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Letture in corso…

Questa mattina andando all’edicola per comprarmi il mio quotidiano ho scoperto che c’era una bella offerta: due libri a 10 euro. Ho guardato con attenzione quasi tutti i libri e alla fine li ho scelti. Un romanzo giallo e 1984 di George Orwell… finalmente sono riuscito a trovarlo. Non vedo l’ora di iniziare a leggerli! Ma con calma… prima devo finire “La tregua” di Primo Levi. Diciamo che non sono uno che legge in maniera vorace, in un anno riuscirò si e no a leggere al massimo 6 romanzi però posso assicurarvi che la mia libreria è piena, anzi stra-piena per la gioia di mia padre! Ovvio, è sarcasmo il mio. Spero di non avere qualcosa di compulsivo ma ogni volta che varco la porta dell’edicola il mio primo pensiero è “che libri sono arrivati?”. Non ho un genere preferito. Mi piace svariare, anche se i Thriller mi intrigano parecchio avendo quasi tutte le opere del compianto Giorgio Faletti. Ps: raramente azzecco il colpevole! meno male che non sono un poliziotto 😛 Conosco amici che in due giorni si divorano interi libri. Io ho bisogno del mio tempo. A volte leggo 20, a volte 50 pagine al giorno dipende dalle mie voglie. Per finire l’ultimo romanzo di 900 pagine ho impiegato un mese e mezzo e non mi tiro di certo indietro quando mi cimento nella lettura dei “mattoni”. Certo magari dovrei iniziare a leggere qualche grande classico oltre a “Guerra e Pace” e “Delitto castigo” che ho nella mia libreria e “1984” è il nuovo arrivato…Leggere in fondo è come viaggiare ed entrare nelle altre Vite. Vivere nuove epoche e gustare nuovi destini senza aver paura dei pensieri del nostro tempo.

Raffaele

Riscatto

Questo post e la sua ispirazione mi è nata questa mattina quasi per caso, mentre mettevo a posto, in cantina, alcuni vecchi e ammuffiti libri. E tra questi ho trovato uno di Danielle Steel: “La lunga strada verso casa”. E’ un romanzo che avevo iniziato ad assaporarlo alcuni anni fa e chissà per quale motivo ne ho smesso la sua “degustazione”. E’ una storia di perdono e di riscatto di una tribolata esistenza di una esile fanciulla. E appena potrò questa mattina lo inizierò a leggere spero con più entusiasmo e fiducia della prima volta. Questo libro apparteneva alla mie sorelle in realtà ma diciamo che l’ho preso in prestito da loro per il semplice fatto che le storie di coraggio e di rivalsa umana di voi donne mi ha sempre affascinato. Infatti ho un altro libro di questa autrice (famosa nel mondo per aver venduto oltre 550 milione di copie delle sue opere) :”Il cerchio della Vita”.

Nella mia modesta e umile raccolta di libri ho le opere di Orianna Fallaci, “La passione di Artemisia (Gentileschi)” di Susan Vreeland, la raccolta di poesie di Emily Dickinson, “Una stanza tutta per sè” e “Crociera” di Virginia Woolf, alcuni capolavori di Margaret Mazzantini tra cui “Non ti muovere” e “Venuto al mondo” (il mio preferito) e infine due romanzi di Isabel Allende.

Insomma quasi il 40% delle opere che ho a disposizione nella mia libreria sono di autrici femminili proprio per la voglia di conoscere e approfondire l’universo femminile visto che l’uomo tende ad essere molto autoreferenziale e quasi “monocromatico”, non sempre per fortuna.

Non so se è stata una mia scelta oculata ma quando entro in un negozio vengo sempre colpito da un libro di una autrice famosa o semi sconosciuta che sia. Proprio adesso ho dato un occhiata e mi sono accorto di averne di opere vostre nella mia stanza… forse ho un mio piccolo lato femminile che ha bisogno di più attenzione, non saprei 😛

