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Ripartire da noi Peccatori…

La Chiesa dovrebbe ripartire da noi fedeli, da noi poveri peccatori.

Penso a tutti quei laici che dedicano buona parte del loro tempo al servizio della Chiesa.

Il suo Messaggio di Evangelizzazione sta trovando delle difficoltà, sta rallentando la sua efficacia e fa fatica ad entrare nel cuore dei giovani.

La Chiesa ha troppi peccati che ha cercato di nascondere sotto il tappeto. E’ diventata sempre meno umile e servitrice perdendo la sua originale vocazione.

I numerosi scandali che hanno coinvolto i “piani alti” della Chiesa hanno reso poco credibile il suo compito di portatrice del messaggio d’Amore e di Salvezza. Non lo è più credibile soprattutto per i giovani che ora cercano la mondanità rispetto alla preghiera.

La Chiesa non è più credibile ed è ora che si prenda una pausa di silenzio e di raccoglimento. Cercare di trovare quella Luce che sulla via di Damasco ha cambiato la Vita di un suo illustre protagonista.

Le crisi vocazionali, la non più efficace proposta di Spiritualità ci sta portando via via verso una Società che non ha più bisogno di Dio. Una Società “Self-Service”.

Ripartire da quei pochi fedeli che ancora si accostano, ogni domenica, all’Eucarestia con il cuore ancora limpido e innocente. Una Chiesa che non dimentica la sua Storia e le sue origini ma che non conservi appieno quella parte Conservatrice che non rispecchia più il destino del nostro Tempo. Una Chiesa che si affacci senza paura al Nuovo Mondo contemplando le nuove sfumature di questo nostro Cielo che richiede una Verità che aiuti i nostri battiti del cuore ad avere un loro lessico.

Una Chiesa che riparta da quei Giovani che nonostante tutto continuano ancora a Credere nel suo Mistero e nella sua Storia. Quei Giovani di cui la loro Fede è un grande atto d’Amore da non disperdere e dimenticare attratti da inutili e puerili ricchezze mal comprese. Ripartire dal loro “Si!” quotidiano a Gesù.

E a loro e a tutti i Laici di buona Volontà che la Chiesa deve nutrire quella Speranza dispersa e non consacrata per poter continuare ad essere fuoco vivo per la nostra intera Umanità.

Raffaele

Sperimentarsi

Ho iniziato a produrre su Instagram delle brevi Video-Storie della durata massimo di un minuto dove io mi racconto, esprimo i miei pensieri. Insomma come se proponessi il menù del giorno.

E questo menù, quasi giornaliero, sembra funzionare. Ho dei riscontri positivi a riguardo. Il novanta per cento segue tutto il mio pensiero inserendoci qualche commento o considerazione.

Lo faccio per gioco, per divertimento e per sperimentare un mio nuovo linguaggio, una mia nuova forma comunicativa. Potrei anche leggere una mia poesia, recitare un verso musicale che mi ha colpito in quel momento o esprimere una tenue opinione.

Non saprei ma per ora, ci sono e si vede 😀

Raffaele

Un lungo sogno….

Ieri mi è capitato di dormire nel pomeriggio per ben tre ore dalle 13 alle 16. Non ho fatto in tempo a digerire il pranzo a dovere. Una forte esigenza, la mia, di chiudere gli occhi per lunghi istanti e lasciarmi andare alle leggi del tempo. Ho sognato. Ho fatto un sonno molto ricorrente nell’ultimo periodo ovvero quella della mia esperienza da scolaro alle scuole medie del mio paese. Ho fatto un sogno intenso che riguardava molti aspetti di quei tre anni non certo rimasti tra i miei ricordi più dolci e pacati… anzi per tutta la durata della scuola sono stato preso di mira da un compagno di classe che si faceva beffe di me davanti a tutti anche per via del mio carattere troppo fragile per difendermi da lui e dal suo carattere sopra le righe. Ero in parte lo zimbello della classe e poco serviva vantarmi di essere il portiere titolare di una famosa squadra di calcio locale. Non sono stati momenti per me indimenticabili ma nonostante ciò continuano costantemente a raffiorare nei miei ricordi. A volte sogno in quel medesimo sogno di essere il portiere della squadra di calcio della scuola nei campionati studenteschi e di fare sempre una grande prestazione e in parte riscattarmi come bambino. Ma ciò non avvenne perchè non potei svolgere attività agonistica per dei presunti problemi al cuore poi con il tempo passati… e vabbè già capivo in fondo come sarebbe stata una fetta della mia vita… sempre fuori fase e stonato con il mio destino…

Ma siccome tra le mie innumerevoli illusioni credo che tutto abbia un senso, credo che anche quel sogno ricorrente abbia in realtà celato un senso preciso…

l’unica spiegazione che mi dò è il senso e la voglia di riscatto di questa vita che ora mi appare vuota e spoglia di ogni connessione con la mia realtà…

è tempo di pensarci sù…

Raffaele

 

Umili servitori

“Servitori dell’Umanità” è una espressione usata da un giovane prete in un video youtube. E’ una bella responsabilità e un privilegio che ognuno di noi deve adempiere nel corso della propria giovane esistenza. Credenti e non dobbiamo essere gocce di acqua pulita, buona e dissetante che irrigano una terra non sempre fertile e pronta ad ospitare nuovi virgulti. Spesso rinuncio all’amore instancabile dei miei familiari o quello sincero dei miei amici… a volte rinuncio all’estrema bellezza di una innocente felicità perchè rinchiuso dentro uno stanza a cui ho strappato via le finestre per paura di dialogare con il mondo…

“Servitori dell’Umanità” con la consapevolezza di accettare la nostra povertà spirituale e di vivere in quella umile umiltà d’animo… fuoco ardente dei nostri cuori…

Buona Vita

Raffaele

Pensierosportivoblog- La Vittoria più bella

foto tratta dal web

 

E’ la Vittoria più bella… il Ciclismo che nella giornata di oggi ha scritto una delle più belle pagine di Amicizia di un romanzo: lo Sport che ci sorprende con ogni sua sfumatura poetica. Richard Carapaz e Michal Kwiatkwoski entrambi campagni di squadra dello stesso Team: la Ineos orfana della sua punta di diamante ovvero Bernal costretto ieri al ritiro dalla corsa francese. Nella 18esima tappa del Tour de France potremmo dire che ha vinto il destino. I due corridori in fuga per tutta la giornata e che tagliano il traguardo abbracciati. Al fotofinish la decisione finale su chi ha vinto la tappa ma solo in maniera ufficiosa. Ci hanno sorpresi il colombiano e il polacco della Ineos. Si prospettava una vittoria del primo per “ordini si scuderia” oppure che entrambi negli ultimi chilometri, ormai imprendibili per gli inseguitori e il gruppo maglia Gialla, di giocarsi a tu per tu il successo finale. Ma per fortuna è finita diversamente, nello stupore generale. Un abbraccio, un semplice e sincero abbraccio… è così che deve essere inteso lo Sport. Entrambi hanno riposto le loro ambizioni personali e hanno lasciato fare al destino nonostante per Michal fosse, oggi, il suo primo trionfo al Tour de France.

Il Ciclismo come metafora della nostra esistenza, un esempio da seguire e tramandarlo ai nostri piccoli campioni, in Oratorio come in famiglia. Fatica, sudore, giorni di sole e giorni di pioggia ma anche grandi momenti di gioia e di bellissima Speranza.

Dopo la mitica foto di Coppi e Bartali un’altra immagine che resterà in pressa nei cuori di tutti gli amanti dello Sport.

Raffaele