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Incomprensioni

Raffaele, se tu vuoi ti posso presentare una mia amica… non è molto bella… ma se vuoi te la presento, studia Medicina, all’Università di Bari (ed ecco che Francesca mi mostra una sua foto da Instagram)

No guarda… scusami ma no, no, grazie per il pensiero!

Ma perchè?

No sto bene da solo, non ho voglia di conoscere una ragazza.

Sei per caso gay?!

Ma no Francesca e che nei confronti di voi donne sta cambiando le mie opinioni.

Ah ok… (non ha capito il senso del mio messaggio)

Ecco… qual è il messaggio. Direi che nella mia Vita, ormai giunta in un limbo tra la giovinezza e il mondo degli adulti, ho avuto tante delusioni da parte delle ragazze che ormai non mi va più di innamorarmi o impegnarmi in una relazione.

Forse i single sono “contro natura” non lo so ma la mia solitudine è un luogo in cui ho imparato a viverci con umiltà e non più con spavento. Ho il coraggio di professare la mia indipendenza da altrui individui.

Ho capito che sono nel più totale imbarazzo quando mi devo approcciare con le donne.

La cosa più giusta per me è averle come amiche e basta.

E questo mi basta, visto che le persone più importanti della mia vita sono stati mia madre, le mie due sorelle e le mie due migliore amiche.

Credo molto nei segnali che il Destino mi mandi, anche nelle ore più buie.

Non nutro segnali di rassegnazione o sconfitta del mio cuore anzi sono felice per aver capito, in quel frangente della mia esistenza, il mio posto nel mondo.

Raffaele

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Attimi

Il tempo di una preghiera,

il tempo della riconciliazione,

il tempo di partire,

il tempo per soffrire o maledire una indomita emozione,

il tempo di capire e tradurre ogni mio limite,

il tempo di fare un passo in avanti,

il tempo di pensare che ho ancora molto da dire,

il tempo di chiedere scusa al mio avvenire,

il tempo di sussurrare parole dolci al mio cuore,

il tempo di ascoltare il rumore dei miei anni,

il tempo di sentirmi complice della mia malinconia,

il tempo di essere più leggero intorno alla mia ortodossia,

il tempo di schiaffeggiare la mia anima vagabonda,

il tempo di credere che la Vita è una bella canzone

da ascoltare al riparo da un improvviso acquazzone…

Raffaele

Il bello arriva ora…

Ora arriva bello.

Dopo tanta bellezza vissuta nel periodo natalizio, ora, si ritorna alla normalità.

Modena è stata per me come una bolla di sapone.

Un Tempo dorato dove professare la mia Felicità, comprendere la sua musica e ascoltare l’imprevedibilità del mio tempo.

Ma appena arrivato a casa la mia Vita deve ritornare a fare il suo mestiere di madre un pò dolce, un pò severa ma comunque comprensiva nei riguardi di un imprevedibile viaggiatore di parole e follie estive.

E’ troppo facile essere felici quando si è felici.

Devo imparare a mitigare la mia malinconia e trarre linfa da un suo pianto o da un suo lamento prima che la nebbia si diradi e mi riscopro nudo di fronte alla mia ipocrisia acerba e mal odorante di pensieri selvaggi.

Raffaele

Vita gratis

No. Non credo che esista una Vita “Gratis”.

Perfino le nostre emozioni hanno un costo, e l’ho capito forse un pò troppo tardi.

La Vita prima o poi ci chiederà il conto e noi in qualche modo dobbiamo rinsaldare questo debito.

Anche l’Amore ha un prezzo ma sappiamo che il duro lavoro e ogni singolo sforzo, ogni goccia di sudore e ogni singolo battito del nostro Cuore non risulterà vano.

Raffaele

Scelta

Questa mattina ero indeciso tra due cose: aprire il mio Pc e giocare un pò a Football Manager o riscoprire il gusto di ricamare un mio pensiero, qui, sul mio blog.

Non ho esitato molto nella scelta, come potete ben vedere.

Purtroppo quest’anno per me dal punto di vista artistico, della scrittura nello specifico, non è nato nelle migliori intenzioni. Ho smarrito, ho perso la voglia di scrivere poesie… intrappolato forse in una pigrizia o uno stordimento elegante che non mi ha permesso di elaborare pochi sentimenti.

E’ come se avessi soffocato i battiti del mio cuore. Appesantito dai suoi battiti, dai suoi passi non più leggeri ma sporchi di fango per via di una pioggia che non ha smesso di far il suo dovere nemmeno alle porte della primavera.

Mi sveglio con delle buone intenzioni ma mi basta poco affinchè l’ispirazione prenda altre direzioni. Non riesco più ad essere “fulminato” da una emozioni: che sia una lacrima o un giorno di ordinaria follia. E ne soffro un pò.

Non so se questa mia pausa di riflessione sia terapeutica come balsamo di vecchie ferite del passato ma forse dovrei sfruttare questa assenza di suoni per ascoltarmi dentro… o forse semplicemente sta per nascere una nuova poesia dentro me…

Vi chiedo scusa,

Raffaele