Buona Giornata Amiche ed Amici! 🙂

Buona Vita 🙂

Raffaele

Pausa

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Mi capita spesso, se non eternamente che al compimento della lettura di un libro, segue una forzata e violenta pausa o “stacco emotivo” prima di iniziare a leggere una nuova opera letteraria. Non so darmi una spiegazione plausibile. Per esempio, ho appena finito di leggere “Ogni mattina a Jenin” meraviglioso libro di Susan Abulhawa, stile “Cacciatore di aquiloni” (scusate se uso questo genere di paragoni, ma la descrizione di una storia o di un libro non è il mio forte 😀 ), ho provato nei giorni successivi a riprendere la lettura di un libro lasciato a metà: “I pilastri della terra” di Ken Follett, ma non sono riuscito neppure a leggere una, ma dico una, sola pagina. Ci sono quelle due fatidiche 2 barra 3 settimane prima che mi lascio trasportare da una nuova storia. Forse sono riuscito, così, a darmi una flebile risposta: questa riposo forzato è dovuto in parte ad una pausa emotiva che la mia mente mi pone quasi a livello fisiologico, per riprendere fiato, prima di donarmi con tutto me stesso ad un’altra avventura letteraria. Eh si, sono uno che si dona completamente al libro, quello che ti prende, ti fa appassionare, che ti rende artefice e vero protagonista della trama. Specie con i libri di Faletti e quindi sul genere Noir sono rimasto giorni a contemplare il finale e a riflettere sulle meraviglie, sui miracoli a livello di scrittura dell’autore. Una volta che ho finito questa avventura, accantono delicatamente il libro nella libreria, raramente cercherò di rileggerlo, un pò come una vecchia storia d’amore che non può ritornare di moda… eh adesso aspettiamo, facciamoci questa sana pausa!!!!

Buongiornooo 🙂

Raffaele

Libri, libri, libri :)

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Ultimamente, sarà l’estate che mi invoglia, ho un parziale aumento di desiderio di leggere ma in particolar modo di comprare libri. Un impulso culturale per me che amo aumentare il volume della mia libreria per la gioia di mio padre. Ho comprato di recente due libri e ne comprerò altri due domani con la paghetta di domenica 🙂 Tramite consiglio di un mio amico, ho iniziato a leggere, anzi a provare a leggere “Delitto e Castigo” per dar via ad una mia fase della mia vita in mezzo ai libri… ovvero leggere i grandi classici con più insistenza. Purtroppo non ho avuto una grande base scolastica alle spalle che mi permetta di amare fin da subito e con un minimo di studio questi “grandi e intramontabili libri”, ma non credo che sia uno ostacolo. Ho letto Hemingway e Victor Hugo senza grossi patemi, sto avendo difficoltà con Dostoevskij. Le prime 50 pagine del libro “Delitto e Castigo” le ho lette un pò affannosamente, arrancando in un alcune parti della trama. Ma sono un testardo e di certo non mollerò 🙂 Ho già tre libri lasciati a metà e non mi và di lasciare anche questo… una piccola sfida personale, sono sicuro che più in là mi piacerà… tutti me lo hanno consigliato… e il protagonista Raskol’nikov è ben descritto e mi incuriosisce nella sua descrizione che lo scrittore fa di lui…

Non ho un genere letterario ben preciso e questo credo sia un bene, mi permette di spaziare senza troppi timori e pregiudizi su ogni libro, anche se il “Noir” e il “Giallo” mi affascinano di più… 🙂

Continua…

Raffaele

Ciaoooo

Diario di viaggio, giorno 2

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

“Delitto e castigo” di Dostoevskij, “Il fu Mattia Pascal”. Sono questi due meravigliosi libri della letteratura i miei regali che mi sono fatto a me stesso per questo natale. Scelti senza ragione, tra le immense scelte dei “miei amici” all’interno di una biblioteca in centro. Ah come vorrei passare la mia esistenza dentro un negozio di libri! Sentire il loro profumo, sfogliare le innumerevoli pagine che tessono una storia, una favola, un tralcio di destino. Girare il mondo intero, conoscere personaggi, relazionarsi con la creatività di scrittori e poeti. Tutto questo mi affascina. Mi dovevate vedere, ero un bambino felice come dentro un negozio di dolci o di giocattoli. E litigare, ora, con il mio pensiero, dura diatriba con me stesso sul fatto che non so da quale libro iniziare ad “amoreggiare con l’incanto e la forza delle parole”. Prima mi finirò di leggere “Lettera a un bambino mai nato” di Orianna Fallaci e poi parallelamente ai “Pilastri della terra” inizierò un nuovo libro, visto la sua “mole di pagine”. Dite che sbaglio a leggere due opere contemporaneamente? E’ meglio focalizzare la mia attenzione solo su una. E’ solo che non vedo l’ora di “assaggiarli” questi miei regali di Natale. Leggere, leggere, leggere… scrivere, scrivere e scrivere… poetare, poetare, poetare… far vivere la mia creatività “sotto l’albero” prima di ritornare alla realtà. Oddio, non è che lo faccio tutto giorno. Al massimo due ore, ma come mi sento bene!
E voi vi siete fatti già fatto il vostro regalo per Natale?
A presto!
Raffaele