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Indecifrabile

Ecco lo sono.

Sono un tipo Indecifrabile.

Ieri per esempio di punto in bianco sono andato a letto alle 21, semplicemente perchè non mi andava di far niente.

Sono ritornato su Instagram a pubblicare stories e video dopo che qui avevo sbandierato il mio nuovo ateismo dai social.

Oppure la voglia di ritornare, quotidianamente, ad imparare e rispolverare il mio vecchio Inglese dedicando un ora al giorno ma puntualmente vengo smentito dalla mia fiorente pigrizia emotiva.

Insomma non credo di essere un tipo molto affidabile per via della mia lunaticità e repentini cambi di direzione neanche fosse un giocatore di talento che ama alla follia fare i dribbling sulla fascia.

Non riesco a essere coerente con il mio pensiero per più di un giorno di fila.

Sapete quante volte mi sono ripromesso di abbandonare Instagram o dare una nuova sfumatura alla mia esistenza?

Macchè nel giro di 24 ore ritornavo punto e capo.

Ormai i miei genitori e parte dei miei amici si sono abituati.

Quante volte volevo lasciare una cosa per poi ritornare sui miei passi con tanto di coda tra le gambe come per esempio quando avevo deciso di lasciare l’oratorio ma poi mi è bastato un invito del mio Don e allora ho fatto marcia indietro.

Il mio entusiasmo e la mia malinconia per sfortuna o per gioia non durano molto ed ogni giorno mostro una porzione diversa, nuova e inaspettata della mia Luna…

Non se se correggermi o lasciarmi andare e bastarmi così… senza troppe e violente correzioni!

Raffaele

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Gocce di Luna

Gocce di Luna. Sera disinibita. L’odore delle ossa sotto una coltre di neve. Primo sole del mattino. E’ tardi per riposare. Curare il silenzio della tua saggezza. Profumo di rosmarino. Un sentimento è appena sbocciato ed io rimango distratto dalla natura benigna della tua voce.
Chissà quante parole geometriche usciranno indiscrete da queste gocce di Luna e non sentirmi uno straniero se questo eterno pellegrinare intorno al tuo cuore altro non è che un esodo che in questo universo scatena un piccolo rumore…

Raffaele

Un addio di foglie morenti

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Oggi non ci sei. Ne ora, ne mai. I colori dell’arcobaleno sviliti dentro un addio di foglie morenti. Visualizzi ma non rispondi. Nessun segnale da decifrare, da capire. Attese finte che diventano banali. La luna cerca un tuo sguardo per capire il perché di questa fuga. Scendi dal paradiso e illuminami, con quel  poco di luce c’è. Il cuore si fa leggero. Bulimia di baci. Mi mancano. La mia pelle è nuda, ore a ricomporla. Sono un puzzle di pezzi inermi, un rimpasto senza sapore, l’odio senza rancore. L’odore rinchiuso all’interno di una mimosa… vola via in un incontro serale senza fisso menu. Senza spine, solo un filo di trucco. Mentire, scrivere una lettera e riconoscere il mio groviglio di illusioni. Cortese in un inchino, succube di modelli romantici sotto vuoto. La verde e arrugginita panchina non parla più il nostro ingombro peso d’amor. La felicità è un passo più lungo della gamba su un percorso di fango e sassi e mi ritrovo a perdere facilmente il ritmo. Ora senza luce vivo, di nascosto mi nutrirò di destini fragili. Dipendente di pittoresche emozioni a cui non posso resistere. Farò pena agli ottimisti che squarciano il sole con il cuore altrui. Oh mio assolato cuore, che ormai dopo di te nulla vive… la mia eternità piange e piangerà tra le pagine di un futuro ironico e disonesto… Cosa vuoi sapere ancora di me? Tentazioni, capire quali parti dell’anima rimangono confuse. Bere gratuitamente dalle fonti della tua bellezza senza capire le dovute conseguenze, rischiare di soffocare. Che si fa ora a mezz’ora da una lacrima?