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Ordine insurrezionale

Briciole di pane raffermo sul tavolo poste in maniera del tutto calibrata,

una candela che sta per terminare la sua resurrezione,

le lancette dell’orologio sembrano fermare l’irruzione del mio tempo,

una canottiera ancora umida adagiata sul termosifone ancora tiepido…

è tutto ciò che resta di me in questo propagarsi di ricordi e vuoti apocalittici di memoria orfana.

Evidenza di una natura disgiunta da un pensiero tenebroso che vaga silente in questa stanza del cuore per ora priva di luce fredda e rigida che ristabilisca la Vita nella mia stessa Vita. Un respiro pesante per chi come me dalla bellezza di una spoglia ed enigmatica felicità vuole rimanere assente…

Il tempo per riabbracciarla sembra fatta di una somma di attimi digiunanti e privi di ordine insurrezionale e magistrale risulterebbe l’ardore di una scusa per non morire dove questo sole nella maternità di un tuo sorriso vuole farsi assopire…

Raffaele

… chiedimi se sono Felice

“Chiedimi se sono Felice, davvero!”

E’ il tuo cuore che ti parla.

Cazzo, rispondi!

Non aver paura di sprecare un minuto della tua disordinata vita per capire chi c’è al di là di quella immagine riflessa… se ne vale ancora la pena piangere per un suo battito mancante se la tua felicità risulta equidistante dal volo di un aquilone, se hai ancora centimetri di cielo sotto i tuoi piedi…

se sono ancora capace di fidarmi di me… se la nudità del tuo corpo attira ancora qualche brivido di sentimento, per uno stronzo come te…

ma fai presto Raffaele, questa commedia prevede solo un atto.

Prendi la mira e spara!

L’ultimo Ti Amo

L’ultimo Ti Amo l’ho detto più di dieci anni fa o forse non l’ho mai detto a lei a cui il profumo della sua pelle mi rievoca il gusto di infinite gocce di rugiada dopo notti passate a tramandare il suo spirito. La mia anima ora cerca lei seppur i colori della mia vita si stanno avvilendo, sacrificio della mia Felicità. Il mio destino mi ha intrappolato negli abissi del tempo e quella sua immagine rimane impressa nei miei ricordi come il pianto di un bambino… Ti cercherò nel silenzio dei miei ultimi giorni…

Raffaele

(Immagine tratta dal web)

Frammenti

“Siamo solo di passaggio in fondo…”

Come se questa Vita sia solo un biglietto di sola andata, senza una destinazione, uno scopo, un senso a cui aggrapparci quando in una assolata giornata di sole incombe un acquazzone estivo. No mi dispiace non ci credo. Credo semmai nella follia delle mie parole, di uno schiaffo da parte del mio destino che mi rinfranca dopo una delusione amorosa, credo nel silenzio del mio cuore e nella raffinatezza di ogni battito del mio cuore donato per una amica. Credo nell’esperimento testardo di ogni mia emozione che cerca docilmente di non risultare solo una sommatoria della ragione agli occhi mistici della gente, credo nel respiro materno dei miei genitori e delle mie sorelle che non smettono mai di effondere tutta la bellezza della mia esistenza anche quando mi chiudo in me stesso e affondo nella mia carne stanca e disidratata tutte le mie speranze in un grido di dolore, credo nella timidezza della mia preghiera e dell’efficacia del calore della luna che mi fa intravedere le profondità delle mie parole prima che mi perdo nei miei rancori…sentirmi dentro ogni mio sapore che sa di incenso e vaniglia… No, mi dispiace ma non mi sento di passaggio…

Raffaele

…dentro me

Non sono mai stato bravo a scrivere, a produrre in maniera schiva e contraddittoria le mie emozioni, sale aromatico, a saper abbellire il mio cielo di nuove stelle, un sole che si presta a urlare il suo domani prima che il buio inghiottisca una esile e stordita speranza. Non sono stato mai bravo a scrivere, a credere nei miracoli: la mia fede e la sua più remota illusione di salvezza. Non sono stato mai bravo a scrivere, a consolarmi di incenso delle mie stesse fertili e vagabonde parole…

Non confessare ciò che sognavo,

chi abita ancora dentro me?

Raffaele