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Vi son dei momenti…

“Vi son de’ momenti in cui l’animo, particolarmente de’ giovani, è disposto in maniera che ogni poco d’istanza basta a ottenere ogni cosa che abbia un’apparenza di bene e sacrifizio: come un fiore appena sbocciato, s’abbandona mollemente nel suo fragile stelo, pronto a concedere le sue fragranze alla prim’aria che gli aliti punto intorno. Questi momenti, che si dovrebbero dagli altri ammirare con timido rispetto, son quelli appunto che l’astuzia interessata spia attentamente e coglie il volo, per legare una volontà che non si guarda.”

Capitolo X dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni

 

Sto provando a leggere assiduamente ogni capitolo di questo libro, uno dei più famosi delle letteratura italiana anche come sfida personale dopo che questa opera l’ho poco amata alle scuole superiori per vari motivi personali. Mi sto appassionando con un pò di titubanza ad ogni capitolo e a ogni vicenda dei vari personaggi che con il sincronismo perfetto danno il giusto sapore al romanzo. Due capitoli al giorno, anche se ne mancano parecchi … sono giunto all’undicesimo ma se è solo fatica allora non ne vale la pena sforzarsi di leggerlo. Invece no… adesso, dopo “Delitto e Castigo” mi sto appassionando ai grandi classici delle letteratura anche per cultura personale. Eh si… “Tanta roba” come si dice nel gergo giovanile. Ho iniziato convinto che avrei abbandonato la mia sfida personale ma leggo con piacere ogni pagina, aiutandomi con le dovute note… al mattino dopo la colazione e la sera prima di cenare… a piccole dosi… il “troppo storpia!” E riscoprire questo libro ingiallito e un pò impolverato dalla mia libreria mi ha fatto piacere. Forse ora è giunto il momento di leggerlo e finirlo, con molta pazienza e dedizione…

Shhhhhhh! Non ditemi, non svelatemi il finale per cortesia!

Buona Vita! 🙂

Raffaele 

Mi blocco…

foto tratta dal web
Eh si… mi sta capitando spesso che parto in quarta nel leggere un bel libro, un opera letteraria da me scelta con tanto entusiasmo, leggo, leggo, leggo, consumo pagine e chilometri di parole poi all’improvviso quando scorgo d’innanzi a me l’orizzonte del finale, rallento improvvisamente, senza un apparente motivo. E le successive e finali pagine del libro le vivo con sofferenza e un pizzico di paura, vanificando tutto il bellissimo viaggio di pensieri ed emozioni che ho vissuto insieme all’opera quasi terminata. A volte vorrei che quest’ultima fosse infinita, senza una logica o una legge severa… ho il timore che il finale non risulti soave per i miei pensieri, di rimanere deluso come un amore che all’improvviso si spegne sul più bello. Non sempre accade, per fortuna, ma a volte rimango pomeriggi interi a riflettere e a ponderare sul perchè di una storia d’amore o d’avventura che non doveva finire così. A volte rileggo le ultime pagine… mai sia non ho capito bene… vengo coinvolto davvero all’interno di una trama, un pò come un attore nell’interpretare in maniera più veritiera e umana un determinato personaggio. E a volte, questo mio rallentamento produce pause, di giorni, momenti in cui lascio a decantare il libro sulla mia scrivania. Raramente sono riuscito a terminare una lettura nel giro di pochi giorni e molto spesso ho dilatato il tempo dell’attesa nel conoscere il finale per parecchio tempo… Alcune volte, tendo ad immaginarmi dei finali inusuali e troppo fantasiosi, fuori dalla realtà… “no non può finire così” o a volte dopo interi e terminabili capitoli “già tutto qui?”…
Abolirei i finali e lascerei tutto in eterno!

Buona Vita!

Buona Pasqua a tutti! 🙂

Raffaele 😀

Pausa

foto tratta dal web
foto tratta dal web
Mi capita spesso, se non eternamente che al compimento della lettura di un libro, segue una forzata e violenta pausa o “stacco emotivo” prima di iniziare a leggere una nuova opera letteraria. Non so darmi una spiegazione plausibile. Per esempio, ho appena finito di leggere “Ogni mattina a Jenin” meraviglioso libro di Susan Abulhawa, stile “Cacciatore di aquiloni” (scusate se uso questo genere di paragoni, ma la descrizione di una storia o di un libro non è il mio forte 😀 ), ho provato nei giorni successivi a riprendere la lettura di un libro lasciato a metà: “I pilastri della terra” di Ken Follett, ma non sono riuscito neppure a leggere una, ma dico una, sola pagina. Ci sono quelle due fatidiche 2 barra 3 settimane prima che mi lascio trasportare da una nuova storia. Forse sono riuscito, così, a darmi una flebile risposta: questa riposo forzato è dovuto in parte ad una pausa emotiva che la mia mente mi pone quasi a livello fisiologico, per riprendere fiato, prima di donarmi con tutto me stesso ad un’altra avventura letteraria. Eh si, sono uno che si dona completamente al libro, quello che ti prende, ti fa appassionare, che ti rende artefice e vero protagonista della trama. Specie con i libri di Faletti e quindi sul genere Noir sono rimasto giorni a contemplare il finale e a riflettere sulle meraviglie, sui miracoli a livello di scrittura dell’autore. Una volta che ho finito questa avventura, accantono delicatamente il libro nella libreria, raramente cercherò di rileggerlo, un pò come una vecchia storia d’amore che non può ritornare di moda… eh adesso aspettiamo, facciamoci questa sana pausa!!!!

Buongiornooo 🙂

Raffaele