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Pausa

foto tratta dal web
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Mi capita spesso, se non eternamente che al compimento della lettura di un libro, segue una forzata e violenta pausa o “stacco emotivo” prima di iniziare a leggere una nuova opera letteraria. Non so darmi una spiegazione plausibile. Per esempio, ho appena finito di leggere “Ogni mattina a Jenin” meraviglioso libro di Susan Abulhawa, stile “Cacciatore di aquiloni” (scusate se uso questo genere di paragoni, ma la descrizione di una storia o di un libro non è il mio forte 😀 ), ho provato nei giorni successivi a riprendere la lettura di un libro lasciato a metà: “I pilastri della terra” di Ken Follett, ma non sono riuscito neppure a leggere una, ma dico una, sola pagina. Ci sono quelle due fatidiche 2 barra 3 settimane prima che mi lascio trasportare da una nuova storia. Forse sono riuscito, così, a darmi una flebile risposta: questa riposo forzato è dovuto in parte ad una pausa emotiva che la mia mente mi pone quasi a livello fisiologico, per riprendere fiato, prima di donarmi con tutto me stesso ad un’altra avventura letteraria. Eh si, sono uno che si dona completamente al libro, quello che ti prende, ti fa appassionare, che ti rende artefice e vero protagonista della trama. Specie con i libri di Faletti e quindi sul genere Noir sono rimasto giorni a contemplare il finale e a riflettere sulle meraviglie, sui miracoli a livello di scrittura dell’autore. Una volta che ho finito questa avventura, accantono delicatamente il libro nella libreria, raramente cercherò di rileggerlo, un pò come una vecchia storia d’amore che non può ritornare di moda… eh adesso aspettiamo, facciamoci questa sana pausa!!!!

Buongiornooo 🙂

Raffaele

Diario di viaggio, giorno 1

foto tratta dal web
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Prima giornata, qui, al Nord. Sono a casa di una della mie sorelle e vi scrivo questo mio personale diario di bordo, diario di un breve soggiorno al Nord. Questa mattina sveglia “presto”, le 8.00 per recarmi in una piccola chiesa qua vicino. Bella e intensa celebrazione eucaristica animata dai bambini del catechismo. “Il Natale si avvicina e impariamo a vivere questi intensi momenti con la preghiera e il silenzio, soprattutto quest’ultimo, un silenzio più che altro interiore per poter contemplare al meglio questa festività. Questa la breve considerazione, questa breve omelia del prete. E accogliere, aggiungerei io con queste mia riflessione, il bambino Gesù nel nostro cuore vergine di incrostazioni e ruggine. Un silenzio pacifico, guardare negli occhi la Fede e amarla di più. Poi al termine della messa ho pranzato con tutta la mia famiglia. Pasta fatta in casa, polpettone, e tanti dolci, questo è stato il menu. Oh no sono a dieta! Se, se… Poi io, mio padre e il ragazzo di mia sorella a vederci le partite alla tv, cercando di gufare un po’ per alcune squadre, ma senza grandi risultati, visto la netta vittoria della squadra parteneopea, sapete sono interista… ahahahah scherzo! 

Adesso in questo momento che vi scrivo, sono le 18.30 e fra poco, una volta terminata questo momento di condivisione del mio Natale mi metterò a leggere, anzi a rileggere un libro di Orianna Fallaci: “Lettera a un bambino mai nato”. Mi sono illuminati gli occhi quando l’ho visto un po’ impolverato nella piccola libreria di  my sister. Poi un giorno di questi, prima del 25 andrò in centro a farmi una passeggiata e a far visita a qualche negozio. L’obiettivo? Comprarmi “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello. OH! Mi sono messo in testa di comprarlo e cascasse il mondo c’è la farò… prima o poi! Anche se ho un “un mattone” come i “Pilastri della terra” di Ken Follett da terminare, sapere quando è una missione impossibile. Ok, io vado. Se non vi scrivo per un po’ non sarà per colpa mia ma della mia Inter!!! A presto! 😀

Scusate il ritardo

foto tratta dal web
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Eccomi qui! Sono tornato! Pausa di riflessione. Scusatemi!!! Ritorno dal letargo non appena ho sentito il richiamo della primavera. Ho meditato, ho riflettuto sulla mia vita e sul mondo che mi circonda. Ho curato vecchie ferite e lasciato ombre primitive alle spalle. Ho fatto una bella scansione alla mia anima e ho ripulito il cuore da scorie quotidiane. Un piccolo inventario per capire “quel che di me nudo resta”. Ho dormito come un orso in letargo, fumato tanto, in attesa di un futuro più roseo e non oscurato  dalla nube provocata da una sigaretta. Ho ripreso a leggere, “La ragazza con l’orecchino di perla”, bellissimo romanzo. Sono ripresi anche le mie tribolazioni di pensieri, piano piano sto riprendendo a scrivere. La mia scrittura, mi appare un pò cambiata, levigata o logorata dall’apnea creativa che ho vissuto in silenzio. Non posso fare a meno del mio blog e da voi!

Buona serata amici!!!!