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Ripartenza, il mio blog

Questa mattina ho lasciato, dopo due anni, Instagram. Mi sono congedato per dedicarmi alla mia piccola bottega del pensiero. E lo faccio dopo che il mio settimo anno di attività ha portato con sè un pò di carenza di stimoli. Eh… la vecchiaia si fa sentire pure per me!

Ho lasciato i social perchè vorrei in questo anno da me tanto invocato con ardore rilanciarmi. In questo ultimo periodo di pausa con il blog ahimè ho perso un bel pò di amici. In questi sette anni di scrittura non ho mai cercato alcun tipo di visibilità o consensi. Ripartirò con quella povertà di spirito che spero mi contraddistinguerà nella mia prossima esistenza. Vi seguirò con più attenzione, anche dal mio i-phone. Insomma… preparatevi, vi romperò le scatole! 😛

Scoprirete più piano le mie rubriche, le mie intenzioni future. Non sarà facile ma ci proverò, anche con il vostro aiuto, certamente.

E’ vero che anche qui è pur sempre uno spazio virtuale ma nella parole trovo il volto del mio cielo. Ed ho capito, spero non troppo tardi, che questo è il mio luogo, la mia poesia più intima e riservata dove esprimermi e sperimentarmi.

Non sarà facile, ma almeno ci proverò…

Una nuova ripartenza.

Buona Vita 😀

Raffaele

Ti aspetterò mia Verità

... colori dell’arcobaleno sviliti dentro un addio di foglie morenti....
foto tratta dal web

Fiumi di parole
di una Verità e di una impresa,
di un bacio non  dato,
fiumi di parole
stanche affogano nel bisogno
di languide tracce asciutte
aperto futuro che a occhi aperti
batte colpi sulle nefandezze
schivando ogni luce innocente…

 

Dove dimori mia Verità? Troppe canzoni che si nascondono dietro una candida e indifesa lacrima che segna il percorso di ombre nascoste in piccoli frammenti di letizia di sangue raffermo.

Dove dimori mia Verità? Passata a miglior vita, colpo sordo che stona ad ogni rumore che sento di qua. Non hai più fiato, arranchi a presso alla tua valigia di cartone verso un assolato posto di una domenica qualsiasi, nessuno può saperlo. E fare tanta strada ed incontri occasionali santi, vorrei uscire ed aspettarti sulla porta di casa ma un fremito mi blocca e mi costringe ad aspettarti lontano, ad leccare le mie insulse ferite del tempo che fu. Non chiedo molto, solo di conoscerti anche se non so come andrà a finire nella notte dei tempi. Troppi problemi da risolvere alle stigmate delle nostre disgrazie conosciute per metà.

Vorrei non esserti di intralcio con i miei pianti di bambino viziato. Non cambio direzione, ne destinazione, ti aspetterò ovunque fortificherai i tuoi pregiati valori di una moralità troppo spesso denigrata e mai del tutto consolata.

 

Buon Natale, buone feste!

Buona Vita 🙂

Raffaele 🙂

 

La Vita mi appare

 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

“La vita mi appare

così nuda e fragile

incolta nello sciogliere

i miei occhi di cera

fa respirare il silenzio…”

 

E non vedo ancora l’alba transitare tra me e il mare. I segni di cicatrice sono i segni di una brava attrice, cara Vita mia. Non passi mai di moda, vestita tutta d’incanto, splendore, il sapore di briciole rimaste nascoste vicino ad una finestra. Non ho ancora la forza per aprirla e vedere cosa si nasconde al di là del cielo pulito di instancabili e leggere parole. Ogni giorno morire per vedere che effetto che ti fa. Trema la verità, stanca di movimenti inutili intorno alle mie ripugnanti promesse. Ogni giorni morire per rinascere in un miracolo, sangue e cenere, oltre quella siepe cercherò di immaginare sogni sfiorati in questo latitante abisso. Scorgere da un quotidiano la data odierna, solo un secondo… prima di ripartire, prima che la bocca brucia di veleno gratuito, non dico più nulla. Quante storie asciutte dovrai ancora stare a sentire da me? Pellegrino inquieto e disonesto. Uno, nessun , centomila volte che ti eclissata. Uno, nessuno, centomila volte che ti amata per uno scomoda bugia. Punizioni senza barriera annessa in arrivo, con la testa tra le mani, scegliere un colore ed esprimere un quadro espressionista. Contare i chiodi affissi tra pensieri liturgici e che non dormono mai. Quanti figli di madri natura dovranno piangere al tuo cospetto per non aver proferito cibo indigesto e salato? Se sei un miracolo, purificami e cancella con un gesto i miei nei. Nascondi dietro un segreto le mie multiple ombre e proteggimi ad ogni costo. Sei già abbastanza cara sin dal mio primo vagito.

