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Non credevo…

foto tratta dal web

 

Non credevo che la Felicità volesse significare impegno e dedizione. E’ un talento che va conquistato giorno dopo giorno senza il fardello delle nostre ansie quotidiane. Essa non va cercata alla luce del sole ma nella penombra, nei luoghi più nascosti del nostro pensiero. Essa va conquistata perchè non è gratuita, non si trova nelle bancarelle dei supermercati a prezzi scontati. Credevo fosse naturale essere felici ma la sua naturalezza va cercata nel perdono e nell’autenticità delle nostre debolezze e di una vanitosa fragilità… non è l’evoluzione imperiosa del nostro tempo, semmai la sua stessa e identica copia, il suo lato migliore o la sua parte più nascosta e imprevedibile… si perchè fin quando non apriamo con stupore le porte del nostro cuore non sapremo mai in che forme e orizzonte lei si presenterà da noi…

Raffaele

Chisenefrega!

Alla fin fine il supporto terapeutico dei miei amici ieri e il post sul blog mi hanno rasserenato molto. Alla fine non mi deve importare il numero delle persone che seguono le mie dirette o apprezzano le mie storie ma la qualità, di chi crede nei miei pensieri, anche se fosse solo una. Altrimenti risulterei ipocrita e penserei solo all’apparire ed una cosa che più detesto e non credo nemmeno di avere le doti artistiche per farlo… preferisco rimanere arroccato nella mia “umile umiltà”. Dovrei ripartire da un commento fattomi giovedi al mio esordio di questo pazzo mio esperimento dove mi si faceva complimenti per le mie poesie e di continuare avanti sulla mia strada. Non so francamente se un giorno pubblicherò una mia personale opera che sia un romanzo o una raccolta dei miei pensieri perchè credo nella loro gratuità… non voglio nessun tipo di compenso e non voglio avere la esclusiva esclusività delle mie parole. Esse devo rimanere libere e non imprigionate in una sorta di privacy tutta particolare… altrimenti non pubblicherei mai lasciandole in un file word. Ovviamente appongo ad ogni mia poesia la mia firma o il mio nickname ma giusto per sentirla più mia, una mia creazione. Una volta un mio amico ha fatto uno Screenshot senza chiedermi permesso e non me la sono presa, anzi un pò mi faceva piacere. Il discorso risulta diverso se quelle mie poesie serviranno per un mio tornaconto economico ma adesso non è giunto quel tempo…

alla ricerca costante della mia imperfezione!

Buona Vita!

Raffaele

Consapevolezza…

Non sapevo bene come intitolare questo post sinceramente e nemmeno di riuscire a trovare le giuste parole. Ieri seconda diretta Instagram. Parlavo della mia passione per la scrittura. Volevo raccontare la mia Vita, i miei pensieri… riuscire a portare sul quel piccolo riquadro del cellulare la mia immagine per comunicare. Non ci trovavo, non ci trovo e lo ribadisco a distanza di 24 ore nulla di male. Purtroppo solo un utente o quasi ha seguito la mia diretta, la mia chiacchierata. Mi sono ritrovato a parlare da solo per dieci minuti. Ho dovuto interrompere prima perchè la delusione è stata tanta benchè io avevo fatto degli avvisi sulle mie storie. Amici che si collegavano solo il tempo di vedere il mio bel faccino e poi niente… mi ritrovavo solo con le mie parole. Volevo fare uno step aggiuntivo, un piccolo esperimento per portare la mia poesia su un livello che non ho ancora raggiunto. L’ho fatto perchè mi piaceva, perchè è il bello di far volare le mie parole al di là di un piccolo pezzo di carta senza avere la minima presunzione di apparire o mettermi in mostra… anzi la diretta mi ha permesso di sconfiggere la mia timidezza. E così niente ho resettato il mio profilo e ho ricominciato da zero… non volevo più sentire parlare dei Social… è tutta illusione, è tutta apparenza ma in realtà non ho ben capito le dinamiche del gioco… forse questo nuovo esperimento non ha trovato riscontro perchè non è nato il giusto feeling tra i miei amici. Dovrei trovare i miei stessi simili che condividono il mio stesso pensiero. Forse non è la diretta Instagram il modo più lineare e corretto per esprimermi e dare vita alle mie poesie, facendo il passo più lungo della gamba. Ho ancora l’amaro in bocca al pensiero delle 0 visualizzazioni… e sono indeciso se continuare la mia rubrica “scusate il disturbo” con il rischio di diventare una barzelletta o rinunciare, scendendo da un palco che non mi appartiene. E’ vero… ho solo 200 followers ma mi sento ibrido, sospeso nell’incertezza di una mia forte passione… forse non sono queste le cose importanti della mia Vita, forse dovrei prenderla un pò tutto alla leggerezza e fregarmene o avere una estrema pazienza ma sono un ragazzo molto sensibile e mi basta una piccola goccia di pioggia per scatenare in me un violento temporale.

questa mattina, grazie al sostegno di tre miei amici ho ripreso a scrivere e a ripubblicare i miei scritti… ci riprovo… sono testardo e credo che sui Social ci sia un posto per la poesia… spero di non sbagliare…

Buona Vita

Raffaele

Perdonaci

La morte del giovane Willy ci insegna che le nostre lacrime sono anime che incarnano la nostra coscienza, che le nostre lacrime hanno il potere lenitivo, come piccole gocce di rugiada del mattino alle porte della primavera, di sbiadire l'ombra corrosiva e persuasiva del male, che le nostre lacrime possono inghiottire quel riflesso di luce bianca, vergine, pulita, spoglia del suo abito elegante che il giovane ragazzo ci ha lasciato in eredità,

che la nostra eternità ci insegni a riconoscere nel solstizio dei nostri pensieri a riconoscere il vero profumo della giustizia...

...perchè nonostante la nostra pietrificata pietà conserviamo piccole lacrime su cui battere violentemente i pugni sul nostro petto...

Raffaele

Questa mattina…

tramonto, blog “Lascia Vivere il pensiero”

 

Questa mattina sveglia presto. Alle 6 già avevo spalancato i miei occhi marroni. Dovevo andare in campagna. Mi sono alzato, senza troppi traumi, ho fatto colazione e mentre mio padre ancora dormiva ne ho approfittato per salire sul terrazzo e fare una bella e intensa foto dell’alba appena nata, qui nel Salento… e poi verso le 7 con mio padre ci siamo recati nella nostra campagna a “indaquare” i vari pomodori, melanzane e raccogliere un pò di fichi d’india. Durante i momenti di pausa mi sedevo lungo i mattoni del viale o come diciamo noi “cuzzetti” e in silenzio ho osservato il bel panorama verdeggiante intorno a me… ho sentito una pace interiore… quasi una esperienza contemplativa e benchè io con la campagna non ho mai avuto un buon rapporto sin dall’adolescenza pian piano che sto diventando grande sto sempre di più apprezzando il rapporto con la natura. Cerco di aiutare nel mio piccolo mio padre alla coltivazione di questo piccolo pezzetto di terra donato tanti anni fa da un lontano parente di mia madre, cerco di rendermi utile con lui e ammetto che le prime volte sono state un vero disastro perchè ho sempre visto la campagna come una imposizione, un obbligo ma osservando il lavoro dei contadini intorno mi rendo conto dell’alto grado di nobiltà che riserva questo mestiere che per mio padre, ora che è in pensione, di è tramutato in un piacevole passatempo…

mi sento sentito veramente bene questa mattina…

Buona Vita!

Raffaele