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Un lungo sogno….

Ieri mi è capitato di dormire nel pomeriggio per ben tre ore dalle 13 alle 16. Non ho fatto in tempo a digerire il pranzo a dovere. Una forte esigenza, la mia, di chiudere gli occhi per lunghi istanti e lasciarmi andare alle leggi del tempo. Ho sognato. Ho fatto un sonno molto ricorrente nell’ultimo periodo ovvero quella della mia esperienza da scolaro alle scuole medie del mio paese. Ho fatto un sogno intenso che riguardava molti aspetti di quei tre anni non certo rimasti tra i miei ricordi più dolci e pacati… anzi per tutta la durata della scuola sono stato preso di mira da un compagno di classe che si faceva beffe di me davanti a tutti anche per via del mio carattere troppo fragile per difendermi da lui e dal suo carattere sopra le righe. Ero in parte lo zimbello della classe e poco serviva vantarmi di essere il portiere titolare di una famosa squadra di calcio locale. Non sono stati momenti per me indimenticabili ma nonostante ciò continuano costantemente a raffiorare nei miei ricordi. A volte sogno in quel medesimo sogno di essere il portiere della squadra di calcio della scuola nei campionati studenteschi e di fare sempre una grande prestazione e in parte riscattarmi come bambino. Ma ciò non avvenne perchè non potei svolgere attività agonistica per dei presunti problemi al cuore poi con il tempo passati… e vabbè già capivo in fondo come sarebbe stata una fetta della mia vita… sempre fuori fase e stonato con il mio destino…

Ma siccome tra le mie innumerevoli illusioni credo che tutto abbia un senso, credo che anche quel sogno ricorrente abbia in realtà celato un senso preciso…

l’unica spiegazione che mi dò è il senso e la voglia di riscatto di questa vita che ora mi appare vuota e spoglia di ogni connessione con la mia realtà…

è tempo di pensarci sù…

Raffaele

 

Umili servitori

“Servitori dell’Umanità” è una espressione usata da un giovane prete in un video youtube. E’ una bella responsabilità e un privilegio che ognuno di noi deve adempiere nel corso della propria giovane esistenza. Credenti e non dobbiamo essere gocce di acqua pulita, buona e dissetante che irrigano una terra non sempre fertile e pronta ad ospitare nuovi virgulti. Spesso rinuncio all’amore instancabile dei miei familiari o quello sincero dei miei amici… a volte rinuncio all’estrema bellezza di una innocente felicità perchè rinchiuso dentro uno stanza a cui ho strappato via le finestre per paura di dialogare con il mondo…

“Servitori dell’Umanità” con la consapevolezza di accettare la nostra povertà spirituale e di vivere in quella umile umiltà d’animo… fuoco ardente dei nostri cuori…

Buona Vita

Raffaele

Pensierosportivoblog- La Vittoria più bella

foto tratta dal web

 

E’ la Vittoria più bella… il Ciclismo che nella giornata di oggi ha scritto una delle più belle pagine di Amicizia di un romanzo: lo Sport che ci sorprende con ogni sua sfumatura poetica. Richard Carapaz e Michal Kwiatkwoski entrambi campagni di squadra dello stesso Team: la Ineos orfana della sua punta di diamante ovvero Bernal costretto ieri al ritiro dalla corsa francese. Nella 18esima tappa del Tour de France potremmo dire che ha vinto il destino. I due corridori in fuga per tutta la giornata e che tagliano il traguardo abbracciati. Al fotofinish la decisione finale su chi ha vinto la tappa ma solo in maniera ufficiosa. Ci hanno sorpresi il colombiano e il polacco della Ineos. Si prospettava una vittoria del primo per “ordini si scuderia” oppure che entrambi negli ultimi chilometri, ormai imprendibili per gli inseguitori e il gruppo maglia Gialla, di giocarsi a tu per tu il successo finale. Ma per fortuna è finita diversamente, nello stupore generale. Un abbraccio, un semplice e sincero abbraccio… è così che deve essere inteso lo Sport. Entrambi hanno riposto le loro ambizioni personali e hanno lasciato fare al destino nonostante per Michal fosse, oggi, il suo primo trionfo al Tour de France.

Il Ciclismo come metafora della nostra esistenza, un esempio da seguire e tramandarlo ai nostri piccoli campioni, in Oratorio come in famiglia. Fatica, sudore, giorni di sole e giorni di pioggia ma anche grandi momenti di gioia e di bellissima Speranza.

Dopo la mitica foto di Coppi e Bartali un’altra immagine che resterà in pressa nei cuori di tutti gli amanti dello Sport.

Raffaele

Non credevo…

foto tratta dal web

 

Non credevo che la Felicità volesse significare impegno e dedizione. E’ un talento che va conquistato giorno dopo giorno senza il fardello delle nostre ansie quotidiane. Essa non va cercata alla luce del sole ma nella penombra, nei luoghi più nascosti del nostro pensiero. Essa va conquistata perchè non è gratuita, non si trova nelle bancarelle dei supermercati a prezzi scontati. Credevo fosse naturale essere felici ma la sua naturalezza va cercata nel perdono e nell’autenticità delle nostre debolezze e di una vanitosa fragilità… non è l’evoluzione imperiosa del nostro tempo, semmai la sua stessa e identica copia, il suo lato migliore o la sua parte più nascosta e imprevedibile… si perchè fin quando non apriamo con stupore le porte del nostro cuore non sapremo mai in che forme e orizzonte lei si presenterà da noi…

Raffaele

Chisenefrega!

Alla fin fine il supporto terapeutico dei miei amici ieri e il post sul blog mi hanno rasserenato molto. Alla fine non mi deve importare il numero delle persone che seguono le mie dirette o apprezzano le mie storie ma la qualità, di chi crede nei miei pensieri, anche se fosse solo una. Altrimenti risulterei ipocrita e penserei solo all’apparire ed una cosa che più detesto e non credo nemmeno di avere le doti artistiche per farlo… preferisco rimanere arroccato nella mia “umile umiltà”. Dovrei ripartire da un commento fattomi giovedi al mio esordio di questo pazzo mio esperimento dove mi si faceva complimenti per le mie poesie e di continuare avanti sulla mia strada. Non so francamente se un giorno pubblicherò una mia personale opera che sia un romanzo o una raccolta dei miei pensieri perchè credo nella loro gratuità… non voglio nessun tipo di compenso e non voglio avere la esclusiva esclusività delle mie parole. Esse devo rimanere libere e non imprigionate in una sorta di privacy tutta particolare… altrimenti non pubblicherei mai lasciandole in un file word. Ovviamente appongo ad ogni mia poesia la mia firma o il mio nickname ma giusto per sentirla più mia, una mia creazione. Una volta un mio amico ha fatto uno Screenshot senza chiedermi permesso e non me la sono presa, anzi un pò mi faceva piacere. Il discorso risulta diverso se quelle mie poesie serviranno per un mio tornaconto economico ma adesso non è giunto quel tempo…

alla ricerca costante della mia imperfezione!

Buona Vita!

Raffaele