricordo che la notte prima di una partita di calcio non riuscivo o facevo fatica a dormire, pensavo e ripensavo alla partita da affrontare, la mattina mi alzavo prestissimo e controllavo mille volte se avevo messo tutto nel borsone: parastinchi, guanti, accappatoio, scarpe… per la disperazione di mio padre “Sine hai misu tuttu!” e poi presentarmi, il primo e con mezz’ora di anticipo al campo smanioso di giocare la partita di campionato, tanto essendo l’unico portiere della squadra era ovvio che ero titolare…

Ricordo che durante un match sullo 0-0 e sui sviluppi di un calcio d’angolo gridai a gran voce dando indicazione ai miei difensori: “Ocio il 9, ocio il 9” “Occhio al 9, attenzione al 9″ e un avversario che si rivolge a un mio compagno di squadra : ” Ma come parla il vostro portiere”. Laconico il suo commento : ” Eh si a volte non lo capiamo neppure noi!”

Ricordo che un giorno al campo, era pieno inverno faceva davvero freddo negli spogliatoi e poco prima del match rubammo (non si fa) la stufa che stava nella stanza dell’arbitro per poterci riscaldarci prima della partita… 20 ragazzi raccolti intorno a questa fonte di calore… e chi usciva con 5 gradi a giocare… con stu friddhu???

Voglia di ricordare quando ero ragazzo!

Perchè scusami Rafeli, su vecchiu moi???

😀 😀 😀

Buona giornata! 😀

Raffaele

Ricordi

foto tratta dal web

 

Ricordo che quando piccolo e giocavo nella squadra dei “pulcini” del mio paese mio padre di inverno, sotto la maglia da portiere, per tenermi bello caldo mi faceva mettere la camicia di lana… per tenermi bello caldo, bello caldo…

Ricordo che un giorno i miei guanti si erano rotti, rovinati e mio padre non ebbe tempo di comprarli dei nuovi, allora giocai una partita, sempre nei pulcini con i guanti di lana… deriso all’inizio del match dai miei avversari… mi riscattai con una belle prestazione…

Ricordi…

Raffaele

Tre parole…

“Dammi tre parole, Sole, Cuore <3, Amore…” era il 2001 ed la canzone di Valeria Rossi che diventò il tormentone dell’estate di quell’anno. Ma che fine ha fatto la cantante? Mhààà A volte mi chiedo se è stata di sua volontà lasciare il palcoscenico per dedicarsi ad altri progetti di vita. Era il 2001, inizio millennio ed io avevo 13 anni, avevo finito le scuole medie. In quel tempo non c’è era tutta questa tecnologia che c’è adesso. Chiedevo a qualche mio amico di passarmi qualche canzone da mettere nel cd e poi ascoltare la track list con il mio vecchio compact disk. Oppure potevamo aspettare il sabato pomeriggio alle 14 con “Top of the Pops” su Rai Due per ascoltarci la classifica musicale italiana e registrare qualche brano con il cellulare e usarlo come suoneria! AHHHHHHHHHHHHHHHHH bei ricordi!

“Tre parole”, come ricordato prima, è stato il tormentone dell’estate 2001, a volte qualche cantante aspettava l’estate per piazzare la sua canzone più gettonata ed sperare nel miracolo. Mi ricordo che alla radio il pezzo spopolava…. ricordo questo episodio in maniera indelebile: mentre una mattina di luglio andai al mare con i miei genitori nelle macchine che aspettavano un post per parcheggiare, dalle macchine appunto si sentiva questa canzone! E’ quel vespone, stile fidanzato dell’ape Maia che compariva nel video ufficiale… che ridere! Ahahahah 😀

Canzone allegra, gioiosa e spensierata… che mi lascia ancora trasportare con enfasi nei ricordi della mia infanzia!!!

“Con tutti i sentimenti….” buon inizio di settimana!!!!