 

Diario di un ipotetico stronzo…

Amaro

Che barba! :D

Cara mia dolce e poco puntigliosa barba,

questa che ti scrivo è una lettera di addio. O per lo meno di un arrivederci al prossimo mese, quando crescerai e colorerai la mia faccia. E proprio che sul mio viso ha seminato parziali illusioni come quella di farmi sembrare saggio al mondo esterno, hai seminato parziale beltà con i dovuto complimenti rivolto alla mia parziale bellezza. Mi sono preso cura di te per due mesi, curandoti come se fossi una cara persona. Ma è giunto il momento di lasciarci. Domani il rasoio elettrico farà il suo dovere, non soffrirai, tranquilla. Ma lo devo fare, per forza. Sei diventata anziana e il mio viso richiede una maggiore pulizia. Sei diventata indomita e incontrollabile e le singole forbici non possono riporre rimedio. Domani c’ho una festa di laurea e la mia faccia vorrebbe risultare più pura e con delle sensazioni di freschezza che non provavo da molto tempo. A presto cara barba…

ahahahahah Buona serata 😀

 

Natale

 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Fra 16 giorni nel bene o nel male sarà Natale. Si certo, sono contento perché nasce il nostro Cristo Salvatore, la mia fede si rigenera, l’anima si rinfresca un po’ e diventa più docile. Aiutare i miei ad abbellire la mia casa che si rifà il suo look. Luci di Natale, sulle ferrate del balcone, belle luminose; la tovaglia rossa sul tavolo del soggiorno, il piccolo presepe posizionato sopra la nostra antica radio, vicino alla televisione, con il bambino Gesù coperto da un pezzo di ovatta in attesa della sua nascita. Il camino che prende vita, il mio amico braciere pronto a darmi calore. Eppure questo periodo mi mette tanta nostalgia, si certo passerò il Natale con la mia famiglia i miei zii e i miei cugini, però il mese di Dicembre rappresenta un sorta di inventario personale. E in questo periodo sono felice ma una goccia di malinconia alberga nel mio infreddolito cuore. Elencare su di un foglio bianco tutto ciò che ho realizzato di buono nel 2015 e per poco il foglietto dell’inventario non rimane immacolato. Un anno è passato e molte cose non sono riuscito a fare, sogni e speranze intrappolate dalla mia timidezza e pigrizia. Non voglio nessun regalo. Non credo di meritarmelo. Non riesco mai negli ultimi anni a vivere il Natale in maniera degna e a tinte passionevoli. E’ vero, non ho vissuto un bel periodo ultimamente, tanti progetti ancora in cantina, ma almeno in questi giorni devo liberarmi dai cattivi pensieri, cercare di recuperare sane energie, derivanti dall’affetto dei miei cari e dal mio amatissimo cane, e guardare avanti. Gesù che rinasce ogni anno nei nostri cuori per rimanerci per sempre. Queste festività devono essere una sorta di input per riscrivere nuovo romanzo partendo dalla prefazione con tanto di dedica a Dio che da la su mi sopporta. Anima ribelle. Pensare solo all’inizio dell’avventura, ignorando per ora il finale, che non compete a me. In questi giorni tra influenza e maratone di partite di sport alla tv cerco di realizzare dei piccoli libricini di poesie per le mie sorelle che tanto apprezzano e stimolano la mia “indole da provetto scrittore”.