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Il Gattopardo

” In Sicilia non importa fare male o far bene: il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di “fare”. Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori già complete e perfezionate, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui abbiamo dato il “la”; noi siamo dei bianchi quanto lo è lei, Chevalley, e quanto la regina di Inghilterra; eppure da duemila cinquecento anni siamo colonia. Non lo dico per lagnarmi: è in gran parte colpa nostra; ma siamo stanchi e svuotati adesso.”

Estratto di un discorso del nobile Fabrizio Salina, protagonista del romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che descrive in maniera eccellente il proprio pensiero siciliano e del sud in generale, meta per secoli di dominio altrui. Lo stesso vale per il mio Salento, approdo di bizantini, turchi “saraceni” e di molti altri popoli che hanno colonizzato le nostre meravigliose terre.

Un libro bello, sulla nobiltà e sul popolo siciliano dell’800, finito proprio di leggere questa mattina 😀

Buona Vita 🙂

Raffaele 🙂

Piccolo pensiero

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

“L’amore non dà nulla

fuorché se stesso

e non coglie nulla se non da se stesso.

L’amore non possiede,

né vorrebbe essere posseduto

poiché l’amore basta all’amore.”

K. Gibran 

 

Piccolo pensiero per voi, innamorati dell’Amore 🙂

Raffaele 🙂

Vita :)

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

Pablo Neruda

Non conosciamo mai la nostra altezza

foto tratta dal web
foto tratta dal web
Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.

L’eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c’incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re…

Emily Dickinson 

 

Trovo sinceramente questa poesia di una maestosità seppur in piccoli e brevi versi… eh si quante volte mi sono piegato per paure costruite dal mio pensiero per paura di affrontare la realtà… non spingersi oltre per paura di affrontare la sete di verità… il mio e il nostro compito è quello di rialzarci in ogni momento della giornata sfiorando il nostro cielo, accarezzare le nuvole e riscaldarci del calore della nostra famiglia… mai dubitare dei nostri limiti e delle nostre fragilità che ci rendono più veri e più autentici in questo mondo di sguardi soli…

Buona giornata 🙂

Raffaele

Ti aspetterò mia Verità

... colori dell’arcobaleno sviliti dentro un addio di foglie morenti....
foto tratta dal web
Fiumi di parole
di una Verità e di una impresa,
di un bacio non  dato,
fiumi di parole
stanche affogano nel bisogno
di languide tracce asciutte
aperto futuro che a occhi aperti
batte colpi sulle nefandezze
schivando ogni luce innocente…

 

Dove dimori mia Verità? Troppe canzoni che si nascondono dietro una candida e indifesa lacrima che segna il percorso di ombre nascoste in piccoli frammenti di letizia di sangue raffermo.

Dove dimori mia Verità? Passata a miglior vita, colpo sordo che stona ad ogni rumore che sento di qua. Non hai più fiato, arranchi a presso alla tua valigia di cartone verso un assolato posto di una domenica qualsiasi, nessuno può saperlo. E fare tanta strada ed incontri occasionali santi, vorrei uscire ed aspettarti sulla porta di casa ma un fremito mi blocca e mi costringe ad aspettarti lontano, ad leccare le mie insulse ferite del tempo che fu. Non chiedo molto, solo di conoscerti anche se non so come andrà a finire nella notte dei tempi. Troppi problemi da risolvere alle stigmate delle nostre disgrazie conosciute per metà.

Vorrei non esserti di intralcio con i miei pianti di bambino viziato. Non cambio direzione, ne destinazione, ti aspetterò ovunque fortificherai i tuoi pregiati valori di una moralità troppo spesso denigrata e mai del tutto consolata.

 

Buon Natale, buone feste!

Buona Vita 🙂

Raffaele 🙂