Ah nostalgia canaglia! :D

In questa fase della mia vita sto pensando molto alla mia infanzia, al mio tenero passato (argomento che approfondirò nei prossimo post). Nella mia mente si è attivato, senza la mia ferrea volontà, un meccanismo a volte ed estremamente rapido, di frammenti, ricordi attivi, vissuti più di 15 anni fa. Vorrei si e no, sono indeciso se ricalcare i miei vecchi passi per vedere l’effetto che fa. Ah, ma perchè nel 2015 non hanno ancora inventato la macchina del tempo???? 😀

Questa canzone che vi propongo, in questa afosa domenica di Luglio, è  forse la più famose del gruppo rock svedese dei “The Ark”, scioltosi pochi anni fa. Questo pezzo musicale, mi rimanda nel periodo quando frequentavo le scuole medie, agli inizi degli anni 2000 e  spopolava nella Hit Parade italiana. E’ stata uno dei “tormentoni” musicale di quelle estati… Anche se a quel tempo, ma anche ora, non capisco una beata mazza di inglese, la melodia, il ritmo di questa canzone mi dava una carica eccelsa e la usavo prima di ogni partita di calcio con gli amici. “L’umore saliva a palla”. Ed ero felice.

“Ci vuole un pazzo per rimanere sano di mente…” è il titolo tradotto in italiano dal traduttore. Una frase su cui riflettere…. magari ci ritornerò scrivendo sul blog su questa espressione riflessiva.

E voi, ve li ricordate? 🙂

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Ogni domenica (internet permettendo :P), farò questo breve viaggio musicale, un piccolo salto all’indietro, nei miei dorati anni di quando ero Raffaele bambino, o “mezzo uomo” come mi definiva il mio babbo…

 

“Con tutti i sentimenti… buon proseguimento!!! Buona domenica!

Giornata mondiale della Radio :)

Ciao Amici!!!! In occasione della giornata mondiale della radio, a me molto cara, ripropongo uno dei miei primi post del mio blog composto circa un anno e mezzo fa sull’amore che ho per questo “apparecchio”.

Radio_10

E’ proprio vero, la Radio è sempre la Radio, non tramonta mai.

Nel vocabolario si può trovare questo termine come “elemento chimico”, come “un osso lungo che forma lo scheletro dell’avambraccio”, oppure, ed è quello che ci interessa, come “organizzazione pubblica o privata attrezzata per la trasmissione di programmi radiofonici di vario tipo”.

Per me è vintage, è sempre alla moda ed è una brava e fedele compagna mentre leggo, scrivo o svolgo semplice faccende domestiche.

In un mondo dove la televisione si accartoccia su interessi personali, grida, schiamazzi, trasmissioni poco educative, un recipiente di dubbi, la radio con la sua bella presenza sta da un po’ di tempo (insieme alla musica)  ammaliando velature della mia vita.

Mi piace seguire programmi radiofonici ben fatti di varie emittenti che hanno un loro target e canzoni a loro inerenti, mi piace “innamorarmi” della voce dello speaker, immaginarmi il suo volto, le sue sembianze.

Non adoro, invece, quelle trasmissioni dove il ruolo del deejay è emarginato solo ad annunciare le canzoni. Purtroppo oggi tende ad assomigliare al “tubo catodico” in fatto di pubblicità, troppi 5 minuti di pubblicità dopo 25 minuti di programma, è vero pure che le promozioni sono vitali per motivi che ben conosciamo però…

Mi ricordo da piccolo, quando con i miei genitori la domenica pomeriggio si andava a fare una passeggiata a Gallipoli e lungo il tragitto in macchina mio padre si sintonizzava a “Tutto il calcio minuto per minuto” anche perché come diceva mia nonna “la domenica ci sono solo le palle”.

La voce dei telecronisti era stupenda, magnifica, quasi magica a tratti e se chiudevi gli occhi immaginavi la partita, le azioni. Da infarto quando, con tempestività… “Intervengo da Milano” pausa 1…2…3… secondi “ha segnato L’Inter! L’autore della rete è Zamorano al 29esimo del secondo tempo, Inter – Cremonese 2-1”.

Adesso una partita di calcio la si può vedere dovunque anche se non rinuncio a sentirla alla radio quando esco con gli amici e gioca contemporaneamente la mia bene-amata.

Eh la radio… è sempre la radio.

Amaro