Archivi tag: infinito

E’ tutta questione di intelligenza… sono messo male, male , male :D

foto tratta dal web
foto tratta dal web
Eh si Charlie Brown, capisco il tuo stato d’animo. A volte sono triste anche io. Mi esalto e mi inorgoglisco subito per piccole cose e poi puntuale come un fulmine al ciel sereno ti arriva una sprangata nell’animo da parte della coscienza o di chi per lei che ti annerisce la giornata. Perchè ogni cosa che facciamo deve avere un senso profondo, deve essere predominata da una fonte di intelligenza che sigilla ed etichetta per legale e commerciale ogni piccola cosa che nutriamo nel nostro cuore? Primo ero così… eh si… ora vivo più liberamente le mie giornate, non conto le ore e i secondi, conto semmai gli attimi della mia esistenza che ho sprecato e che non ho valorizzato. Mordo la giornata, addento la felicità e la faccio mia, conto le stelle che un giorno brilleranno per me senza l’ossessione dell’infinito. Non conto e non sono triste per la scia di vuoto che un emozione non ha prodotto. Spegno e accendo piccole fiammelle di speranza che riscaldano la mia vita… Essere leggero nel candore della mia stupidità, incoscienza, fantasia nel complicarmi l’esistenza… i difetti mi rendono autentico… Perchè ogni cosa deve avere un senso? Se devo basare tutto sull’intelligenza… sulla mia… allora sono ben combinato… ahahah
Adoro questa vignetta, è da questa mattina che non smetto di pensare a le tante possibili sfumature che essa genera…
A voi piace?
Buona giornata! 😀

Raffaele 🙂

Mai solo

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Questa è una delle foto che amo di più nella mia vita! E’ un emblema, un paradosso della mia esistenza. Un comico, nella fattispecie Charlot, cupo e triste, insieme a un cane che gli sta fedelmente accanto in questo suo momento difficile. Un comico che forse ha smesso per un attimo di illuminare il mondo con la sua simpatia. Un sorriso che si è trasformato in una lacrima che pesa come piombo e lacera la sua candida anima. Ha dovuto, Charlot, prostrarsi, anche per un solo attimo alla sua malinconia che vive dentro lui, forse da sempre, solo che tende ad emergere in momenti meno opportuni e forse inaspettati. Ha le braccia conserte e lo sguardo, i suoi occhi di cera, rivolti verso il nulla o forse verso l’infinito scovando nel tempo un seme di felicità perduta. E’ fuori da una abitazione, dietro di lui una porta in legno. Una strada sbarrata, una sequela interrotta. Un rifiuto, un distacco, un abbandono, un addio. Ma non è solo e questo mi conforta. C’è un altro essere vivente che leviga e consola la sua anima rinchiusa dentro un inaspettato dolore. Un cane, un fedele amico, che lo consola e non lo lascia mai solo. Non vuole nulla in cambio, sono un pò d’affetto rimasto intrappolato un pianto agli albori di un cielo pieno pronte a illuminare, di nuovo, la via di questo comico che ha solo pero perso la bussola di un incanto splendore. E’ cosi carica di significato questa immagine che non sono degno, forse di ricavare un minimo di significato. Più la guardo e più il mio cuore piange.  In questa vita non saremo mai soli!

Raffaele

Buona serata!

Dimenticarti

 

Hai varcato quella porta. Non sei più tornata. Ho contato i tuoi passi fino all’orizzonte poi l’infinito mi ha bloccato nel suo mistero. “Stai tranquillo!” mi sembra per lo più una iscrizione sepolcrale. Non barcollo, non mollo facilmente la presa su un emozione stracolma dalla tua robusta armonia. La porta rimarrà, per ora, chiusa, prima che un nuovo orizzonte mi riscaldi. Abbiamo vissuto sullo stesso pianeta con viste differenti, l’attrazione gravitazionale ha fatto il resto. Poi all’improvviso hai deciso di distruggere questa gravità che ci unica. Non so perché lo hai fatto. Non riesco a smettere di pensarti. Non voglio perdere la dignità, bisogna procedere lungo la propria sequela. Fra poco sarà San Valentino. Lo passerai con un altro. Ti sei consolata vedo. Ma consolata di che cosa? Ne atroci bugie. ne effimeri ricatti, solo purezza interiore ti ho donato. Non hai accettato il mio perdono. Errare è umano. Scusami tanto se ho parlato con un alieno fin d’ora. In quale parte del corpo è nascosto il tuo cuore? Che dimensioni ha? Ora viviamo su poli opposti. Come faccio a dimenticarti? Sono in debito con il mio destino. Non posso più fermarmi a rimuginare sul passato. Freddo e triste come questo inverno che mi accompagna nell’anno nuovo. E’ difficile rialzare la testa e guardare nuovi occhi splendere nel cielo stellato. E’ difficile vedere il posto in macchina vuoto, come l’elenco dei messaggi. Sconosciuta. Questo tu ora sei per me. Nessun dito medio o parolacce. Nessun rancore, ne odio, solo nostalgia, tanta nostalgia dei tempi che furono, anche se brevi ma intensi. Ho ancora ferite da cicatrizzare, il sangue coagula pian piano tra le promesse non mantenute. Come faccio a dimenticarti? Quanti libri sporchi di polvere dovrò rimettere apposto senza un finale da riscrivere? Arriverà la primavera senza che io possa assaggiare frutti dolci da alberi secolari.