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La povertà di ognuno di noi

Girovagando un po’ su internet mi sono soffermato su un sito internet che riportava il messaggio per la Quaresima del nostro Papa Francesco del 2014. Il tema trattato nel messaggio Quaresimale è incentrato sulla miseria. In questi giorni, involontariamente, mentre il mio mondo gira verso orizzonti nuovi e insoliti, mi sta capitando di riflettere sul mio passato e sul mio indecifrabile presente. Cerco di contare le stelle che rianimano il mio cielo, cerco di contare i passi che ho fatto e che farò con l’aiuto Divino.

Riflettere, porsi delle domande, dare ossigeno all’anima. Scovare tracce di un senso, tracce di una vita che a volte mi scivola via dalle mani, come granelli di sabbia.

Il nostro Pontefice suddivide la miseria, la povertà in spirituale, morale, materiale. Definizioni perfette a tutto tondo, semplici ed esaustive. Ad ognuno di esse, cari amici, farò delle mie personali riflessioni  che solleticano il mio corpo che subisce le intemperie di questa estate passata “alla profonda meditazione interiore”.

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Per Papa Francesco “La miseria materiale” è quella che comunemente viene chiamata povertà e tocca quanti vivono in una condizione non degna della persona umana: privati dei diritti fondamentali e dei beni di prima necessità quali il cibo, l’acqua, le condizioni igieniche, il lavoro, la possibilità di sviluppo e di crescita culturale. Di fronte a questa miseria la Chiesa offre il suo servizio, la sua diakonia, per andare incontro ai bisogni e guarire queste piaghe che deturpano il volto dell’umanità. Nei poveri e negli ultimi noi vediamo il volto di Cristo; amando e aiutando i poveri amiamo e serviamo Cristo. Il nostro impegno si orienta anche a fare in modo che cessino nel mondo le violazioni della dignità umana, le discriminazioni e i soprusi, che, in tanti casi, sono all’origine della miseria. Quando il potere, il lusso e il denaro diventano idoli, si antepongono questi all’esigenza di una equa distribuzione delle ricchezze. Pertanto, è necessario che le coscienze si convertano alla giustizia, all’uguaglianza, alla sobrietà e alla condivisione…

Fortunatamente ho sempre vissuto in famiglia agiata, mio padre e mia madre non mi hanno fatto mancare mai niente, nonostante i loro notevoli sacrifici. Sono un ragazzo molto sensibile al tema della povertà, non ho mai sperperato i soldi che i miei mi davano, faccio delle rinunce quotidiane e vivo per l’essenziale. Non ho mai avuto contatti in prima persona con i pover. Ho sempre pregato per loro, alle uscite dei centri commerciali o in stazione non manca l’offerta e se vi sono raccolte fondi la mia famiglia partecipa attivamente . Mi chiedo come fanno a non mollare, come fanno ad andare avanti, ad amare la loro vita passata a chiedere l’elemosina, come fanno ad avere speranza e amore, come fanno i loro occhi a vedere un cielo stellato. E la risposta c’è la da Francesco. E’ Cristo che accoglie  tutti loro e li fai veri Testimoni della Fede.

“Beati voi poveri, perché di essi è il Regno dei cieli” Lc 6,20

Se siamo umili come loro se siamo “ricchi” dentro, se la nostra fede, al di là dei beni materiali e ricchezze che possediamo o no, è salda nell’amore di Cristo Risorto allora la nostra vita ha un senso. Patire una morale ingiusta, patire le più atroci discriminazioni, essere denigrati perché non si ama il dio denaro, ma alla fine varcare le porte della vera Vita che ci attende dopo la morte, la Vita Eterna. Da sottolineare che esistono persone, poco “pubblicizzati” che volontariamente, decidono di abbandonare tutto per seguire una esistenza terrena diversa come fatto da Francesco D’Assisi.

 

Un altro tipo di miseria che viene citata nel messaggio Quaresimale è quella morale… “Non meno preoccupante è la miseria morale, che consiste nel diventare schiavi del vizio e del peccato. Quante famiglie sono nell’angoscia perché qualcuno dei membri – spesso giovane – è soggiogato dall’alcol, dalla droga, dal gioco, dalla pornografia! Quante persone hanno smarrito il senso della vita, sono prive di prospettive sul futuro e hanno perso la speranza! E quante persone sono costrette a questa miseria da condizioni sociali ingiuste, dalla mancanza di lavoro che le priva della dignità che dà il portare il pane a casa, per la mancanza di uguaglianza rispetto ai diritti all’educazione e alla salute. In questi casi la miseria morale può ben chiamarsi suicidio incipiente”

A conclusione del discorso sul tema della povertà Bergoglio ci spiega cosa si intende per miseria spirituale. La miseria spirituale, (è quella) che ci colpisce quando ci allontaniamo da Dio e rifiutiamo il suo amore. Se riteniamo di non aver bisogno di Dio, che in Cristo ci tende la mano, perché pensiamo di bastare a noi stessi, ci incamminiamo su una via di fallimento. Dio è l’unico che veramente salva e libera. Il Vangelo è il vero antidoto contro la miseria spirituale: il cristiano è chiamato a portare in ogni ambiente l’annuncio liberante che esiste il perdono del male commesso, che Dio è più grande del nostro peccato e ci ama gratuitamente, sempre, e che siamo fatti per la comunione e per la vita eterna. Il Signore ci invita ad essere annunciatori gioiosi di questo messaggio di misericordia e di speranza! È bello sperimentare la gioia di diffondere questa buona notizia, di condividere il tesoro a noi affidato, per consolare i cuori affranti e dare speranza a tanti fratelli e sorelle avvolti dal buio. Si tratta di seguire e imitare Gesù, che è andato verso i poveri e i peccatori come il pastore verso la pecora perduta, e ci è andato pieno d’amore. Uniti a Lui possiamo aprire con coraggio nuove strade di evangelizzazione e promozione umana…”

foto tratta dal web
foto tratta dal web

E’ una miseria di cui ne soffro un po’, e non mi vergogno di dirlo, a volte mi sento come una pecorella smarrita, perchè ho preferito seguire strade meno tortuose, fatte di sacrifici e addii e seguire scorciatoie che portavano dritte al peccato. Andare e servire messa, mi fa stare bene. Non è tutto rosa e fiori, ci sono stati momenti della mia vita in cui gli ho voltato le spalle. A volte rifiuto il suo amore, ma poi mi basta la recita di un rosario, o un compiere un gesto d’amore verso il prossimo per rimettermi in cammino con Lui. Lui non mi ha mai condannato e punito, ma anzi ha lavorato di nascosto per ri-purificare il mio cuore. Siamo liberi di scegliere, Gesù non ci obbliga a seguirlo, non ci impone una scelta radicale. O ci facciamo travolgere dal male o seguiamo la strada che un giorno ci condurrà alla Vita Eterna. Non è facile avere lo stesso ritmo giorno dopo giorno, siamo umani e l’errore e una debolezza sta dietro l’angolo, ma grazie all’aiuto di una preghiera o anche semplicemente mettendo in pratica i Suoi insegnamenti ritorneremo ad ammirare la Sua Luce.

foto tratta dal web
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“Dobbiamo nutrire una compassione profonda per gli altri. Per potere avere il cuore colmo di compassione dobbiamo pregare, e soprattutto essere gentili verso i poveri. Noi pensiamo di fare tanto per i poveri, ma sono loro che ci rendono ricchi. Siamo in debito con loro. Volete fare qualcosa di bello per Dio? C’è qualcuno che ha bisogno di voi. È la vostra occasione.”    Madre Teresa di Calcutta

 

Buona Serata!!!!